CATEGORIE

Roger de Montebello, la pittura come vibrazione della materia

giovedì 13 luglio 2017
2' di lettura

Venezia (askanews) - La studio visit comincia in un ampio spazio affacciato sul Canal Grande, dove Roger de Montebello lavora da anni - lui parigino di nascita, ma anche cittadino americano laureato ad Harvard, nonché veneziano d'adozione - sempre alla ricerca di una pittura nel senso più profondo del termine, che non ha paura di ricorrere all'en plein air e che sfrutta anche una vera e propria scatola di pittura che consente di lavorare in qualunque luogo. "Hanno annunciato tante volte la morte della pittura - ha detto Roger de Montebello ad askanews - eppure lei non muore. Perchè in realtà non può morire, nel senso che non c'è un altro medium che faccia partecipare allo stesso livello l'occhio, la mente e la mano". L'artista parla di un triangolo magico che unisce la testa, il cuore e la mano, parla di prospettiva rinascimentale e nuovi modi di interpretare una forma artistica espressiva che, pur restando tradizionale, guarda molto alle ricerche scientifiche, tanto che il ragionamento di Roger de Montebello - i cui dipinti hanno sempre una traccia di movimento, che lui definisce "vibrazione" - richiama alla mente la Teoria delle Stringhe, uno dei più affascinanti tentativi di dare una risposta alla domanda sul "tutto" che la scienza contemporanea abbia formulato, basandosi proprio sull'idea della vibrazione delle stesse stringhe, ossia filamenti che prendono il posto delle particelle. Qui parliamo di pittura, ovviamente, ma la scienza gioca la sua parte. "Secondo me - ha aggiunto il pittore - in questa sovrapposizione, o in questa vibrazione di materie alla fine tutta la materia si scompone, si smaterializza, ma non si perde la forma, perché questa è ancora visibile. E' legato a una concezione della materia, che vibra, e che il pittore può far vibrare come se fosse la corda di una chitarra". Lasciato lo studio, Roger de Montebello ci accompagna al Museo Correr, in piazza San Marco, dove Jean Clair ha curato la mostra "Ritratti di Venezia e altri ritratti", nella quale sono esposte 389 opere dell'artista, e accanto alle grandi tele si trovano centinaia di piccoli lavori dedicati ai volti delle persone e alla corrida, altro momento importante per la poetica di Montebello. Lui ci accompagna sorridendo, certamente consapevole di come sia riuscito a dare una forma, come ha detto Clair, al sogno di pietra con cui Baudelaire voleva evocare la bellezza. Ma quando gli chiediamo che progetti abbia per il futuro, la risposta è molto semplice. "Il mio progetto - ha concluso Roger de Montebello - è di tornare con la mia scatola di pittura, o con il mio cavalletto, o in studio, semplicemente a fare pittura, a dipingere quello che voglio dipingere. Questo è il mio progetto". Un progetto che Venezia, questa città inafferrabile e perfetta, strabiliante e tristissima, può aiutare forse come pochi altri luoghi al mondo.

tag

Ti potrebbero interessare

Italia-Usa, Schlein: attacchi Trump a Meloni inaccettabili, destra apra occhi

Bologna, 19 giu. (askanews) - "Gli attacchi del presidente Trump alla presidente del Consiglio Meloni sono inaccettabili, da respingere con forza. Noi non accettiamo attacchi né insulti rivolti al governo del nostro Paese e continueremo a difendere le istituzioni italiane". Lo ha dichiarato la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein, a Bologna per un'iniziativa del campo largo alla Festa della Fiom-Cgil.

"Ci aspettiamo però che lo faccia, e cominci a farlo di più, anche la destra di questo Paese e che capisca quanto è stata sbagliata la strategia di un atteggiamento remissivo verso Trump e questa amministrazione americana - ha aggiunto Schlein -. Un atteggiamento che non solo non ha portato risultati, ma che ha danneggiato l'interesse nazionale. Si è visto sui dazi, si è visto sulla spesa militare al 5%, si è visto sulle guerre illegali volute da Trump e Netanyahu".

Per la leader dem "dopo il deprecabile episodio di oggi questo governo e questa destra devono finalmente aprire gli occhi sul fatto che quella strategia è stata fallimentare. Serve tutt'altro approccio nella politica estera di questo Paese".

TMNews

Fiume Po, tredici interventi di rinaturazione per futuro sostenibile

Parma, 19 giu. (askanews) - Tredici grandi interventi dislocati in quattro regioni e tredici province, ripristino dell'ampiezza dell'alveo fluviale del Po per una lunghezza totale di 37 chilometri, realizzazione e riqualificazione di 440 ettari di boschi con la messa a dimora di 561.500 alberi. Sono alcuni dei numeri che raccontano i risultati raggiunti con l'Investimento "Rinaturazione dell'area del Po", finanziato dal PNRR - Next Generation EU che prevedeva uno stanziamento complessivo di 357 milioni di euro. Si tratta della più grande opera di rinaturazione fluviale realizzata finora in Italia, con l'obiettivo di ripristinare gli ecosistemi degradati o artificiali, restituendo al più grande fiume italiano aspetto e funzionalità più naturali, favorire la biodiversità, migliorare il paesaggio e dare nuova vita ai cicli ecologici.

