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Locatelli parla del picco e dei bambini: faticoso tenerli in casa

di TMNews lunedì 30 marzo 2020
1' di lettura

Roma, 30 mar. (askanews) - "Quanto diceva il dottor Borrelli sulla necessità di continuare a essere rigorosamente aderenti senza deflessioni a queste norme, deve essere sottolineato a chiarissime lettere, è assolutamente importante non abbassare la guardia": così Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di Sanità, in conferenza stampa con il capo della Protezione civile Angelo Borrelli.

"Sulla questione del picco non è facile fare una previsione se saranno 5, 7 o 10 giorni. Ci sono varie ipotesi, personalmente preferisco considerare e valorizzare il rallentamento nella crescita degli infetti, il rallentamento nella pressione del pronto soccorso o sugli interventi in emergenza sul territorio", ha sottolineato.

"Faccio una nota da pediatra, per non eludere un tema, c'è una riflessione che riguarda i bambini, il fatto che si fa evidentemente fatica a trattenerli in casa, anche perché la bella stagione indubitabilmente induce a uscire, i bambini più di tutti magari hanno voglia di socialità, di gioco con i loro coetanei. Teniamo ben presente queste istanze, appena sarà possibile non c'è il minimo dubbio che riconsidereremo tutti questi aspetti, ma la priorità resta ancora quella di mettere un freno alla situazione epidemica", ha ammesso.

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"Una cosa è certa, posso dirlo per la Germania. Siamo pronti a garantire diplomaticamente il passaggio sicuro attraverso lo Stretto di Hormuz. Tuttavia, non ci sarà alcuna partecipazione militare", ha affermato Pistorius in conferenza stampa congiunta con l'omologo lettone Andris Spruds a Berlino.

"Non abbiamo iniziato noi questa guerra. Condivido, noi tutti condividiamo l'obiettivo di mettere fine a questo regime dei mullah. La questione di come ciò verrà realizzato è oggetto di dibattito. Gli americani, con gli israeliani, hanno scelto questa strada. Noi abbiamo solo fatto delle critiche molto moderate", ha aggiunto.

"Cosa si aspetta Donald Trump che una manciata o due di fregate europee possano realizzare nello Stretto di Hormuz che la potente Marina americana non possa fare da sola? Questa è la domanda che mi pongo", ha concluso.

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"Alla fine dobbiamo riaprire lo Stretto di Hormuz per garantire stabilità al mercato - afferma Starmer -. Non è un compito semplice. Per questo stiamo lavorando con tutti i nostri alleati, compresi i partner europei, per mettere a punto un piano collettivo praticabile. Un piano che possa ripristinare la libertà di navigazione nella regione il più rapidamente possibile e attenuare gli effetti economici".

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