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Basquiat da record e il mercato dell'arte torna a crescere

sabato 2 settembre 2017
2' di lettura

Milano (askanews) - Dopo due anni consecutivi di frenata, nei primi sei mesi del 2017 il mercato dell'arte torna a crescere e segna, secondo il Global Art Market Report di Artprice.com, una crescita del 5,3%, con le aste internazionali che hanno fruttato, nel periodo, 6,9 miliardi di dollari. Cresce, in particolare, la fetta di vendite delle opere contemporanee che ora rappresentano il 15% dell'intero valore, mentre nel 2000 questo dato era fermo al 3%. A trainare i buoni numeri della prima metà di quest'anno è soprattutto il mercato degli Stati Uniti, cresciuto del 28%. Rallenta invece la Cina, anche nel settore dell'arte divenuta in pochi anni un soggetto cruciale, ma per gli analisti di Artprice si tratta di una frenata salutare, che allontana la "fantasia ricorrente" di una bolla speculativa. Nella speciale classifica delle opere top di questi primi sei mesi al primo posto c'è il dipinto "Untitled" del 1982 di Jean-Michel Basquiat, battuto a oltre 110 milioni di dollari da Sotheby's a New York. Questo incredibile risultato ha proiettato Basquiat, morto nel 1988 a soli 28 anni, in un pantheon di artisti da record: solo Picasso, Modigliani, Giacometti, Bacon e Munch hanno firmato opere vendute poi a cifre più alte. Al secondo posto un dipinto di Gustav Klimt, il paesaggio "Bauerngarten" del 1907, arrivato poco sopra i 59 milioni di dollari. Terza invece la scultura in bronzo del 1913 di Constantin Brancusi "La muse endormie", venduta per 57,3 milioni di dollari. Nella top 10 anche Cy Twombly, Francis Bacon, e l'immancabile Picasso. Il pittore spagnolo domina anche la classifica complessiva di vendite nei sei mesi con 1495 lotti e oltre 280 milioni di dollari di ricavo. La sensazione complessiva, sullo stato di salute del mercato dell'arte, è comunque positiva e cresce il peso del contemporaneo, anche se ancora gli investimenti puntano principalmente sui grandi nomi del Dopoguerra. Ma, come dimostra il clima frizzante di appuntamenti fieristici come Art Basel, è l'intero sistema dell'arte a mantenersi dinamico e pronto a esplorare nuove strade. E il mercato, seppur con i suoi tempi, poi puntualmente segue.

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Nasce l'evento nazionale "Cuori Sicuri"

Roma, 24 apr. (askanews) - L'Italia punta a un ruolo di primo piano nell'attuazione del Safe Hearts Plan, strategia europea per la prevenzione e la gestione delle malattie cardiovascolari, presentata alla Commissione Europea il 16 dicembre 2025. È quanto emerso a Roma, presso Palazzo Wedekind, in occasione dell'evento nazionale "Cuori Sicuri", iniziativa dall'Intergruppo parlamentare "Prevenzione e Riduzione del Rischio" promosso da Motore Sanità, con il contributo non condizionante di MSD.

Nel corso dell'incontro, è stato evidenziato come il Safe Hearts Plan punti su programmi di screening mirati e sull'adozione di approcci sempre più precisi, anche grazie all'integrazione tra innovazione tecnologica, strumenti digitali e nuovi modelli organizzativi della sanità nazionale: "Fare prevenzione significa fare principalmente due cose. Innanzitutto fare un investimento culturale, cioè fare in modo che le persone vedano il modo di sottoporsi ai screening, cambiare gli stili di vita e il modo di alimentarsi come priorità del loro vivere, e fare in modo che il sistema sanitario sia un promotore di questa cultura, che però deve interessare anche il mondo della scuola, dello sport, dell'associazionismo. Insomma, tutta la mentalità del nostro modello sociale. Però deve essere accompagnato anche da un modello organizzativo di presa in carico, perché prevenzione è anche fare screening e monitorare, intercettare immediatamente una patologia con una diagnosi precoce, ma soprattutto una presa in carico che faccia in modo che le terapie vengano seguite" ha detto Gian Antonio Girelli, Presidente Intergruppo Parlamentare Prevenzione e Riduzione del rischio.

