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Ecomondo, il successo dei rifiuti: 20 anni di consorzi di filiera

sabato 11 novembre 2017
2' di lettura

Rimini, (askanews) - A Ecomondo 2017 compleanno d'eccellenza per il mondo della valorizzazione e l'avvio a riciclo dei rifiuti di imballaggio. Si festeggiano infatti i 20 anni dei consorzi di filiera, raggruppati in Conai, tutti pionieri e protagonisti della stagione dell'economia circolare nazionale, che oggi raccoglie importanti benefici sociali economici ed ambientali per il sistema Paese. In questi 20 anni, Conai e i consorzi di filiera hanno avviato a riciclo 50 milioni di tonnellate di rifiuti di imballaggio, per un volume di 130 milioni di metri cubi. Nei numeri che fornisce il presidente di Conai, Giorgio Quagliuolo, il giusto orgoglio per quello che oggi è un modello vincente: "Siamo partiti che si raccoglievano e si mandavano a riciclo poco più di 150.000 tonnellate all'anno e nel 2016 sono state 4 milioni. E solo come sistema consortile. Nei 20 anni trascorsi abbiamo sotratto alle discariche e mandato a riciclo 50 milioni di tonnellate di rifiuti da imballaggio, evitando l'emissione nell'atmosfera di 40 milioni di tonnellate di CO2 e soprattutto evitando la costruzione ed utilizzo di 130 discariche di medie dimensioni". Il segreto nel sempre valido fare sistema: da Conai bravo dunque al legislatore intervenuto sulle normative, bravi gli amministratori locali e bravi i cittadini ormai attori convinti dell'economia circolare. Resta comunque un divario da colmare tra centro nord e sud, ed è quella oggi la vera sfida da vincere. Perchè su alcuni fronti, vedi la plastica, il riciclo e riutilizzo raggiunto rappresentano driver fondamentali di sviluppo in primis economico. Come conferma il presidente di Corepla, il consorzio nazionale per la raccolta, il riciclo e il recupero degli imballaggi in plastica, Antonello Ciotti: "Venti anni fa in Italia si raccoglievano in media meno di di 2 kg di plastica per abitante. Nel 2016 siamo passati a circa 16 kg di media, con alcune regioni, come il Veneto, al di sopra dei 25 kg. Uno sforzo incredibile fatto dai cittadini, dalle istituzioni e dal sistema industriale perchè dietro quello che si raccoglie c'è tutto un sistema che lo ricicla. Parliamo di 20 mila operatori con un indotto che supera il miliardo di euro". Venti anni quindi trascorsi grazie ai consorzi costruendo una vera rivoluzione, mattone dopo mattone, per una green economy capace di rappresentare un pilastro del nuovo made in Italy. Edo Ronchi, presidente della Fondazione per lo sviluppo sostenibile: "Nel mondo dei rifiuti è veramente cambiato tutto. Venti anni fa mandavamo in discarica l'85% del rifiuto urbano e la raccolta differenziata era simbolica, si riciclava al massimo un po' di carta. Adesso il 67% degli imballaggi viene raccolto in maniera differenziata e avviato a riciclo".

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