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L'udienza per la Costa Concordia in Cassazione, manca Schettino

sabato 22 aprile 2017
1' di lettura

Roma, (askanews) - Al via in Cassazione l'udienza per il naufragio della Costa Concordia, in cui è imputato l'ex comandante Francesco Schettino, assente in aula, condannato in primo e secondo grado a 16 anni e un mese di reclusione. Nel naufragio per l'impatto contro gli scogli, dopo una manovra di avvicinamento all'isola Del Giglio, il 13 gennaio 2012, morirono in 32. A bordo c'erano 3216 passeggeri e 1013 persone d'equipaggio. Il ricorso alla Suprema Corte è stato presentato dalla Procura della Corte d'appello di Firenze, che aveva chiesto una condanna a 27 anni e dalla difesa dell'ex comandante. Il legale di Schettino, Saverio Senese: "Riteniamo ci siano state molte violazioni e che alcune siano inaccettabili. Coma la violazione del giudice naturale, che è una regola elementare". Secondo Marco De Luca, avvocato di Costa Crociere, la Cassazione confermerà il verdetto: "E' difficile fare previsioni ma credo che, proprio perché ci sono stati due gradi di giudizio molto ragionati, si possa arrivare a una conferma delle decisioni passate". E' la stessa speranza del legale delle parti civili, Micaela Suriano: "Noi parti civili ci aspettiamo la conferma, sia in termini di colpevolezza che di previsionale già riconosciuta ai nostri assistiti, speriamo che si chiuda in modo definitivo questa vicenda". La prossima udienza è prevista per il 12 maggio, data in cui potrebbe arrivare il verdetto.

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Il film che era arrivato alla cerimonia di premiazione con ben 16 candidature, "Sinners", saga su vampiri e razzismo diretta da Ryan Coogler, ha vinto l'Oscar per la sceneggiatura originale, il miglior attore protagonista Michael B. Jordan, la colonna sonora e la fotografia. Niente da fare, quindi per Timothée Chalamet, protagonista di "Marty Supreme". Per quanto riguarda i ruoli femminili la statuetta per la migliore attrice protagonista è andata all'irlandese Jessie Buckley per "Hamnet" mentre Amy Madigan ha vinto come migliore non protagonista per l'horror "Weapons".

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"Io l'ho detto ma qualcuno l'ha fatto, Trump ha sospeso temporaneamente le sanzioni alla Russia, quando ci si trova in una crisi e il sistema adottato precedentemente non funziona perché non rivedere quell'impianto sanzionatorio", ha spiegato Vannacci.

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Oscar, i registi iraniani: "Siamo qui solo per il popolo dell'Iran"

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Nel pieno della guerra nel loro Paese, con Stati Uniti e Israele, intervistati sul red carpet prima della cerimonia, hanno parlato del conflitto in corso e di quanto sia difficile per loro essere a Los Angeles per una cerimonia così importante:

"I nostri cuori sono divisi in due - ha detto Sara Khaki - da un lato i nostri cuori sono a casa con la nostra gente, il popolo iraniano, le cui vite sono state distrutte. Dall'altra parte siamo qui e l'unica ragione per cui siamo qui è che siamo qui per rappresentare la gente comune dell'Iran".

"Questi sono i tempi più bui che si possano immaginare, voglio dire, le vite dei cittadini iraniani sono state distrutte e, come se non bastasse, c'è questa guerra ingiusta in corso che deve finire, perché nessun essere umano merita né dovrebbe mai subire la guerra e la violenza".

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Oscar, sul red carpet da Anne Hathaway al "No a la guerra" di Bardem

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Tante le star che hanno partecipato alla serata, che come sempre è anche un'occasione per veicolare messaggi: Javier Bardem è arrivato con la scritta sulla giacca "No a la guerra". A sfilare sul tappeto rosso, presi d'assalto dai fotografi, anche Steven Spielberg, Pedro Pascal e Anne Hathaway, elegantissima in un abito lungo nero, fiorato, con strascico.

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