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Sessanta donne pronte a far causa a Google per sessismo

sabato 12 agosto 2017
2' di lettura

Roma, (askanews) - Più di 60 donne che hanno lavorato e lavorano per Google stanno valutando di presentare una class action contro il gruppo, accusato di sessismo, discriminazioni e di disparità nel pagamento della donne. Secondo James Finberg, l'avvocato che sta lavorando sul caso le donne, a parità di posizione, guadagnano meno degli uomini che lavorano per Google. Altre donne - ha spiegato Finberg al quotidiano britannico Guardian - sostengono di trovare difficoltà a fare carriera all'interno del gruppo a causa di una cultura "ostile nei confronti delle donne". Il caso è esploso nella Silicon Valley dopo la pubblicazione di 10 pagine scritte da un impiegato del gruppo, in cui vengono criticate le iniziative di Google per assumere più donne e in cui si sostiene che gli uomini hanno posizioni dominanti nel mondo tecnologico anche per "cause biologiche". In alcuni passaggi, il documento suggerisce che le donne avrebbero minor resistenza allo stress o maggiore inclinazione alla nevrosi. L'impiegato che ha scritto il documento - James Damore - è stato licenziato da Google, e il Ceo del colosso californiano, Sundar Pichai, ha inviato un memo al suo staff per giustificare la decisione, in cui ha spiegato che - mentre buona parte dello scritto di Damore potrebbe essere oggetto di un "giusto dibattito" - alcune parti sostengono dannosi stereotipi di genere sul posto di lavoro. Da alcuni anni le grandi compagnie dell'Ict nella Silicon Valley come Google, Facebook e Microsoft cercano di ridurre il "gender gap" fra uomini e donne e quello che riguarda le minoranze, in un'industria tuttora dominata da uomini bianchi e permeata da una cultura che appare piena di pregiudizi verso le donne ingegnere.

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