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L'Istituto dei Sordi a rischio chiusura: ignorati da vent'anni

sabato 10 giugno 2017
2' di lettura

Roma, (askanews) - Fischi e tamburi contro la sordità, quella delle istituzioni. Di fronte a Montecitorio, i lavoratori dell'Istituto Statale dei Sordi, manifestano per chiedere i riconoscimenti che mancano loro dal 1997, da quando la legge Bassanini separò la scuola dall'Istituto lasciandogli solo le funzioni culturali. Fa parte dei cosiddetti istituti atipici, che dovrebbero servire il pubblico inquadrati da un regolamente specifico. Solo che per l'istituto di via Nomentana, il regolamento non è mai arrivato e quindi neanche i finanziamenti. Luca Bianchi, coordinatore del settore culturale dell'Istituto: "Abbiamo una grande crisi di liquidità, sono tre mesi che non prendiamo lo stipendio, e quindi chiediamo un finanziamento ponte in attesa del regolamento attuativo". A rischio ci sono 22 lavoratori coordinati continuativi, di cui 8 loro stessi sordi; e i servizi che forniscono a migliaia di utenti sul territorio nazionale, dagli sportelli per bambini e adulti sordi, ai corsi di lingua dei segni per i docenti delle scuole pubbliche Per l'istituto, che dipende dal ministero della pubblica istruzione, si era parlato di un emendamento nella manovra correttiva, che non è passato, e per ora altre soluzioni non se ne vedono. Silvia Simoncini di Nidil Cgil, il sindacato dei lavoratori atipici: "L'utenza è molto grande anche perché l'istituto per Sordi di Roma è l'unico istituto pubblico che rimasto in Italia, prima ce ne erano a Milano e Palermo. Sicuramente c'è stata una disattenzione lunga vent'anni, che è proprio l'assenza di questo regolamento governativo che dovrebbe finalmente dare un ruolo a questo istituto e che consentirebbe anche di utilizzare l'ultimo decreto Madia quindi quello che prevede forme di stabilizzazione all'interno della pubblica amministrazione perché al momento loro neanche questa strada possono percorrere non essendo un istituto normato dalla nostra pubblica amministrazione". Fra legge Bassanini, decreto Madia e intrichi burocratici, vale la pena ricordare che i sordi in Italia sono oltre 850mila, di cui oltre ventimila sono nati sordi profondi. "Al palazzo" chiude Bianchi, "chiederei di avere un po' di attenzione, un po' di rispetto per questa istituzione, che è l'unica istituzione dello Stato che si occupa di sordità, e quindi è un bene comune."

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È stato sottolineato anche da Elias Khalil, Presidente e General Manager Italy Hub di Lilly: "Non inauguriamo un progetto, ma inauguriamo una visione, una visione molto diversa per un futuro della salute. Dopo i giochi invernali di Milano Cortina 2026 abbiamo già annunciato, che vogliamo lasciare un'eredità duratura, che va al di là dei giochi olimpici, di lasciare qualcosa anche per la società."

Partecipare agli screening gratuiti è semplice: basta prenotare sul sito ioprevengo.com sui link digitali accessibili dai canali social di Lilly o direttamente nelle piazze coinvolte, a partire da quella di Varese, il cui sindaco Davide Galimberti ha espresso ampia soddisfazione per l'iniziativa di Lilly.

Queste le parole: "Un'occasione importante per garantire a tutti una prevenzione efficace. È importante che le piazze del nostro paese siano sempre più frequentate da iniziative di questo tipo, a tutela di tutti i cittadini, ma dell'intera collettività".

All'interno della clinica mobile, completamente accessibile anche alle persone con mobilità ridotta, saranno presenti tre postazioni cliniche per esami rapidi e non invasivi presidiati da professionisti sanitari, un'area dedicata alle consulenze nutrizionali e spazi per attività educative e interattive. Si tratta di un'iniziativa dall'alto valore preventivo.

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L'avventura di "IO PREVENGO", dunque, inizia con i migliori auspici e con il chiaro intento di favorire la diagnosi precoce e promuovere una maggiore consapevolezza sui corretti stili di vita.

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