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Coronavirus, birra artigianale, ed ecologica, a domicilio

di TMNews venerdì 27 marzo 2020
1' di lettura

Milano, 27 mar. (askanews) - Dal birrificio a casa, in meno di un'ora. Birra artigianale a domicilio, è l'idea venuta a due giovani romani di 19 e 20 anni che hanno creato Homebeer.it, piattaforma che ad un classico ecommerce unisce un servizio di consegna a domicilio di birra accompagnata da cibi selezionati in base alla tipologia scelta. I fondatori Tommaso Aguiari e Andrea Longhi raccontano come funziona e come si è evoluta l'iniziativa in tempi di coronavirus.

"E' possibile ricevere a casa la birra artigianale prodotta d migliori birrifici sia romani che nazionali, le consegne vengono effettuate dai nostri rider sostenibili grazie alla partership con iCarry ed eCooltra, che consegnano gli ordini con un personale regolarmnte assunto che utilizza motorini elettrici", ha spiegato Aguiari.

"Inoltre in questo momento di particolare emergenza stiamo aiutando tante birrerie a mantenere attivo il loro servizio e abbiamo dimezzato fee e spese di spedizione per dare contributo al settore", ha aggiunto Longhi.

L'ecommerce è realizzato con 18 birrifici nazionali, mentre il servizio di consegna a domicilio funziona solo su Roma, con 16 birrerie ed esercizi commerciali, compreso il birrificio Birra Vale la Pena, nato nel 2014 dalla Onlus Semi di Liberta per contrastare le recidive di persone nel carcere di Rebibbia. L'intenzione è estenderlo presto a Milano e altre città italiane.

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Sirene antiaeree risuonano a Tel Aviv per allarme missili iraniani

Tel Aviv, 13 mar. (askanews) - Le sirene antiaeree risuonano a Tel Aviv, in Israele, dopo l'allarme lanciato dall'esercito per il presunto lancio di missili dall'Iran. Sono state udite diverse esplosioni, secondo quanto riportato da giornalisti di Afp sul posto.

"Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno identificato missili lanciati dall'Iran verso il territorio dello Stato di Israele. I sistemi di difesa sono in funzione per intercettare la minaccia", ha dichiarato l'esercito israeliano.

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Attacco a base italiana a Erbil, il racconto del colonnello Pizzotti

Erbil (Iraq), 13 mar. (askanews) - Nella notte fra l'11 e il 12 marzo un attacco con un drone (alle 00.40 ora locale) ha colpito la sede dell'Italian National Contingent Command Land a Erbil, nel Kurdistan iracheno. Il racconto di quella notte nelle parole del colonnello Stefano Pizzotti, comandante del contingente nazionale della missione "Prima Parthica" a Erbil.

"Già a partire dalle 20.30, il contingente italiano era stato attivato dalle forze della coalizione per un allarme di minaccia aerea e i militari italiani presenti all'interno della base, seguendo le procedure di sicurezza previste, avevano raggiunto le zone protette assegnate, caratterizzate dalle cosiddette fortificazioni difensive bunker. Il drone andava a impattare all'interno della base, provocando danni ad infrastrutture e materiali, al momento non quantificabili, mentre non ci sono stati danni alle persone", spiega il Colonnello Pizzotti.

"Dal momento dell'incidente, il ministro della Difesa, Guido Crosetto e il Capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Luciano Portolano, sono stati in costante contatto e manifestano vicinanza a tutti gli uomini e donne del contingente" aggiunge, Pizzotti raccontando poi la situazione attuale nella base. "Il morale, nonostante la stanchezza, rimane alto - dice - Il personale è addestrato per affrontare anche queste situazioni, tenendo in considerazione che la sicurezza del personale rimane sempre la massima priorità".

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ASTOI: turismo e guerra in Medio Oriente, serve aspettare con pazienza

Milano, 13 mar. (askanews) - "Quando ci sono crisi di questa portata ci sono sempre varie fasi. La prima è proprio quella di emergenza diretta dei clienti che vanno riportati a casa, la seconda invece è quella che ha a che fare con le nuove prenotazioni o con i riavviamenti di clienti che avevano prenotato una vacanza in quell'area o tramite compagnia del Golfo. È chiaro che ormai lo sappiamo per esperienza, quando si verificano effetti così traumatici come una guerra, un evento climatico estremo, insomma cose che hanno una importanza globale, la prima reazione dei consumatori è quella di congelare tutti i pensieri rivolti al tempo libero, alle vacanze; è come se le persone fossero ferite, colpite da questo evento e in questo momento la vacanza la stanno se non altro rimandando". Lo ha detto ad askanews Pier Ezhaya, presidente di ASTOI - Confindustria Viaggi, ragionando sulla situazione del turismo in relazione alla crisi in Medio Oriente.

