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Sport, food e arte: le iniziative per la Giornata del Rifugiato

sabato 10 giugno 2017
2' di lettura

Roma, (askanews) - Dietro ogni rifugiato c'è una storia che merita di essere ascoltata. Con questo slogan, accompagnato dall'hashtag #WithRefugees, l'Unhcr, l'Alto commissariato per i rifugiati delle Nazioni Unite si prepara a celebrare la Giornata Mondiale del Rifugiato, il 20 giugno. Un appuntamento che ha come obiettivo la sensibilizzazione dell'opinione pubblica sulla condizione di milioni di rifugiati e richiedenti asilo costretti a fuggire da guerre e violenze. Storie di sofferenze, di umiliazioni ma anche di speranza, di chi è riuscito a ricostruire il proprio futuro. Numerose le iniziative che verranno messe in campo, e che attraverseranno vari settori: dallo sport alla cucina fino all'arte. Come spiega Carlotta Sami, portavoce Unhcr. "Quest'anno avremo delle porte aperte, i centri nei nostri quartieri apriranno le porte in modo tale che gli italiani vedano cosa succede in questi posti spesso dipinti in maniera negativa, dove in realtà, quando vengono gestiti bene, i rifugiati imparano e si preparano per entrare nella società". Atto primo il 18 giugno. "Avremo una partita di calcio, con l'Associazione Italiana Calciatori e una squadra di rifugiati. Poi abbiamo una partnership con Eataly che ci permetterà di offrire agli italiani delle cene cucinate da chef rifugiati a Milano, Roma, Firenze e Bari. A Roma al Maxxi presenteremo un'opera artistica di un sedicenne, ha creato un'opera d'arte fatta con giubbotti di salvataggio mandare dall'isola di Lesbo". Tra i testimonial dell'iniziativa, anche Nancy Brilli. "Parliamo di tutto ciò che significa andare incontro al rifugiato, aiutarlo, i centri di primo soccorso, l'impegno di Unhcr. C'è l'idea di coinvolgere la gente, di comunicare le persone attraverso il food, lo sport, la cultura, l'arte". #WithRefugees è anche una petizione, con la quale l'Unhcr chiede ai governi di garantire che ogni bambino rifugiato abbia un'istruzione, che ogni famiglia abbia un posto sicuro in cui vivere, che ogni rifugiato possa lavorare.

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