Per illustrare questi risultati e riflettere su un futuro sostenibile del fiume Po si è svolto a Parma un convegno dal titolo "L'investimento PNRR-next Generation EU 'Rinaturazione dell'area del Po': risultati raggiunti e prospettive per il futuro", promosso dall'Agenzia Interregionale per il fiume Po (AIPo), alla presenza del ministro dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin.

TMNews

Nato, i 75 anni di JFC Naples: Mediterraneo resta centrale

Napoli, 19 giu. (askanews) - L'Alleanza Atlantica ebbe una nascita difficile. Anche con l'evidenza di una minaccia comune tangibile - l'espansionismo sovietico - non era facile superare vecchi pregiudizi tra nazioni che in alcuni casi erano state nemiche durante il secondo conflitto mondiale. E tuttavia ci si riuscì e uno dei risultati fu la creazione del Joint Force Command (JFC) Naples. Proprio di questo comando a Lago Patria, Napoli, si sono festeggiati i 75 anni Presente il generale Luciano Portolano, Capo di Stato Maggiore della difesa, Francois-Maire Gougeon, Deputy Assistant Secretary General for Defence Policy and Planning della Nato e l'ammiraglio George M. Wikoff, della marina degli Stati Uniti, che oltre a JFC Naples, comanda le forze navali Usa in Europa e le forze navali Usa in Africa.

L'Italia e la città di Napoli hanno accolto Wikoff alcuni mesi fa, quando succedeva all'ammiraglio Usa Stuart Benjamin Munsch.

Come è stata l'accoglienza e il rapporto con il Paese ospitante?, gli chiediamo. "Ho vissuto in molte parti del mondo e svolto diversi incarichi all'estero. Posso dire che ciò che rende unica questa area è lo spirito della comunità napoletana, il supporto che offre a questo comando e le relazioni che riusciamo a costruire. Ho avuto l'opportunità di incontrare studenti, rappresentanti religiosi e autorità civili. Sento davvero che il team di JFC Naples fa parte della comunità locale, ed è una relazione molto speciale di cui sono entusiasta", dice.

Durante l'evento importanti momenti come il ricordo dei caduti con la deposizione di una corona, uno spettacolare lancio con le bandiere del comando, della Nato e dell'Italia, e anche un annullo filatelico commemorativo di Poste Italiane.

L'Alleanza sta davvero cambiando. Noto è che il successore di Wikoff non sarà più americano, ma italiano.

"Ci sono 32 nazioni coinvolte nell'Alleanza, ed è un'alleanza molto forte. Come ho detto, è l'insieme delle nazioni che fa la forza. Non si tratta di un singolo Paese, ma del contributo collettivo. Sono assolutamente fiducioso che, con una leadership italiana in questo comando, fortemente concentrata sull'importanza del fianco sud e sud-orientale, il comando continuerà a prosperare e a operare con successo", spiega.

Gli chiediamo da stratega militare americano, come valuta l'importanza strategica del Mediterraneo e il futuro ruolo di JFCNaples.

"Il fatto che questo comando sia rimasto nello stesso luogo per 75 anni dimostra chiaramente l'importanza del Mediterraneo e delle nazioni che si affacciano su entrambe le sue sponde. Evidenzia anche quanto sia cruciale la stabilità in questa regione. Sono molto fiducioso per il futuro del comando, che continuerà a svolgere la sua missione di deterrenza e difesa, creando al tempo stesso le condizioni per la stabilità nei Paesi membri della NATO e contribuendo a proteggere il nostro fianco sud", dichiara.

Le parole dell'ammiraglio Wikoff restituiscono l'immagine di un comando che, pur evolvendo in un contesto geopolitico "dinamico", resta ancorato a due pilastri fondamentali: la cooperazione tra alleati e il radicamento nel territorio che lo ospita. Napoli, in questo senso, non è solo una sede operativa, ma parte integrante della proiezione strategica della NATO nel Mediterraneo.

Servizio di Cristina Giuliano

Montaggio di Linda Verzani

Immagini askanews

TMNews

In Libano in coda per fuggire dal Sud dopo nuovi attacchi Israele

Saida (Libano), 19 giu. (askanews) - In queste immagini gli ingorghi nei pressi di Saida, in Libano, mentre centinaia di persone fuggono dal sud del Paese per rifugiarsi a Beirut in seguito ai nuovi attacchi israeliani, avvenuti dopo che era stata diffusa la notizia di un cessate il fuoco fra Israele e Hezbollah. Dov'è l'opinione pubblica? Dove sono quei paesi per vedere come viviamo noi, i più vulnerabili? La vita è molto dura. Trovateci una soluzione".

Secondo il ministero della Salute del Libano 47 persone sono state uccise e 97 sono rimaste ferite negli attacchi delle forze armate israeliane dalla mezzanotte.

TMNews