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Approda anche a Roma la mostra itinerante 'Roads of Arabia'

sabato 22 febbraio 2020
2' di lettura

Roma, 18 feb. (askanews) - Si chiama 'Roads of Arabia' e consente di ammirare il ricco patrimonio della penisola arabica attraverso capolavori archeologici, importanti opere d'arte e documenti antichi. Una mostra itinerante unica nel suo genere, che dopo 16 tappe internazionali arriva nella Capitale, nella cornice delle Terme di Dioclezano. Grazie all'impegno del Ministero della Cultura dell'Arabia Saudita e del Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo d'Italia. Un approdo in qualche modo naturale, come spiega Romolo Loreto, ricercatore e docente di Archeologia e Storia dell'Arte del Vicino Oriente Antico presso l'Università degli studi di Napoli "L'Orientale" e direttore della missione archeologica italiana in Arabia Saudita. "Portare la mostra in Italia e a Roma è quasi un passaggio naturale perché la mostra è strutturata proprio a dimostrazione di quanto queste due culture hanno condiviso. Il filo conduttore della mostra, che è quello delle vie carovaniere e dello smercio di prodotti tanto richiesti nel mondo antico, ci porta proprio a dare vita a questo collegamento tra l'Italia romana e l'Arabia antica. Nella mostra si possono apprezzare diversi esempi di questo connubio. Nella statuaria, nelle iscrizioni latine e in tutto ciò che dimostra come l'attenzione nel mondo romano verso l'Arabia ha generato delle conseguenze". Due culture, insomma, con diversi punti di contatto. "La mostra si apre con dei manufatti del paleolitico che risalgono a un milione e mezzo di anni fa e l'Arabia era parte di un corridoio di dispersione degli ominidi che dall'Africa hanno colonizzato il mondo diretto. Il legame più diretto tra il mondo romano e l'Arabia si ha soprattutto con i Nabatei e la mostra mette in evidenzia proprio come i Nabatei e la provincia Arabia creata da Traiano abbiano creato questo legame diretto tra le due aree. I Nabatei non sono presenti solo in Arabia: anche a Puteoli, non distante da Napoli, abbiamo un santuario Nabateo. Il rapporto è costante e proficuo - come si diceva - e dimostra, se non delle origini comuni, degli stretti legami tra le due regioni".

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