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Le esequie di Mirella Freni, straordinaria artista e modenese doc

sabato 15 febbraio 2020
2' di lettura

Modena, 12 feb. (askanews) - Cerimonia in Duomo dopo due giorni di camera ardente; Modena ha detto addio a Mirella Freni. Le esequie sono state accompagnate dalle voci e dalle musiche della Corale Rossini e degli ex allievi della scuola di canto di Mirella Freni. Una straordinaria artista che con il sua voce sublime e la sua tecnica perfetta ha calcato i palcoscenici di tutto il mondo segnando un'epoca intera. Lo ricorda Adua Veroni, prima moglie di Luciano Pavarotti, presente assieme alle figlie; il tenore scomparso, anche lui modenese, di Mirella Freni fu fratello di latte e compagno sulla scena, coppia indimenticabile soprattutto in "Bohéme". "Amiche da una vita o quasi. Lei non ha mai dimenticato Modena e ha portato il nome di Modena in giro per il mondo. Dobbiamo esserle molto grati" ha detto Adua Veroni. Artista rigorosa, anche dura ma solare. Il lascito di Mirella Freni è indelebile, lo ricorda Alberto Mattioli, il critico musicale della Stampa, anche lui modenese: "Non è stata solo una grande Mimì, ma è stata la grande Mimì di Karajan e di Kleiber; non è stata solo la più grande Amelia del signor Boccanegra, ma è stata l Amelia del signor Boccanegra di Abbado e di Strehler. Questa capacità di porsi al servizio degli autori del teatro e della musica è quello che resterà di Mirella Freni." E il sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli ricorda anche il suo essere una modenese doc e un'amica personale: "Essendo in piena confidenza, aveva sempre il ditino con la brontolata che serviva per dare un segnale che lei era una grande artista e che ovviamente meritava tanta attenzione come c è stata oggi da tutti i modenesi, credo che questo sia un fatto importante per impegnarci a ricordarla ancora come merita. Ciao Mirella, continueremo ad averti nel cuore". Un progetto già esiste: una statua da accostare a quella dell'altro illustre cantante modenese, sotto il porticato del Teatro Regio. "Sarebbe bellissimo. Almeno li teniamo uniti un'altra volta, sono sempre stati uniti in vita. Un po' di musica loro non fa male" ha detto Adua Veroni.

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"Ci siamo concessi il lusso di poter viaggiare non solo con la testa, ma anche fisicamente. Era una cosa che ai Subsonica devo dire un po' mancava. Ovviamente questo fa una differenza, fa la differenza che quando tu emozionalmente vivi una cosa sulla tua pelle, sicuramente gli dai una profondità e una vitalità che è diversa semplicemente da immaginarti e vivertela nella tua cameretta a casa tua".

Un disco politico e denso, si parla di guerra e confini, un viaggio nel tempo presente, con le sue ferite e i suoi sogni, tra le sue ombre più profonde e i suoi spiragli di umanità.

"E nei nostri dischi c'è sempre il racconto della vita. C'è sempre un qualcosa che va a mettere il punto su quello che sta accadendo, di giusto e anche di sbagliato. La prima canzone scritta dai Subsonica recitava 'Paura del diverso, paura del possibile', che è esattamente quello che viene raccontato in Straniero, che è l'ultimo singolo che uscirà a breve. Quindi in realtà da sempre i subsonica sono questo: sono un occhio su quello che succede col tentativo di dare una visione, un'immagine il più reale e il più giusta per noi possibile".

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