"Questo non ci preoccupa tanto sulle prenotazioni estive, perché sappiamo che è un fenomeno momentaneo e quindi abbiamo tutto il tempo di recuperarlo - ha aggiunto Ezhaya -. Un po' più complicata invece la situazione delle mete che sono operative adesso, perché al di là di quelle coinvolte nel conflitto del Medio Oriente, assistiamo a un calo di prenotazioni anche su altre aree, non coinvolte nella guerra. Ciò in parte è dovuto anche al tema dei voli, perché non dimentichiamo che le tre grosse compagnie del Golfo armano in maniera molto intensa il Sud-est asiatico e l'Oceano indiano. Però più in generale assistiamo proprio a una poca voglia di immaginarsi in vacanza. Quindi in questo momento le persone sono in una fase di attesa e dobbiamo quindi avere la pazienza di aspettare che questa fase acuta passi".

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Il proprietario dell'universo: storie dal Grand Universe Lucca

Lucca, 13 mar. (askanews) - Giacomo Puccini era un habitué della struttura. Chet Baker decise di soggiornare qui durante la sua avventura italiana. E pare che anche il Pascoli fosse di casa. Grand Universe Lucca ha più di una storia da raccontare. E Georges Midleje, Regional Managing Director, le conosce bene. Il Grand Universe Lucca è un luogo in cui il passato riaffiora dentro ogni dettaglio.

"Questo hotel ha una grande storia, anche un po' nascosta, che è stata riscoperta una volta che è stato ristrutturato", spiega, ricordando come l'edificio affondi le sue radici addirittura in epoca romana, quando nella parte bassa ospitava un atelier di un vetraio. Poi, nei secoli, diventa palazzo nobiliare della famiglia Paoli nell'Ottocento, prima di trasformarsi, nel 1857, in un albergo chiamato L'Universo, meta di scrittori, compositori e grandi poeti come Pascoli e Ungaretti. Oggi parte del portfolio di Autograph Collection Hotels, brand del gruppo Marriott International, Grand Universe Lucca è proprietà di Marcucci Italia e Shaner Italia ed è gestito da Shaner Ciocco Properties.

Per Midleje, il legame dell'hotel con la città passa soprattutto dalla musica.

"È un albergo legato a Lucca anche per la parte della musica. Lucca ancora oggi è una città della musica", sottolinea, ricordando come il design, i colori e gli spazi dell'attuale Grand Universe siano stati pensati per riflettere l'anima lucchese: dal pianoforte che accoglie gli ospiti all'ingresso, fino al rapporto stretto con il Lucca Summer Festival, che da decenni porta grandi artisti internazionali in città. La ristrutturazione del 2016, con un investimento importante per 55 stanze, è stata l'occasione per riportare alla luce questa identità, senza snaturarla.

C'è poi la dimensione leggendaria, ma documentata, che aggiunge fascino al racconto. Midleje ricorda un episodio legato alla visita di Vittorio Emanuele III, quando l'albergatore di allora si presentò con grande orgoglio:

"Ovviamente - dice Midleje - ha una posizione invidiabile, è giusto davanti al Teatro del Giglio. Uno degli ospiti importanti fu il re Vittorio Emanuele III, che durante un viaggio venne a soggiornare qui, in una sua visita a Lucca per vedere un'opera proprio al Teatro del Giglio, che è il nostro dirimpettaio. Non è una leggenda: il proprietario, quando arrivò il re, si presentò come il proprietario dell'Universo, che era il nome italianizzato dell'albergo che si chiamava "L'Univers", alla francese. E il re gli rispose: e io sono un umile re di un paesino che si chiama Italia".

Un aneddoto che oggi vive nelle memorie conservate in biblioteca e che restituisce l'idea di quanto questo hotel sia intrecciato con la storia, piccola e grande, di una città ancora molto autentica.

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