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Anche in Italia pazienti convocati per eseguire tampone dall'auto

di TMNews giovedì 2 aprile 2020
1' di lettura

Milano, 2 apr. (askanews) - A Napoli 150 tamponi in 3 giorni. Sono i risultati del "Casello Tampone", un servizio avviato in diverse città italiane per accelerare le procedure dei test sui pazienti presunti contagiati da coronavirus Sars-Cov2.

Il paziente viene convocato, arriva in macchina in un luogo indicato dai sanitari dove, senza scendere dall auto, viene sottoposto al tampone attraverso il finestrino. La procedura dura 5 minuti contro le circa 3 ore necessarie per realizzare il tampone a domicilio.

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L'annuncio di Bebe Vio: lascio la scherma per l'atletica

Milano, 16 mar. (askanews) - Bebe Vio lascia la scherma per l'atletica. L'annuncio dell'atleta paralimpica a Che tempo che fa, condotto sul Nove da Fabio Fazio.

"Ho avuto parecchi problemi fisici ultimamente", ha detto Bebe Vio, per poi annunciare: "Purtroppo è finita con la scherma "

"Ho cercato di darmi da fare a livello fisico con una serie di altri sport, prima di tutto per stare bene fisicamente e adesso abbiamo - abbiamo perché dico la squadra, perché posso farlo solo grazie a un gruppo di persone che mi stanno dietro in questo momento, veramente grande - e abbiamo iniziato con l'atletica", ha aggiunto, specificando che la prima specialità in cui si è cimentata sono i 100 metri.

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Sorj Chalandon a Dedica festival: scrivere dopo la violenza

Pordenone, 16 mar. (askanews) - Uno scrittore, un reporter di guerra, un uomo e un padre. Sorj Chalandon è il protagonista dell'edizione 2026 del festival Dedica di Pordenone, che ogni anno si concentra su un solo autore. Chalandon in Italia presenta anche il suo ultimo romanzo, "Il libro di Kells" (Guanda), che si bassa sulla storia della sua vita. "È autobiografia - ha detto Chalandon ad askanews, insieme all'interprete Marina Astrologo - perché è certamente una parte della mia vita, è letteratura perché rimane un romanzo, anche se io ho voluto mettermi una maschera un po' diversa, la maschera di Kells, ma è una confessione perché finalmente potevo dire chi ero stato, da dove venivo e questo è qualcosa che non avevo mai potuto fare prima".

Il titolo del nuovo romanzo è ispirato a un celebre libro irlandese, e l'Irlanda, con il suo conflitto, è stato uno degli scenari in cui Chalandon ha lavorato come inviato, ma una parte importante l'ha avuta anche il Medio Oriente. Gli abbiamo chiesto come si passa dalla scrittura giornalistica a quella letteraria. "Sono stato corrispondente di guerra per 25 anni - ci ha riposto - e non mai potuto dire io di fronte ai massacri, sotto le bombe, mai. Non ho mai potuto piangere nel mio giornale, non potevo odiare, non potevo dire che stavo impazzendo di fronte alla violenza inaudita che mi circondava. Non potevo mai dire io, non ne avevo il diritto. L'unico modo per me per dire io era il romanzo. Aggiungo una aneddoto: sono a Sabra e Shatila, sto assistendo a quello che sappiamo, mi siedo dietro un muro e piango. Mi si avvicina un collega de Le Figaro, un amico, e mi dice: Sorj devi trasformare le tua lacrime in inchiostro, ecco, nel mio romanzo trasformo le mie lacrime in inchiostro".

La violenza è il sottotesto di tutta la conversazione, l'indicibile che passa sotto gli occhi del reporter e poi arriva fino alla pagina dello scrittore. "Una cosa importante - ha concluso Chalandon - è che io non scrivo per guarire, non scrivo per stare meglio, non scrivo per dimenticare, scrivo per condividere. Io sono stato segnato dalla violenza e ancora oggi mi lacera per via dei bambini morti. Di notte a una cert'ora mi sveglio, mi alzo e vado in camera delle mie figlie, per vedere se sono vive oppure morte".

Fino al 21 marzo il festival Dedica presenta incontri, appuntamenti, proiezioni, spettacoli legati al lavoro dello scrittore francese. Giunto alla 32esima edizione è anche parte del progetto Verso Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027.

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"Una Battaglia dopo l'Altra" trionfa agli Oscar con sei statuette

Roma, 16 mar. (askanews) - "Una Battaglia dopo l'Altra" di Paul Thomas Anderson trionfa alla 98esima edizione degli Oscar. Il film con protagonista Leonardo DiCaprio su un gruppo di ex rivoluzionari che oggi, nell'America dei suprematisti bianchi, deve vedersela con le conseguenze delle azioni radicali compiute negli anni Settanta, ha ottenuto sei statuette: per il miglior film, la miglior regia, la migliore sceneggiatura non originale, il montaggio, il casting e per il miglior attore non protagonista, Sean Penn, qui nel ruolo di un paranoico e razzista colonnello dell'esercito degli Stati Uniti. Il film di Anderson aveva già trionfato ai Golden Globe e ai Bafta.

Il film che era arrivato alla cerimonia di premiazione con ben 16 candidature, "Sinners", saga su vampiri e razzismo diretta da Ryan Coogler, ha vinto l'Oscar per la sceneggiatura originale, il miglior attore protagonista Michael B. Jordan, la colonna sonora e la fotografia. Niente da fare, quindi per Timothée Chalamet, protagonista di "Marty Supreme". Per quanto riguarda i ruoli femminili la statuetta per la migliore attrice protagonista è andata all'irlandese Jessie Buckley per "Hamnet" mentre Amy Madigan ha vinto come migliore non protagonista per l'horror "Weapons".

"Mr. Nessuno Contro Putin" di David Borenstein ha ottenuto l'Oscar 2026 come miglior documentario, mentre per i membri dell'Academy il miglior film internazionale è "Sentimental Value" di Joachim Trier. E un premio quest'anno è andato anche all'italiana Valentina Merli, co-produttrice del corto live action "Two People Exchanging Saliva".

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Energia, Vannacci: riaprire i rubinetti con la Russia

Montecatini (Pistoia), 16 mar. (askanews) - È necessario "riaprire i rubinetti con la Russia perché anche quelli influenzano il prezzo dell'energia". Lo ha detto il leader di Futuro nazionale, Roberto Vannacci, parlando con i giornalisti a Montecatini prima del suo spettacolo "Il mondo al contrario - Remigrazione" al Teatro Verdi.

"Io l'ho detto ma qualcuno l'ha fatto, Trump ha sospeso temporaneamente le sanzioni alla Russia, quando ci si trova in una crisi e il sistema adottato precedentemente non funziona perché non rivedere quell'impianto sanzionatorio", ha spiegato Vannacci.

La linea del governo sul permanere delle sanzioni alla Russia "non mi convince nella maniera più assoluta perché secondo me contrasta con quelli che sono gli interessi italiani" ha detto ancora Vannacci. È d'accordo con Salvini? "Forse Salvini e d'accordo con me" ha concluso Vannacci.

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