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Delegato Catalogna in Italia: repressione indegna, voto legittimo

sabato 7 ottobre 2017
2' di lettura

Roma, (askanews) - Una repressione di polizia vergognosa e indegna di uno stato europeo democratico, ma che non è riuscita a impedire un voto sostanzialmente legittimo perché espressione democratica della volontà di un popolo. Così il delegato in Italia della Generalitat (governo autonomo) della Catalogna, Luca Bellizzi, ha commentato oggi negli studi di Askanews le operazioni della polizia spagnola contro i votanti nel referendum tenutosi in Catalogna sull'indipendenza dalla Spagna, dichiarato illegale da Madrid. "Quello che abbiamo visto ieri è stato vergognoso: non è degno di uno stato europeo che si definisce democratico. Mandare la guardia civil e la policia nacional a caricare contro cittadini che stavano manifestando liberamente e pacificamente il loro diritto a votare credo non si sposa con i valori in cui ci riconosciamo tutti come cittadini europei. L'articolo 2 del trattato Ue sancisce proprio che i valori che ci uniscono sono quelli di democrazia e libertà". Il risultato della consultazione però, anche se ha dato una stragrande maggioranza di sì per l'indipendenza, è messo fortemente in dubbio in queste ore dalla situazione in cui si è svolto il referendum: considerate che questo referendum possa davvero essere valido per una dichiarazione di indipendenza? "Il voto è stato legittimo perché rappresenta la volontà del popolo catalano. Non tutti i cittadini sfortunatamente hanno potuto esprimersi liberamente: 400 seggi sono stati chiusi o le urne sono state confiscate, stiamo parlando di quasi 80.000 voti" "Nelle ultime settimane sono stati denunciati più di 700 sindaci che avevano dato la disponibilità a organizzare i referendum nei propri locali, senza aver commesso nessun reato, perché l'organizzazione di un referendum non costituisce reato secondo il codice penale spagnolo. Sono stati arrestati membri del governo catalano, ben 14, alcuni semplici tecnici informatici. Sono stati confiscati materiali e manifesti che avevano una sola parola: 'democrazia'". "Come governo quindi posso dirle che non erano le modalità con le quali avremmo voluto organizzare questo referendum, abbiamo sempre chiesto la possibilità di svolgere un referendum negoziato con lo Stato spagnolo, sempre ci è stato detto di no, per ben 18 volte, da parte delle istituzioni spagnole. Quanto accaduto ieri non toglie il fatto che il referendum esprime la volontà del popolo catalano e quindi nel suo fondo è legittimo proprio perché esprime la volontà di un popolo che democraticamente vuole decidere il proprio futuro".

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Nell'area della stazione Termini, punto di ritrovo per molti rider, la termocamera ha registrato picchi superiori agli 80 gradi. Nei cantieri monitorati in zona Piazza Bologna e all'Università La Sapienza sono stati rilevati valori superficiali compresi tra 60 e quasi 100 gradi, con le temperature più elevate registrate in prossimità di una gru in funzione.

Le misurazioni riguardano le superfici e non la temperatura dell'aria, ma secondo Greenpeace rappresentano un segnale delle condizioni estreme a cui sono esposti molti lavoratori che trascorrono ore all'aperto durante le ondate di calore. Secondo un'analisi diffusa dall'associazione, tra il 25 e il 27 giugno fino a un milione e mezzo di lavoratori in Italia potrebbero essere esposti a un elevato rischio legato al caldo estremo.

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Napoli, 25 giu. (askanews) - "Io vedo il bicchiere sempre mezzo pieno. I rapporti tra Italia e Stati Uniti d'America erano, sono e saranno sempre più forti, in tantissimi settori. Non solo magari nelle tre famose F del Food, del Furniture e del Fashion, e aggiungerei anche una quarta F del Farmaceutico. L'America è uno dei primi Paesi al mondo dove si fa ricerca, dove vengono messi in commercio i farmaci di nuova generazione, innovativi, sull'oncologico, sugli antivirali, sui farmaci della ricerca genetica. È importantissimo: l'America rimane sempre uno dei capisaldi nella ricerca scientifica". A parlarci nel suo ufficio è Massimo Petrone, imprenditore e vicepresidente di Petrone Group, membro del Board della American Chamber of Commerce in Italy e di NIAF (The National Italian American Foundation), nonché vice presidente dell'Aspen Institute Italy di recente nomina.

Petrone sottolinea l'importanza dei legami tra Italia e Stati Uniti in molti settori, compreso il turismo, evidenzia come il rafforzamento dei collegamenti aerei e l'attività di promozione delle camere di commercio e delle istituzioni abbiano favorito scambi sempre più intensi. Grazie anche al lavoro di network e alle filiali delle multinazionali presenti in Italia, cresce l'interesse reciproco per investimenti, collaborazioni accademiche e iniziative innovative che avvicinano le due sponde dell'Atlantico. Oltre al turismo: l'Italia è uno dei Paesi maggiormente visitati dai cittadini americani, ci ricorda. Soltanto da Napoli si sono aperti 7-8 voli giornalieri, oltre che da Catania, da Palermo e quest'anno anche da Bari.

"In questo un grande plauso va al lavoro che fa la Camera di Commercio americana, che è la Confindustria americana in Italia" evidenzia. "All'interno del board della AmCham noi abbiamo tante aziende americane ma anche tante aziende italiane che hanno investito al di là dell'Atlantico, come le aziende americane hanno investito in Italia. In Italia abbiamo tante filiali importanti di grandi multinazionali, abbiamo un esempio anche dal punto di vista innovativo, vediamo l'Apple Academy a Napoli (Apple Developer Academy) fondata dieci anni fa dal professore Giorgio Ventre, con l'attuale sindaco Gaetano Manfredi, ma anche il grande lavoro che il rettore dell'Università Federico II, Matteo Lorito ha fatto per incrementare i rapporti con l'università, tra l'università italiana Federico II e l'università americana, aprendo un ufficio importante negli Stati Uniti, a New York. Io quindi sono sempre fiducioso e ripeto vedo il bicchiere sempre mezzo pieno", chiosa Petrone.

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