CATEGORIE

De Luigi (GE): fondamentale l'innovazione tecnologica nel SSN

sabato 11 novembre 2017
2' di lettura

Roma, (askanews) - "Il Sistema Sanitario Nazionale italiano è uno dei migliori al mondo, nonostante ogni tanto non ce lo ricordiamo, ed è una ricchezza che dobbiamo preservare. Negli ultimi anni, le azioni che ha fatto il governo sono state importanti ma sono state sostanzialmente di tutela di un servizio sanitario che perdeva 6 miliardi di euro all'anno". Lo ha detto Marco De Luigi, Ad e Presidente di GE Healthcare, a margine del convegno "Modelli e ipotesi per la sostenibilità dell'innovazione nel Sistema Sanitario Nazionale, organizzato a Roma. "Adesso il Sistema Sanitario Nazionale è sostanzialmente in equilibrio economico però bisogna fare ripartire una fase di investimenti per erogare salute migliore ai cittadini e per costruire tutte quelle premesse che ci porteranno nel lungo termine ad avere un sistema sanitario sempre più efficace". "Portare innovazione nel sistema sanitario è fondamentale e voglio fare l'esempio dell'obsolescenza del parco tecnologico installato. Questo è proprio il tema dell'incontro di oggi. E' un po' come non riparare il tetto che abbiamo in casa: prima o poi comincia a piovere all'interno della casa, siamo un pochettino in questa situazione. Avere tecnologia che è obsoleta non solo non dà garanzia del migliore risultato clinico, perché si utilizza tecnologia ormai vecchia, ma può avere alcune conseguenze anche sulla sicurezza del paziente: penso alla dosa radiogena. Infatti i sistemi moderni erogano molto meno dosi di quelli di 10 anni fa. E poi c'è anche il punto di vista della sostenibilità economica: una tecnologia più vecchia costa di più, non necessariamente riesce ad essere manutenuta, le parti di ricambio a volte non si ritrovano, quindi investire in tecnologia significa garantire anche una migliore sostenibilità economica, non solo migliore risultato clinico e di sicurezza", ha aggiunto De Luigi.

tag

Ti potrebbero interessare

Gerusalemme, frammenti di missili nei luoghi santi della Città Vecchia

Gerusalemme, 16 mar. (askanews) - Frammenti di missili e di intercettori sono caduti nella Città Vecchia di Gerusalemme, anche vicino ad Al-Aqsa e al Santo Sepolcro, dopo una nuova raffica lanciata dall'Iran verso la città.

La polizia israeliana riferisce che i detriti - alcuni di grandi dimesioni - sono stati trovati in più punti, compresi il complesso della Spianata delle Moschee, il Santo Sepolcro e il quartiere ebraico. Sul posto sono intervenuti agenti e artificieri per i controlli e la messa in sicurezza dell'area.

Resti sono stati trovati anche in un parcheggio della Città Vecchia. Si tratta di una delle aree più sensibili di Gerusalemme, dove sorgono luoghi sacri per le tre religioni monoteiste. Non si segnalano feriti né vittime.

TMNews

Iran, Trump su Mojtaba: "Non sappiamo se sia morto oppure no"

Washington, 16 mar. (askanews) - Donald Trump afferma di non sapere se Mojtaba Khamenei, nuova guida suprema dell'Iran, sia ancora vivo. Il passaggio segna un cambio di tono rispetto ai giorni scorsi: il 13 marzo il presidente americano lo aveva descritto come "vivo ma ferito", mentre ora ammette che Washington non sa con certezza chi stia davvero guidando Teheran.

"Molte persone dicono che è gravemente sfigurato - afferma Trump - Dicono che abbia perso una gamba, una gamba sola, e che sia stato ferito molto gravemente. Altri dicono che sia morto. Nessuno dice che stia bene al cento per cento. Sapete, non ha parlato. L'ayatollah stava seduto e vomitava odio da una sorta di trono. Non bello come un trono vero. Io preferisco molto di più il trono inglese. Però era una sedia vistosa. Ma da quella sedia spargeva odio. Lo vedevate spesso, giusto? Questo invece non lo abbiamo visto affatto. E questo può dipendere da molte ragioni diverse. Non sappiamo se sia morto oppure no".

TMNews

Iran, Trump: alcuni alleati non entusiasti di proteggere Hormuz

Washington, 16 mar. (askanews) - Il presidente Donald Trump ha criticato alcuni alleati degli Stati Uniti per la loro tiepida risposta al suo appello a contribuire alla protezione del traffico marittimo nello Stretto di Hormuz durante la guerra di Stati Uniti e Israele contro l'Iran. "Per 40 anni vi abbiamo protetto e voi non volete essere coinvolti?", afferma Trump, che si è divertito a "mimare" le risposte esitanti di alcuni governanti stranieri, senza però dire apertamente quali fossero.

TMNews

Trump: "Risposta Francia su Hormuz non è perfetta, ma è la Francia"

Roma, 16 mar. (askanews) - La risposta del presidente francese Emmanuel Macron alla richiesta del presidente Donald Trump ai Paesi alleati di aiutare gli Stati Uniti a mettere in sicurezza lo Stretto di Hormuz nel contesto della guerra contro l'Iran "non è stata perfetta": lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump in conferenza stampa alla Casa Bianca prima di un incontro con i membri del consiglio di amministrazione del Trump Kennedy Center.

"Ho parlato con lui. Su una scala da zero a dieci, direi un otto. Non è perfetto, ma è la Francia. Non ci aspettiamo la perfezione", è stato il commento di Trump.

TMNews