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Corporate governance, premio Lorenzetti a Erg, Prysmian e Mep

martedì 3 ottobre 2017
2' di lettura

Milano (askanews) - In un Paese come l'Italia, dove il 90% delle imprese ha meno di dieci dipendenti, l'interesse per la corporate governance, cioè l'insieme di regole che disciplinano la gestione e la direzione di una società, in passato ha fatto fatica a farsi strada, ma con la grande crisi, al di là di quanto imposto da quest'anno dalla legge, qualcosa è cambiato e sempre di più i metodi di governo societario vengono visti come fattore di competitività. Lo testimoniano i vincitori del Premio Lorenzetti, riconoscimento al buon governo aziendale assegnato per la quinta volta da Governance Consulting e dal suo presidente Giovanni Magra. "Oggi è aumentata la prospettiva quindi si tende a guardare il lungo periodo e a enfatizzare il ruolo del capitale umano". Chi investe in sostenibilità e comunica dati non finanziari, ad esempio, ha la possibilità di gestire meglio i momenti di crisi o di cambiamento. Lo conferma Alberto Fusi, chief human capital officer del gruppo Erg, una delle tre aziende premiate, passata con successo dalla raffinazione del petrolio alla produzione di energia rinnovabile. "Quando come azienda sei nella necessità di gestire un così grande business turnaoround la tua unica forza sono le tue persone". Da qui nasce l'esigenza di tarare gli strumenti di gestione sulle persone. Un po' come fa Vito Rotondi, amministratore delegato della friulana Mep, leader nella produzione di attrezzature per la lavorazione del tondino. "Il tema sostenibilità ha due grandi matrici: una culturale, non nella concezione antica della cultura come sistema di valori condivisi, ma come capacità anche di accogliere le diversità. L'altra componente delle sostenibilità è la tecnica, la tecnologia". In entrambi i casi serve grande attenzione per il capitale umano, non diversa da quella di Prysmian, public company multinazionale, rappresentata dal suo chief risk officer Alessandro De Felice. "Dobbiamo dare trasparenza e certezza a chi si relaziona con noi, della nostra continuità di business, della trasparenza dei nostri processi, della sostenibilità del nostro business e dell'utilizzo consapevole delle risorse di capitale che gli azionisti ci affidano". Segni di cambiamento della cultura imprenditoriale italiana per la quale, secondo uno studio di Community Media Research, la caratteristica principale di un imprenditore non è più come nel 2008 la capacità di rischiare, ma quella di innovare e fare lavoro di squadra.

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"Rispetto l'autonomia della Biennale di Venezia e ritengo geniale la decisione dell'amico Buttafuco di consegnare i premi a fine Biennale e di sostituire i Leoni assegnati da una giuria di cinque persone con la scelta dei visitatori. Sarà una Biennale autonoma e democratica, meglio di così non poteva andare". Ha aggiunto il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini.

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Un vero e proprio terremoto che ha avuto immediate ripercussioni sull'organizzazione della Biennale: la cerimonia di premiazione, prevista per il 9 maggio, è stata spostata all'ultimo giorno di apertura, il 22 novembre e al posto dei premi della giuria dimissionaria saranno assegnati due "Leoni dei visitatori": uno per il miglior artista partecipante alla 61esima esposizione e uno per la migliore Partecipazione nazionale: a quest'ultimo premio concorrono tutte le partecipazioni, quindi anche Russia e Israele. Questo - spiegano dall'istituzione veneziana - in coerenza con i principi fondativi di apertura, dialogo, rifiuto di ogni forma di chiusura e di censura.

I voti per i Leoni saranno espressi dai visitatori con biglietto che avranno visto entrambe le sedi dell'Arsenale e dei Giardini.

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"Io due giorni fa - ha detto - mi sono presentata qui con un decreto che stanziava un miliardo di euro sul lavoro, che faceva una cosa che era stata chiesta per decenni dai sindacati e dalle parti sociali" e "mi avete fatto otto domande sul caso Minetti, va bene. Passano due giorni e mi presento con un altro provvedimento che stanzia 10 miliardi di euro per consentire agli italiani di avere 100mila case tra case popolari e prezzi calmierati in dieci anni e voi mi chiedete del caso Minetti. Adesso, posso chiedervi ogni tanto di parlare anche di quello di cui io sono responsabile e mi sto occupando. Perché le sue domande sono un po campate in aria. Nel merito ho già risposto, su Nordio ho già risposto. E se le mi chiede se ci fossero delle conoscenze...ma conoscenze de chi, de quando, di come, di che stiamo parlando, mi perdoni. Perché voi chiaramente domani fate il titolo su questo e il mio lavoro è diventato inutile anche oggi e questo non è giusto. Non è giusto perché penso che agli italiani interessino anche sapere cosa questo governo sta facendo per i loro problemi".

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