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Sostenibilità, Giovannini: la crisi Covid non fermi l'Agenda 2030

di TMNews giovedì 9 aprile 2020
4' di lettura

Milano, 9 apr. (askanews) - Sostenibilità e emergenza Covid-19: una volta superato il blockdown, imprese e istituzioni dovranno scegliere o di proseguire sulla strada dell'agenda 2030 intrapresa prima dello shock economico o, per contro, di spingere sull'acceleratore della ripresa prescindendo dalle soluzioni più sostenibili e spesso più costose. Un esempio per tutti: con il prezzo del petrolio sceso alla metà del periodo pre-Covid sarà difficile non cedere alla tentazione di rimandare nei fatti ogni prassi sulla strada della decarbonizzazione. "ll rischio esiste - dice Enrico Giovannini, presidente Asvis, l'Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile - Così come nel 2008 2009 le politiche economiche furono orientate a far riprendere l'economia e a creare posti di lavoro senza andare per il sottile anche ora può accadere lo stesso. D'altra parte la finanza internazionale era già orientata alla sostenibilità; e la stessa crisi mostra i rischi di un approccio non sostenibile. Credo che ci sarà una diversificazione a favore di alcune attività, penso a quelle le relative alla salute; ma anche gli investimenti in energia rinnovabile continueranno perché al di là della situazione di breve termine il cambiamento di paradigma, ormai, è nelle cose e anche le preferenze delle persone".

Giovannini è intervenuto in videoconferenza all'incontro di Udine del Salone della Csr; appuntamento trasferito "in streaming" nel rispetto delle norme sul distanziamento sociale. Una scelta di resilienza che consente di proseguire il lavoro di ricognizione delle migliori pratiche di sostenibilità nei diversi territori italiani, confermando il percorso di avvicinamento all'appuntamento nazionale a Milano, in Bocconi, previsto per il 29 e 30 settembre 2020.

"Ci dispiace un po' non aver potuto incontrarci di persona, perché per noi gli appuntamenti del Salone erano anche occasione per riconoscersi, di stringersi la mano, di approfondire conoscenze anche dopo la tappa del Salone - spiega Rossella Sobrero del comitato organizzatore del Salone della Csr - Ma abbiamo preferito continuare comunque il nostro viaggio nell'Italia delle esperienze positive perché riteniamo che facilitare il confronto tra imprese grandi e piccole, organizzazioni pubbliche e private, possa essere la strada giusta verso un domani più sostenibile".

Nel corso del suo intervento Giovannini è entrato nel merito di alcune necessità di metodo da tener ben presente da parte di chi in questo momento si sta impegnando a costruire un futuro, sostenibile. "Affrontare l'emergenza è importante, ma c'è anche bisogno di scegliere oggi le politiche che poi nel futuro produrranno gli effetti voluti - spiega il presidente di Asvis - Un esempio: l'Italia spende 19 miliardi all'anno per sussidi dannosi per ambiente; e 16 miliardi per sussidi favorevoli all'ambiente. E ha decine di miliardi di spese fiscali, detrazioni, deduzioni fissate nel tempo in base a criteri molto vecchi. E dunque: quale migliore opportunità per cambiare questo sistema di incentivi, per orientarli all'innovazione, all'economia circolare, alla riduzione dell'inquinamento che sappiamo, tra l'altro, espone le persone mondo di più agli effetti letali del virus".

Costruire il futuro insomma richiede capacità di gestione del presente, anche in caso di crisi. E in questo caso non si tratta di inventare un modo nuovo di procedere, ma di applicare -con una prospettiva innovativa e di lungo periodo- quanto i manuali sul crisis management hanno già spiegato. "L'Unione europea ha creato un secondo team accanto a quello di crisi proprio con questa visione di lungo periodo - prosegue Giovannini - Tutti i governi, ma anche le imprese dovrebbero fare altrettanto. I manuali di gestione delle crisi, infatti, ci dicono che le stesse persone non possono sia pensare all'emergenza sia avere quest'impostazione a medio termine. Per cui la mia proposta, anche al governo, è di creare coordinato dal presidente del Consiglio un secondo team di 'resilienza trasformativa' proprio per pensare alle opportunità future; vale a dire per trasformare il nostro sistema, non rimbalzare indietro, ma in avanti verso uno sviluppo più sostenibile".

Ma le scelte sostenibili del dopo-Covid non vanno intese solo in chiave strettamente economica . "Spesso ci si dimentica che le grandi disuguaglianze che continuano ad esserci, e che forse dopo questa crisi diventeranno ancora maggiori, possono essere i veri problemi della ricostruzione - aggiunge Sobrero - quindi c'è bisogno di tutte e due le dimensioni: attenzione all'ambiente, ma anche attenzione al sociale".

Nel corso della crisi Covid, osservatori e esperti si stanno dividendo tra ottimisti e pessimisti sullo scenario dei prossimi anni. Giovannini preferisce invitare al coraggio delle scelte, senza nascondere preoccupazione per quanto riguarda il futuro della sostenibilità. "Non sono ottimista, sono molto preoccupato che questa crisi uccida l'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile - conclude Giovannini - ma questo vuol dire che dobbiamo impegnarci di più, ed è quello che stiamo facendo come Asvis: è il momento di spingere ora per non fare gli errori del passato, perché non ce lo possiamo assolutamente permettere".

(luca.ferraiuolo@askanews.it)

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