CATEGORIE

Congresso tory, premier May: mia la colpa della sconfitta a voto

mercoledì 4 ottobre 2017
2' di lettura

Manchester (askanews) - Il congresso del partito conservatore britannico a Manchester si era aperto nel segno delle tensioni nel governo legate al futuro della Gran Bretagna fuori dalla Unione europea, sulle modalità hard o soft della Brexit e sulla debolezza di Theresa May, a seguito della battuta d'arresto elettorale di giugno. Ma il ministro degli Esteri Boris Johnson, che prima del congresso aveva spesso attaccato la May con interventi molto duri ed espliciti in favore di una hard Brexit, ha messo la sordina alle critiche offrendo pieno sostegno al primo ministro. "L'intero paese è in debito con la premier per l'incrollabile fermezza con la quale sta guidando la Gran Bretagna verso un grande accordo sulla Brexit fondato su quel discorso di Firenze di cui il governo, posso assicurarvi, condivide ogni sillaba" ha dichiarato Johnson dal palco del congresso. A Firenze qualche settimana fa la May aveva annunciato un periodo di transizione di due anni per la Brexit dopo marzo 2019, durante il quale Londra continuerà a contribuire al bilancio della Ue e con gli accordi commerciali che proseguiranno nei termini attuali. Dichiarazioni che avevano sollevato forti preoccupazioni tra gli euroscettici che vogliono chiudere con Bruxelles il prima possibile, per sbarrare le frontiere all'immigrazione e sottrarre Londra alla vincolante giurisdizione della legislazione europea. Incassato il ramoscello d'ulivo offerto da Johnson, la May fatica comunque a ristabilire la sua autorità dopo l'elezione anticipata di giugno, che aveva indetto scommettendo sulla debolezza del partito laburista e che invece le è costata la maggioranza a Westminster. Per questo al congresso ha dovuto fare una severa autocritica. "Non abbiamo ottenuto la vittoria elettorale che volevamo perché la nostra campagna non è stata all'altezza. Era tutto troppo ingessato, troppo presidenziale e ha permesso ai laburisti di dipingerci come la scelta della continuità mentre l'opinione pubblica volava ascoltare un chiaro messaggio di cambiamento. Me ne assumo la completa responsabilità" ha concluso la May, "ho guidato io la campagna e sono molto dispiaciuta del risultato".

tag

Ti potrebbero interessare

Migranti, Schlein: vergognoso voto di Strasburgo su rimpatri

Bruxelles, 18 giu. (askanews) - Sono "vergognose le immagini che abbiamo visto ieri al Parlamento europeo", con l'approvazione del nuovo regolamento sui rimpatri dei migranti senza diritto d'asilo negli Stati membri dell'Ue. Lo ha affermato la segretaria del Pd, Elly Schlein, parlando con alcuni giornalisti al termine del suo intervento pomeriggio al vertice del Partito dei Socialisti europei, in vista del Consiglio europeo in corso a Bruxelles.

Questo, ha continuato Schlein, "lo dice anche chi, come me, è stata parlamentare europea in una fase in cui la battaglia per gli italiani era quella di far condividere a tutti i paesi membri la responsabilità sulla condivisione dell'accoglienza" dei migranti. E quindi, ha rilevato, "non è un successo di Giorgia Meloni il fatto che di questo non si parli più in quel Parlamento; anzi, è una resa".

"È una resa - ha sottolineato la segretaria del Pd - all'idea che si faccia solo un cosa, come dicevano loro (la destra, ndr): mandare fuori le persone, che vuol dire violarne i diritti fondamentali, ma soprattutto importare in Europa il modello dell'Ice di Trump".

"Nella regolazione approvata ieri - ha ricordato - c'è anche la possibilità di fare delle perquisizioni senza nemmeno il mandato, violando dei principi fondamentali dello stato di diritto. Quindi noi ci siamo opposti, ovviamente a questo passo indietro incredibile".

"E veramente penso - ha concluso Schlein - che sia curioso vedere il governo italiano festeggiare il fatto che in Europa è sparita la discussione sulla solidarietà tra Stati sull'accoglienza: questo lascia più esposto, e quindi più responsabile, anche per i rimpatri, sempre i soliti paesi, che sono quelli di frontiera".