"È importantissimo che in Italia venga recepito e venga costruito un piano nazionale dedicato alle malattie cardiovascolari e, quindi, andare a recepire il Safe Hearts Plan a livello europeo per due motivi: perché le malattie cardiocerebrovascolari sono la prima causa di morte, la prima causa di disabilità e la prima causa di ospedalizzazione in Italia e non solo in Italia ma anche in Europa" ha aggiunto Elena Murelli, presidente Intergruppo parlamentare Genomica e Genetica e Intergruppo Malattie cardio-cerebrovascolari

Un dibattito in cui è stato sottolineato anche il ruolo dell'innovazione, dalla digitalizzazione alla ricerca farmacologica. Ha parlato così Nicoletta Luppi, presidente e amministratrice delegata MSD Italia: "Innanzitutto, per poter attuare un piano così importante come il Safe Hearts Plan, bisogna conoscere i propri livelli di colesterolo, per poter determinare con precisione la migliore strategia per proteggere il proprio cuore. E poi bisogna andare in prevenzione, cioè, costruire intorno alla propria salute, l'opportunità di scongiurare tutte quelle malattie che sono prevenibili. Come, per esempio, anche tutte le malattie prevenibili attraverso l'immunizzazione, mano a mano che si progredisce con le diversità della vita".

L'iniziativa "Cuori Sicuri" punta così alla definizione di un Consensus Paper programmatico per tradurre le linee europee in azioni concrete a livello nazionale, con l'obiettivo di rendere il Servizio sanitario più equo, efficace e sostenibile.

TMNews

La nuova Fondation Cartier a Parigi, un contemporaneo diverso

Parigi, 24 apr. (askanews) - Una "cartografia alternativa" dell'arte contemporanea: è l'idea che ha guidato la ricerca della Fondazione Cartier negli ultimi 40 anni ed è qualcosa di cui si può fare esperienza diretta nella mostra che accompagna l'inaugurazione della nuova sede parigina, proprio accanto al Louvre, in uno spazio che Jean Nouvel ha reso magnetico all'interno, articolato e mobile come i progetti portati avanti dalla Fondazione.

La grande "Exposition Générale" è un viaggio affascinante dentro l'allestimento del palazzo, ma, soprattutto, dentro i percorsi che la Fondation Cartier ha costruito nel corso del tempo, guardano ai filoni meno battuti dell'arte, guardando al mondo e alla relazione decisiva con l'ambiente, offrendo una possibile via "selvatica" al racconto del contemporaneo, che qui vive di una dimensione più grande, più complessa, in certi momenti sorprendente e in altri quasi salvifica. Perché ci ricorda la relazione con un mondo che non è solo umano, perché esplora le metamorfosi e i tempi più lunghi, perché accoglie anche artisti star del mercato, ma sempre guardandoli da un punto di vista differente, costruendo quell'idea di alternativa da cui siamo partiti. Il tutto anche con una consapevolezza critica, che diventa politica, sia che si ragioni della relazione tra la creatività e l'intelligenza artificiale, sia che si affronti la questione delle migrazioni e delle crisi climatiche in un mondo sempre più polarizzato, diviso e fragile, soffocato da un capitalismo estremo che somiglia tremendamente al colonialismo.

La Fondation Cartier pour l'Art Contemporain ha da sempre battuto il terreno del "resto del mondo", ha camminato sulle strade degli altri continenti, ma anche ha cercato un costante e continuo confronto con l'architettura, spesso soffermandosi sulle attitudini utopiche e le ricerche meno mainstream. E anche tutto questo torna nell'esposizione parigina, che somiglia a un caleidoscopio, ma che ci restituisce un mondo meno conosciuto, più lontano ed estremamente interessante. Anche per ii modo in cui pensa la natura nel senso più ampio del termine o, meglio la nostra relazione con essa, sovvertendo il modo - assai discutibile - in cui l'abbiamo pensata per secoli.

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