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Incredibili quegli anni Sessanta: il momento della "Revolution"

sabato 23 dicembre 2017
1' di lettura

Milano (askanews) - Il suono sporco di Jimi Hendrix è perfetto per introdurre lo spettatore all'interno della mostra "Revolution", che la Fabbrica del Vapore di Milano dedica alle storie, ai protagonisti e ai luoghi di un periodo, gli anni tra il 1966 e il 1970, che cambiò per sempre le vite di una generazione di giovani e, per estensione, di tutta la società. Tra musica, moda, film, ideologia, va di nuovo in scena un momento storico problematico ma fertile. Francesco Tomasi, storico promoter di grandi band: "E' una mostra straordinaria sugli anni Sessanta e racconta questa presa di coscienza, questa rivoluzione culturale che è avvenuta all'inizo degli anni Sessanta con gli studenti americani prima poi con la musica beat, Rolling Stones e Beatles che hanno davvero trasformato il mondo giovanile". Tra manifesti anti Nixon e inni alle culture alternative va in scena un racconto collettivo che passa, molto, anche attraverso la ricostruzione dei look di quel periodo. Clara Tosi Pamphili ha curato proprio la sezione dedicata alla moda. "La moda - ha detto - è uno degli argomenti fondamentali di Revolution, sia nella versione inglese che in questo ampliamento italiano. Blow-up, Missoni, Antonioni, Fiorucci... Sono nomi fondamentali che ricorrono sia nella storia inglese sia in quella italiana". Eccentrici ed eccessivi, lisergici e innamorati: gli anni del nostro passato a volte tornano, con quel fascino immutabile che la parola "rivoluzione" continua a portare con sé.

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Torna a solcare le coste della Puglia Porto Rubino, tra musica e mare

Milano, 29 apr. (askanews) - Ci sono il mare, la musica, le parole, la Puglia e la magia che si crea mescolando questi elementi. Torna per l'ottava edizione Porto Rubino, il viaggio musicale ideato e diretto da Renzo Rubino. Anche quest'anno il cantautore di Martina Franca ha ideato un percorso speciale e lo ha presentato a Milano, in Gondola sui Navigli.

"Porto Rubino pensa, musica non solo da ascoltare, ma da vivere, da sentire, Quella di Carmen Consoli, di Angelica Bove e di Erika Moo, con Concita de Gregorio, che andrà al di là della canzone, in un luogo magnifico che è Taranto, il 14 luglio per Porto Rubino pensa, poi ci spostiamo a Savelletri, al Parco di Calamasciola, il prato bellissimo, con la barca messa al centro e tutta la gente intorno a ballare, perché per l'appunto c'è Porto Rubino balla, solo musica elettronica, con Acid Arab, Frenetik, Jolly Mare e Dardust, in elettronico. E poi chiudiamo a Otranto, il 18 luglio, per Porto Rubino canta, nuovo cantautorato, apre Vale LP e poi ci sarà Nico Arezzo, Venerus e il concerto in conclusione di ditonellapiaga. Meno artisti, più tempo per godersi gli artisti e per vivere l'esperienza di Porto Rubino.

Il segreto di Porto Rubino è il fascino del luogo in cui si è ad ascoltare il concerto, banalmente il mare, le location meravigliose e inaspettate, ma c'è di più.

"Secondo me c'è una sorta di genuinità di fondo, le persone che vengono al festival sono felici, sono serene, non sono dei pazzi scatenati, vogliono vivere il luogo veramente con gioia e divertimento senza sopraffarsi" afferma.

Questo festival itinerante è nato dal concetto di accoglienza e di fratellanza in un momento in cui si parlava di porti chiusi. "Lo spirito del festival è quello dell'aggregazione anche nella diversità, è proprio la chiave di Porto Rubino" dice.

Renzo Rubino sta anche lavorando a nuova musica, che arriverà nel 2027, negli anni si è fatto conoscere per il suo legame con la tradizione popolare, l'amore per la sua terra uniti all'innovazione, e la sperimentazione musicale.

"Mi sento sicuramente un po' vintage, ma la mia sperimentazione più importante è rimanere fedele alle mie idee e a non farmi influenzare. Il mio modo di essere sperimentale è farlo su me stesso, attraverso le canzoni, attraverso Porto Rubino, attraverso le mie diverse forme d'arte. Non facendomi influenzare prima di tutto, riesco a progredire e ad andare oltre".

E di un suo ritorno a Sanremo dice: "In realtà questo è proprio il disco che è il meno adatto a Sanremo, quindi probabilmente sì".

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Schlein: "Non esistono comuni montani di seria A o di serie B"

Roma, 29 apr. (askanews) - La nuova classificazione dei comuni montani è "fatta con arroganza, senza ascoltare questi territori e le loro voci. Ed è fatta senza mettere un euro in più. Come già era stata l'autonomia differenziata, ignorando le disuguaglianze territoriali che il Sud, le aree interne e la montagna di questo Paese hanno già purtroppo pagato fin troppo": lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein intervenendo alla conferenza stampa organizzata da Ali, Autonomie locali italiane.

"Noi chiediamo al Governo di ritirare questa scelta, di ridiscuterla, non con noi, con loro, con questi sindaci che ci hanno raccontato storie di essere rimasti fuori dalla classificazione, cioé declassificati, non più montani, secondo un pezzo di carta partorito in un palazzo romano, se questo è un criterio per fare una riforma...", ha aggiunto la segretaria Dem.

"Ciò vuol dire avere meno accesso a fondi, a strumenti, a investimenti per le proprie comunità e per il proprio territorio. Tra l'altro se si vuole contrastare lo spopolamento bisogna agevolare il fare squadra tra i comuni, mon metterli in competizione tra loro mentre gli tagli le risorse, non esistono comuni montani di serie A o di serie B, serve equità", ha concluso.

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Transizione, Nevali (Assistal): Tempistiche chiare aiutano

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