TMNews

Netanyahu: salvaguardia rapporto con Usa è fondamentale

Milano, 18 giu. (askanews) - Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha sottolineato l'importanza di mantenere stretti legami tra Israele e Stati Uniti dopo la conclusione dell'accordo iraniano-americano, ricordando che Washington è stata al fianco di Israele durante la guerra contro l'Iran.

"La lotta non è ancora finita e ci attendono ulteriori sfide, che richiedono un giudizio lucido, una difesa risoluta degli interessi di sicurezza di Israele e, al contempo, la salvaguardia del nostro rapporto fondamentale con i nostri amici americani che hanno combattuto al nostro fianco, spalla a spalla cosa di cui siamo profondamente grati", ha dichiarato il primo ministro israeliano.

TMNews

Vance: i 60 giorni per negoziati con Iran sono cominciati

Milano, 18 giu. (askanews) - Il periodo di 60 giorni previsto per i negoziati tra gli Stati Uniti e l'Iran è cominciato giovedì 18 giugno. Lo ha detto il vicepresidente UJD Vance parlando ai giornalisti. L'accordo tra le due parti è già entrato in vigore, secondo quanto detto da Vance, non una intesa definitiva, ma una cornice in cui muoversi nei prossimi mesi.

TMNews

Milano, due teatri si interrogano su "Di che vivono gli uomini"

Milano 18 giu. (askanews) - Una domanda che parte da Tolstoj e un programma di spettacoli che vuole portare a riscoprire il teatro come esperienza di libertà e condivisione: uno spazio in cui ricordarsi che vale la pena vivere. Il Teatro Oscar e Teatro degli Angeli, guidati da tre figure culturali molto diverse - un esperto di arte, un attore e uno scrittore - hanno presentato a Milano la loro stagione 2026-27. "Di che vivono gli uomini? - ha detto ad askanews Gabriele Allevi, co-direttore artistico dei due teatri - Anche di teatro, perché il teatro fa bene alla città, fa bene alle persone, che sia comico, che sia drammatico, fa entrare nella vita con un significato".

Un percorso, quello dell'ottava stagione, che è composto da 58 spettacoli, di cui 8 sono nuove produzioni. "L'anno scorso - ha aggiunto Giacomo Poretti, altro direttore artistico - la nostra stagione si chiamava 'La pace che cerchiamo' e che non era solo riferita alle guerre, conflitti che ci sono, ma ai conflitti che ci sono normalmente tra le persone e la difficoltà di incontrarsi e parlarsi. Di che cosa vivono gli uomini è un'altra domanda che di questi tempi, ancora di più con la scienza, con la tecnologia che noi poniamo a tutti quanti, perché il teatro è un luogo di interrogazione".

Tra le novità in cartellone l'esordio di Poretti come regista e il festival del giullare "FOOLS", dedicato al grande tema del comico. "Ridere fa bene - ha detto ancora Luca Doninelli, terzo direttore artistico - ha ragione Dario Fo, certe cose le capiamo solo ridendo quando qualcuno ci fa ridere e quindi fa bene all'intelligenza e quindi partiamo con questo e chiudiamo con il mistero dei 'Santi Innocenti', opera di un autore un po' maledetto, Charles Péguy, cattolico odiato dai cattolici, perché si schierò contro la chiesa nell'Affaire Dreyfus, un socialista, non battezzò i suoi figli, ed è uno dei più grandi geni cristiani dell'epoca moderna. Il teatro è una forma di lotta, una forma di resistenza e noi con questo inizio e questa fine abbiamo po' disegnato l'arco di una stagione".

Altri aspetti della stagione riguardano l'attenzione a Milano e il suo romanzo, nonché una serie di progetti speciali, percorsi tematici che intrecciano tradizione letteraria e linguaggi contemporanei. "Noi pensiamo che l'ironia e la comicità - ha concluso Poretti - siano un linguaggio laterale molto importante, per farci capire le cose".

E se da una parte il Teatro Oscar è casa dei celebri testi d'autore della tradizione drammaturgica e dei protagonisti della scena teatrale contemporanea, dall'altra il Teatro degli Angeli rappresenta uno spazio dedicato alla ricerca, alle compagnie emergenti e all'accessibilità del palcoscenico.

TMNews