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Edoardo Pesce si trasforma in Sordi e ne svela il lato nascosto

sabato 22 febbraio 2020
2' di lettura

Roma 21 feb. (askanews) - Uno straordinario Edoardo Pesce ridà vita al più celebre attore romano nel film "Permette? Alberto Sordi", nei cinema il 24, 25, 26 febbraio e in tv il 21 aprile su Rai1. A cento anni dalla nascita il regista Luca Manfredi racconta il lato meno conosciuto della sua vita: la famiglia, gli esordi, le amicizie, in particolare quella con il giovane Fellini, e gli amori, come quello, unico, con l'attrice Andreina Pagnani. Pesce racconta: "Il giorno in cui mi hanno proposto questo ruolo, in cui Luca Manfredi mi ha detto: vuoi fare questo film su Sordi? Io gli ho detto: va bene, e gli ho chiesto: Sordi chi lo fa? Poi abbiamo fatto un provino e lui ha visto in me qualcosa che poteva ricordarlo. Ho pensato come avrebbe reagito un ragazzo di quell'età in quella condizione, quindi è veramente una cosa molto spassionata, istintiva, di pancia, senza troppe costruzioni mimetiche o di metodo". All'inizio Sordi divenne doppiatore di Oliver Hardy, si fece notare sui palcoscenici del varietà e alla radio con il personaggio di Mario Pio, ma il cinema gli offriva poche opportunità, almeno fino a quando il suo amico Fellini non lo scelse come protagonista de "Lo sceicco bianco" e "I vitelloni". Secondo Pesce Sordi riuscì ad emergere perché aveva una grande dote. "La voglia di arrivare, a parte la capacità proprio attoriale, geniale, i tempi comici, era molto moderno in confronto all'epoca. E poi il passare attraverso molti no, e poi la faccia non andava bene, aveva questo faccione che non funzionava per l'epoca, il non arrendersi, l'inseguire i proprio sogni, il credere in se stessi. E soprattutto il riuscire a far diventare i propri difetti unici". Il regista spiega: "Questo film racconta la grande determinazione di un uomo che aveva già deciso da bambino che avrebbe fatto l'attore e che non si è fermato di fronte a nulla, come un po' un suo personaggio, il dentone: solo contro tutti che alla fine riesce ad arrivare dove voleva andare". Manfredi conosceva bene Sordi, amico e collega di suo padre Nino. "Ad un pranzo a casa nostra, dove eravamo tutti presenti noi figli, e loro dopo pranzo si dovevano mettere a lavorare sulla sceneggiatura del film di Scola, Alberto ci guardò e disse: 'A Nì, ammazza che bella famiglia che c'hai'. E mio padre scherzando gli disse: 'Albè, ma tu quando te la fai una famiglia, quando te sposi?', e lui rispose la mitica frase: 'E che me metto un'estranea dentro casa?'.

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Torino, 18 mar. (askanews) - Trent'anni di musica insieme, sempre innovativi e oltre gli schemi, i Subsonica festeggiano questo traguardo con "Terre Rare" l'undicesimo disco della band torinese, non certo un greatest hits autocelebrativo, ma un lavoro articolato e frutto di una ritrovata intesa creativa.

"Ci siamo concessi il lusso di poter viaggiare non solo con la testa, ma anche fisicamente. Era una cosa che ai Subsonica devo dire un po' mancava. Ovviamente questo fa una differenza, fa la differenza che quando tu emozionalmente vivi una cosa sulla tua pelle, sicuramente gli dai una profondità e una vitalità che è diversa semplicemente da immaginarti e vivertela nella tua cameretta a casa tua".

Un disco politico e denso, si parla di guerra e confini, un viaggio nel tempo presente, con le sue ferite e i suoi sogni, tra le sue ombre più profonde e i suoi spiragli di umanità.

"E nei nostri dischi c'è sempre il racconto della vita. C'è sempre un qualcosa che va a mettere il punto su quello che sta accadendo, di giusto e anche di sbagliato. La prima canzone scritta dai Subsonica recitava 'Paura del diverso, paura del possibile', che è esattamente quello che viene raccontato in Straniero, che è l'ultimo singolo che uscirà a breve. Quindi in realtà da sempre i subsonica sono questo: sono un occhio su quello che succede col tentativo di dare una visione, un'immagine il più reale e il più giusta per noi possibile".

Per celebrare il trentennale di carriera della band Cieli su Torino 96-26 vede in programma quattro concerti speciali alle OGR Torino (già sold out) affiancati da un palinsesto di eventi in città fino al 12 aprile con mostre, spettacoli, dj set e percorsi sonori dedicati ai Subsonica.

"È difficile celebrarsi quando si è non autocelebrativi. Noi non siamo assolutamente quello. Forse perché la nostra città ci impone da sempre il fatto di essere poco autocelebrativi. È molto importante, molto emozionante, vedere la nostra storia sotto i portici di Torini in quei luoghi che hanno aiutato a scrivere quella storia. È un po' una chiusura di un cerchio. Saranno quattro concerti incredibili, tutti diversi uno dall'altro in cui racconteremo veramente questo percorso a partire dagli inizi, per concentrarci su quello che succede adesso, e passando attraverso delle sfumature anche forse un po' inedite per il pubblico di Subsonica".

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