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Hanau, Lubcke e Halle, la Germania fa i conti con il razzismo

sabato 22 febbraio 2020
1' di lettura

Roma, 21 feb. (askanews) - Quello di Hanau è un attacco terroristico motivato dal razzismo, il terzo in Germania causato da sentimenti di estrema destra negli ultimi mesi dopo l'assassinio di Walter Lubcke e l'attacco alla sinagoga di Halle. Ad affermarlo dopo la strage nella città dell'Assia, compiuta da un cittadino tedesco, è il ministro dell'Interno, Horst Seehofer. Nel 2019, estremisti di estrema destra hanno commesso diversi crimini di alto profilo, tra cui l'omicidio di giugno del 65enne Lubcke, esponente cristianodemocratico di Kassel, sempre in Assia, e la sparatoria di ottobre nei pressi di una sinagoga di Halle, in Sassonia Anhalt, che ha provocato la morte di due persone. In entrambi i casi, gli autori erano spinti da convinzioni razziste e di estrema destra. Giovedì sera si è tenuta una veglia ad Hanau, dove Tobias Rathien, 43 anni, ha compiuto una strage in due shishà-bar, locali dove si fuma narghilè molto frequentati dalla comunità turca - provocando 9 morti e 4 feriti, la maggior parte di origine curda. "Il razzismo, l'odio verso il prossimo non ha futuro. Noi siamo di più", ha affermato il sindaco di Hanau, Claus Kaminsky. "Quello che è successo è quello che tutti temevamo: perdere persone che amiamo", ha affermato il presidente della Repubblica federale tedesca Frank Walter Steinmeier. Dopo la strage nella città vicino a Francoforte, Seehofer ha annunciato l'aumento dei controlli della polizia, in tutta la Germania, in particolare nelle moschee.

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