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Cartier-Bresson all'asta: Phillips ha celebrato un maestro

sabato 23 dicembre 2017
2' di lettura

Milano (askanews) - Centoventi fotografie di Henry Cartier-Bresson all'asta da Phillips a New York il 12 dicembre hanno fatto segnare una vendita record di oltre due milioni di dollari, raddoppiando le stime iniziali. Un risultato importante, sia per la casa d'aste sia per l'attenzione che la fotografia sta sempre più riscuotendo nel mercato dell'arte. Ne abbiamo parlato con Genevieve Janvrin, co-head of Photographs per l'Europa di Phillips. "L'asta di Cartier-Bresson - ha raccontato ad askanews - è stata unica. Alcune persone pensano che presentando 120 opere di uno stesso artista contemporaneamente si rischi di deludere il mercato, con delle mancate vendite. La cosa meravigliosa con Cartier-Bresson è che lui era un artista globale e tutti noi abbiamo una suo fotografia preferita, ognuno ha la propria e sono diverse ed è apprezzato in tutto il mondo. Abbiamo avuto offerte dall'India, dalla Cina, da New York, Londra, Europa, da tutto il mondo per contendersi i pezzi più ricercati". Il top lot è stato la celeberrima fotografia "Hyères", scatto emblematico di un modo di affrontare l'idea stessa di fotografia da parte di Cartier-Bresson, battuto all'asta 100mila dollari, partendo da una stima di 12-18mila. "Ha cambiato il fotogiornalismo - ha aggiunto Janvrin - e il modo in cui questo è stata percepito dal mondo. I collezionisti hanno reagito subito positivamente e lui è diventato, non solo un fotogiornalista, ma uno dei più grandi fotografi in assoluto del XX Secolo". L'asta di HCB, che è stata realizzata sulla collezione di Peter Fetterman, con alcuni pezzi che non erano mai stati stampati, è un tassello all'interno dell'impegno della casa d'aste nel campo della fotografia, che Genevieve Janvrin ci ha spiegato nel dettaglio. "Il dipartimento di fotografia di Phillips - ha concluso - è attivo da molti anni, abbiamo una quota di mercato nelle vendite globali e nel 2017 abbiamo venduto fotografie per più di 22 milioni di dollari, due volte l'anno abbiamo vendite a New York e a Londra, nelle quali presentiamo pezzi ricercati e rari, ma anche opere che partono da 5mila dollari. Per questo ci rivolgiamo a una base di collezionisti molto ampia e variegata".

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Dai giovani alle prese con un lavoro instabile, ai riders spesso invisibili, fino alle comunità delle aree interne: storie diverse, unite dalla richiesta di diritti e opportunità. Un percorso che punta a rafforzare le comunità partendo dal basso.

"Il progetto The CARE è un progetto finalizzato alla promozione dei diritti e dei valori dell'Unione Europea, attraverso il supporto delle organizzazioni e della società civile. Si struttura in tre assi di intervento, supporto a dei progetti, capacity development, quindi formazione e sviluppo delle capacità e competenze dell'organizzazione e networking, ossia la creazione di un ambiente di autoaiuto tra le organizzazioni stesse" ha dichiarato Cosimo Chiesa, Responsabile The Care per ActionAid.

Non solo fondi, ma formazione, rete e strumenti per trasformare fragilità in partecipazione attiva con risulti concreti, visibili e duraturi nel tempo.

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Un progetto che lascia un segno concreto: comunità più forti e cittadini più consapevoli. Perché il cambiamento, oggi, passa proprio da chi vive e costruisce ogni giorno i territori.

The CARE - Civil Actors for Rights and Empowerment è un progetto promosso da ActionAid Italia e Fondazione Realizza il Cambiamento, cofinanziato dall'Unione europea nell'ambito del programma CERV.

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