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Vaccini, Zaia: il Veneto non è mai stato "no vax"

sabato 25 novembre 2017
1' di lettura

Roma, (askanews) - "Rispettiamo le sentenze ma è bene chiarire che il Veneto non è mai stato no vax". A spiegarlo è stato il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, che dopo la pronuncia della Corte Costituzionale. Uscendo dalla Conferenza delle Regioni, Zaia, ha sottolineato che "ci spiace che qualcuno abbia voluto dipingere il Veneto come no vax perché la realtà è un'altra. Noi abbiamo fatto un ricorso per difendere un modello, che era l'unico in Italia. Il Veneto - ha aggiunto Zaia - era l'unica regione che aveva una legge da dieci anni sul non obbligo vaccinale e ha investito sul dialogo con i genitori, privilegiando il dialogo alla coercizione".

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Il Papa ringrazia Caritas a servizio di detenuti, poveri e migranti

Roma, 16 mar. (askanews) - La Parrocchia del Sacro Cuore di Gesù a Ponte Mammolo, "da circa novant'anni vive con fedeltà" la missione della Chiesa, "con speciale cura delle situazioni di povertà, di emarginazione e di emergenza, con attenzione alla presenza, nel suo territorio, della Casa di reclusione di Rebibbia, e con tanti altri segni si sensibilità e di solidarietà". Lo ha detto il Papa nell'omelia pronunciata alla messa nella parrocchia nella periferia nord-est di Roma.

"So che aiutate tanti fratelli e sorelle, provenienti da altri Paesi, a inserirsi qui - ha aggiunto - a imparare la lingua, a trovare una casa dignitosa e a esercitare un lavoro onesto e sicuro. Non mancano le difficoltà, purtroppo talvolta accentuate da chi, senza scrupoli, approfitta della condizione di indigenza dei più deboli per fare i propri interessi. Sono però al corrente di quanto tutti voi vi impegnate a far fronte a queste sfide, attraverso i servizi della Caritas, le Case-famiglia per l'accoglienza di donne e mamme in difficoltà e molte altre iniziative. Così come mi è nota la vitalità e la generosità con cui vi spendete per l'educazione dei giovani e dei ragazzi, con l'oratorio e con altre proposte formative", ha concluso il Pontefice.

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In anteprima il video "Radici (23)", nuovo singolo di Stefano Sani

Milano, 16 mar. (askanews) - In anteprima il video del nuovo singolo di Stefano Sani "Radici (23)", brano scritto dal cantautore Gianni Salamone (anche ideatore del soggetto, della sceneggiatura regista del videoclip) e arrangiato da Simone Papi.

La canzone nasce da un incontro artistico e umano. Dopo aver letto l'autobiografia del cantante toscano "Sulla giostra della vita" (Felici Editore), curata da Paolo Mugnai e pubblicata nel settembre 2024, Gianni Salamone ha deciso di scrivere per lui un brano capace di raccontarne l'essenza più autentica.

"Radici (23)" è infatti una canzone intensa e intimista che affonda nelle pagine dell'autobiografia di Sani, restituendo in musica la forza del suo percorso umano e artistico. Un brano struggente che parla di identità, memoria e desiderio di riscatto, lasciando emergere in filigrana quella passione viscerale per la musica che lo accompagna da sempre, quasi fosse una "malattia" necessaria e inevitabile.

L'autobiografia "Sulla giostra della vita" racconta senza filtri i momenti luminosi e le difficoltà incontrate nello show business. I proventi della vendita del libro spettanti all'artista sono devoluti al reparto che cura i tumori pediatrici dell'Ospedale Meyer di Firenze. Il disco inoltre è stato interamente suonato con pochissimo uso di campionamenti.

Tra le varie location in cui è stato girato il video di Radici (23) c'è anche la casa di Stefano, da cui è stata tratta la copertina stessa, scelta proprio per restare il più fedeli possibile alla storia narrata nel brano. Per rendere il racconto ancora più autentico e verosimile, gli attori sono stati scelti volutamente tra i membri della famiglia del cantante. Il bambino che canta nell'androne delle scale - presenza che punteggia l'intero video come un filo conduttore - è infatti il nipotino di Stefano, a cui somiglia molto. La madre, appena dopo aver dato alla luce il bambino, è interpretata da Lucrezia, nipote dell'artista, mentre la nonna, che interra il cordone ombelicale sotto le radici di un rosaio (da cui il titolo), è la signora Graziella, la madre. Questo gesto propiziatorio, secondo un'antica credenza popolare, avrebbe trasmesso al neonato la passione per la musica e per il canto.

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A Roma la manifestazione per il "No sociale": siamo più di 20.000

Roma, 14 mar. (askanews) - "Siamo più di 20 mila", hanno detto dal palco di piazza San Giovanni gli organizzatori del corteo per il "No sociale" partito alle 15 da Piazza della Repubblica a Roma, scortato dalla polizia di Stato. Nel corteo hanno sfilato numerose bandiere dell'Usb, Potere al popolo, bandiere della Palestina, Iran, di Cuba e del Venezuela. I manifestanti hanno ribadito slogan contro il governo Meloni e contro il riarmo a livello europeo.

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