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All'Eliseo "La guerra dei Roses", da passione a rabbia con ironia

sabato 23 dicembre 2017
2' di lettura

Roma, (askanews) - Il colpo di fulmine, il matrimonio, l'affermazione personale con l'acquisto della casa dei sogni, e poi, all'improvviso, nella coppia qualcosa si rompe. Succede ne "La guerra dei Roses", in scena al Teatro Eliseo fino al 7 gennaio, con Ambra Angiolini e Matteo Cremon nel ruolo dei coniugi Rose. Lo spettacolo è tratto dal testo di Warren Adler da cui era stato tratto anche il film di Danny De Vito con Michael Douglas e Kathleen Turner. La regia è di Filippo Dini e in scena, accanto ai protagonisti, ci sono Massimo Cagnina e Emanuela Guaiana nei panni dei loro avvocati. Il regista racconta similitudini e differenze rispetto al film: "Le differenze in realtà sono minime perché l'ambientazione dark, più che noir, è stata mantenuta con grande fedeltà e grande passione, perché poi è la cosa più avvincente dell'opera, e, devo dire, con un pizzico di divertimento in più. Diciamo che c'è un'evoluzione molto veloce, e questo ovviamente aiutato da un tono grottesco, cioè dove gli avvenimenti diventano catastrofici nel giro di pochi minuti, da una scena all'altra". La guerra tra i due coniugi è spietata, proporzionale al grande amore e alla grande passione che i due hanno vissuto: all'improvviso tutti si infrange contro lo scoglio della mancata realizzazione professionale di lei. "E così rivediamo quando loro si incontrarono a Cape Cod ad un asta, e quindi noi assistiamo al loro enorme amore, poi, dopo 18 anni, qualcosa, anche una cosa impercettibile, un dettaglio, ma qualcosa è cambiato, e quest'errore o incomprensione o incomunicabilità da piccolissima è diventata gigantesca, e quindi insopportabile", ha aggiunto il regista. "Questo è un tema non solo estremamente contemporaneo, ma che ognuno di noi in qualche modo ha toccato, e grazie a questa commedia, grazie alla scrittura di Warren Adler, noi riusciamo a riconoscere quella tragedia, quel senso di impotenza di fronte a questa separazione. E nonostante ciò riusciamo ad avere un sorriso, a riconoscere tutto questo come ridicolo, e forse, ridendo insieme a loro, forse, o ridendo anche a volte di loro, riusciamo forse ad essere, spero, ad affrontare le nostre separazioni in maniera un po' più civile", ha concluso.

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Precarietà e diritti: l'Italia raccontata da The Care

Milano, 29 apr. (askanews) - Un'Italia che lotta tra precarietà e disuguaglianze, ma che prova anche a reagire attraverso partecipazione e impegno civico. È il quadro che emerge da The CARE, il progetto promosso da ActionAid Italia e Fondazione Realizza il Cambiamento: in tre anni sono state coinvolte oltre 180 organizzazioni, 69 progetti e più di 33 mila persone.

Dai giovani alle prese con un lavoro instabile, ai riders spesso invisibili, fino alle comunità delle aree interne: storie diverse, unite dalla richiesta di diritti e opportunità. Un percorso che punta a rafforzare le comunità partendo dal basso.

"Il progetto The CARE è un progetto finalizzato alla promozione dei diritti e dei valori dell'Unione Europea, attraverso il supporto delle organizzazioni e della società civile. Si struttura in tre assi di intervento, supporto a dei progetti, capacity development, quindi formazione e sviluppo delle capacità e competenze dell'organizzazione e networking, ossia la creazione di un ambiente di autoaiuto tra le organizzazioni stesse" ha dichiarato Cosimo Chiesa, Responsabile The Care per ActionAid.

Non solo fondi, ma formazione, rete e strumenti per trasformare fragilità in partecipazione attiva con risulti concreti, visibili e duraturi nel tempo.

"In base alle diverse componenti del progetto, abbiamo raggiunto questi obiettivi. In termini di supporto finanziario, sono state raggiunte più di 33.000 persone. In termini di formazione, ogni organizzazione ha ricevuto 189 ore di formazione in diversi ambiti, che vanno dalla raccolta fondi alla comunicazione. In termini di attività di networking, è stato creato un percorso di elaborazione di un manifesto dell'organizzazione e della società civile, dove le organizzazioni stesse hanno buttato giù dei punti di miglioramento, di finanziamento alle piccole organizzazioni e di riforma del terzo settore." ha aggiunto Chiesa.

Un progetto che lascia un segno concreto: comunità più forti e cittadini più consapevoli. Perché il cambiamento, oggi, passa proprio da chi vive e costruisce ogni giorno i territori.

The CARE - Civil Actors for Rights and Empowerment è un progetto promosso da ActionAid Italia e Fondazione Realizza il Cambiamento, cofinanziato dall'Unione europea nell'ambito del programma CERV.

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Iran, Von der Leyen: spesa import combustibili aumentata di 27 mld

Strasburgo, 29 apr. (askanews) - "In soli 60 giorni di conflitto, la nostra spesa per le importazioni di combustibili fossili è aumentata di oltre 27 miliardi di euro, senza che ciò abbia comportato un solo kilowattora di energia in più". Lo ha detto la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen parlando alla plenaria a Strasburgo.

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"Ed è per questo che il tema dell'energia era in cima all'ordine del giorno informale del Consiglio europeo. Si tratta della seconda crisi energetica nel giro di quattro anni. E la lezione da trarne dovrebbe essere molto chiara: la nostra eccessiva dipendenza dai combustibili fossili importati ci rende vulnerabili", ha aggiunto.

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