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"Spelacchio è morto", e il Codacons deposita esposto

sabato 23 dicembre 2017
1' di lettura

Roma, (askanews) - Il dramma dell'abete di Piazza Venezia, battezzato affettuosamente "Spelacchio" dall'ironia corrosiva dei romani. Partito dalla Val di Fiemme con chioma rigogliosa, nella sua permanenza romana si è andato spelando appunto sempre più. E ora corre in rete la notizia "Spelacchio è morto", con il Codacons che ne chiede la rimozione immediata e ricche polemiche sull'amministrazione Raggi, che fin dall'inizio ha sostenuto fosse una decorazione "sobria e raffinata". In realtà Spelacchio è morto subito: sarebbe impossibile trapiantare un albero di queste dimensioni, improponibile un vaso con radici; è stato tagliato, come tutti gli abeti natalizi piccoli o grandi che popolano le nostre case. Ma secondo gli esperti avrebbe dovuto resistere un po' di più; qualcosa non è andato nel trasporto, oppure la pianta era affaticata dagli ultimi mesi di siccità. Questo abete rosso però, sebbene donato dalla Val di Fiemme, ai contribuenti romani è costato quasi 40mila euro di trasporto e allestimento; in altre città come Milano sono somme coperte dagli sponsor. Così il Codacons ha addirittura depositato un esposto presso la Corte dei Conti per possibile "danno erariale". E intanto mentre i romani si affezionano al loro abete moribondo, arriva anche una coda polemica con Matteo Salvini: la Lega, ha detto, non sarà mai una stampella di un eventuale governo a 5 stelle, "Abbiamo visto cosa accade a Roma" ha detto, "io il governo 'spelacchio' non lo voglio sostenere".

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Dai giovani alle prese con un lavoro instabile, ai riders spesso invisibili, fino alle comunità delle aree interne: storie diverse, unite dalla richiesta di diritti e opportunità. Un percorso che punta a rafforzare le comunità partendo dal basso.

"Il progetto The CARE è un progetto finalizzato alla promozione dei diritti e dei valori dell'Unione Europea, attraverso il supporto delle organizzazioni e della società civile. Si struttura in tre assi di intervento, supporto a dei progetti, capacity development, quindi formazione e sviluppo delle capacità e competenze dell'organizzazione e networking, ossia la creazione di un ambiente di autoaiuto tra le organizzazioni stesse" ha dichiarato Cosimo Chiesa, Responsabile The Care per ActionAid.

Non solo fondi, ma formazione, rete e strumenti per trasformare fragilità in partecipazione attiva con risulti concreti, visibili e duraturi nel tempo.

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