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Las Vegas, la compagna di Paddock presa in consegna da Fbi

mercoledì 4 ottobre 2017
2' di lettura

Las Vegas (askanews) - L'America fa i conti con la sparatoria di Las Vegas e cerca risposte sul movente che ha armato la mano di Stephen Paddock. Marilou Danley, la compagna australiana di origine filippina del killer, è rientrata negli Stati Uniti ed è stata accolta e presa in consegna dall'Fbi al suo arrivo all'aeroporto di Los Angeles. La donna, 62 anni, che non è agli arresti, è considerata come "persona di interesse" dagli investigatori che lavorano sulla strage del concerto di Las Vegas, la più grave nella storia degli Stati Uniti. "L'indagine su di lei va avanti speriamo di avere almeno qualche chiarimento" ha detto lo sceriffo Joseph Lombardo della polizia metropolitana di Las Vegas. Danley era nelle Filippine quando il suo compagno ha aperto il fuoco dal 32esimo piano di un albergo sulla folla al concerto di domenica sera, uccidendo 58 persone e ferendone altre 500. Pochi giorni fa fa la donna aveva ricevuto da lui un bonifico di 100.000 dollari. Si lavora incessantemente anche per ricostruire il modus operandi del killer. "C'erano due telecamere nella suite e nel corridoio dell'albergo, al 32esimo piano del Mandalay Bay Resort and Casino. In questo modo l'uomo voleva tenere a bada eventuali intrusi ed avere a disposizione il maggior tempo possibile prima dell'arrivo della polizia" Ha detto il vicesceriffo Kevin McMahill precisando che Paddock aveva con sé 47 armi da fuoco e centinaia di caricatori. Dodici delle armi in suo possesso erano dotate di un meccanismo, il "bump stock", che consente di sparare centinaia di proiettili al minuto. In città è atteso l'arrivo del presidente Donald Trump "Quello che è successo da più punti di vista è un miracolo. La polizia ha fatto davvero un lavoro incredibile. Parleremo di leggi sulle armi col passare del tempo" ha detto davanti ai giornalisti prima di lasciare Washington e ribadendo che la sparatoria è opera di un pazzo, di un malato di mente. Intanto a Las Vegas i cittadini si mettono in coda per donare il sangue necessario a curare le centinaia di feriti nella sparatoria e organizzano veglie di preghiera per le vittime della follia omicida.

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