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Anziani e nuove tecnologie, successo a Genova per "Nonni in rete"

sabato 22 aprile 2017
2' di lettura

Roma, (askanews) - Grande successo anche a Genova per il progetto "Nonni in rete. Tutti giovani alle Poste", promosso da Poste Italiane e dalla Fondazione Mondo Digitale; una grande iniziativa in cui si inquadra anche la "Settimana di alfabetizzazione digitale" organizzata (fino al 26 aprile) nelle scuole di diverse regioni, con "open day" per aiutare i cittadini di tutte le età a utilizzare i servizi online. All'iniziativa genovese, che si è svolta all'Istituto d'istruzione superiore Carlo Rosselli, hanno partecipato una ventina di anziani affiancati da altrettanti studenti-tutor. Obiettivo del progetto: fornire agli over 65 le competenze necessarie per usare le nuove tecnologie. Graziella Gaia, docente di economia aziendale all'Istituto Rosselli e referente genovese del'iniziativa: "E' nato proprio un bel rapporto tra i ragazzi e i nonni al di là del momento dell'insegnamento, anche proprio un rapporto di amicizia". Quindici lezioni da 2 ore, partendo dall'abc del computer e arrivando all'uso dei servizi on line. Grazie al corso, gli anziani hanno imparato ad esempio a effettuare pagamenti dal pc e dai dispositivi mobili, a trovare informazioni sul web, a comunicare con persone lontane e a rivedere programmi tv. "Adesso ho imparato a entrare nel Servizio sanitario, a fare acquisti online, pagamenti, a usare l'e-book per la lettura, tante cose interessanti". L'auspicio di quasi tutti i partecipanti è che il corso venga ripetuto in futuro. "A me premeva venire e imparare le basi, poi sono andato oltre, anche perché ho trovato un ragazzo molto preparato che mi ha dato veramente una mano. Quindi ho solo un augurio: rifarlo l'anno prossimo". E per gli studenti dell'istituto genovese, diventati insegnanti per l'occasione, è stato interessante confrontarsi con un'altra generazione. "E' stata un'esperienza molto bella perché ci ha messo a contatto con persone che magari non sempre ci sembrano interessate a questo nuovo mondo in cui noi viviamo, perché lo ritengono nuovo e magico, invece a noi ha fatto tanto piacere....". "Mi sono trovato bene, il mio nonno era molto preparato e pronto a imparare, bello vispo, ci siamo divertiti".

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"Radici (23)" è infatti una canzone intensa e intimista che affonda nelle pagine dell'autobiografia di Sani, restituendo in musica la forza del suo percorso umano e artistico. Un brano struggente che parla di identità, memoria e desiderio di riscatto, lasciando emergere in filigrana quella passione viscerale per la musica che lo accompagna da sempre, quasi fosse una "malattia" necessaria e inevitabile.

L'autobiografia "Sulla giostra della vita" racconta senza filtri i momenti luminosi e le difficoltà incontrate nello show business. I proventi della vendita del libro spettanti all'artista sono devoluti al reparto che cura i tumori pediatrici dell'Ospedale Meyer di Firenze. Il disco inoltre è stato interamente suonato con pochissimo uso di campionamenti.

Tra le varie location in cui è stato girato il video di Radici (23) c'è anche la casa di Stefano, da cui è stata tratta la copertina stessa, scelta proprio per restare il più fedeli possibile alla storia narrata nel brano. Per rendere il racconto ancora più autentico e verosimile, gli attori sono stati scelti volutamente tra i membri della famiglia del cantante. Il bambino che canta nell'androne delle scale - presenza che punteggia l'intero video come un filo conduttore - è infatti il nipotino di Stefano, a cui somiglia molto. La madre, appena dopo aver dato alla luce il bambino, è interpretata da Lucrezia, nipote dell'artista, mentre la nonna, che interra il cordone ombelicale sotto le radici di un rosaio (da cui il titolo), è la signora Graziella, la madre. Questo gesto propiziatorio, secondo un'antica credenza popolare, avrebbe trasmesso al neonato la passione per la musica e per il canto.

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