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Coronavirus, Zaia: niente scampagnate o rimettiamo limiti

di TMNews martedì 14 aprile 2020
1' di lettura

Roma, 14 apr. (askanews) - "I nostri comportamenti incidono sulla qualità della nostra salute e su quella degli altri, perché diffondiamo il contagio. Non posso vedere immagini dei parcheggi dei rifugi pieni di auto o sapere che il Soccorso alpino è dovuto intervenire per soccorrere persone in montagna. Aspetto ancora 24 ore altrimenti prenderò dei provvedimenti ma non è giusto che per qualcuno debbano pagare tutti i veneti".

Così il presidente del Veneto, Luca Zaia, nel consueto corso del punto stampa presso la Protezione Civile a Marghera.

"Non si va al mare e non si va in montagna - ha ribadito Zaia - facciamo tutti un sacrificio, le forze dell'ordine nel contestarci la distanza da casa e noi ad uscire, e in ogni caso la cosa migliore è restare a casa. Si esce solo in un raggio d'azione per cui si possa vedere ancora la propria abitazione. Ripeto: aspetto ancora 24 ore, se mi arrivano foto di chi pensa di fare scampagnate, dico che così non funziona. Se per caso ci viene la tentazione di fare più passi pensate ai bambini immunodepressi, ai bambini leucemici, agli oncologici che non sono solo anziani e pensate anche agli anziani che hanno diritto di vivere in salute e non devono pagare dazio perché qualche irresponsabile è riuscito a diventare il vettore del virus", ha concluso il governatore.

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"Non abbiamo iniziato noi questa guerra. Condivido, noi tutti condividiamo l'obiettivo di mettere fine a questo regime dei mullah. La questione di come ciò verrà realizzato è oggetto di dibattito. Gli americani, con gli israeliani, hanno scelto questa strada. Noi abbiamo solo fatto delle critiche molto moderate", ha aggiunto.

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"Alla fine dobbiamo riaprire lo Stretto di Hormuz per garantire stabilità al mercato - afferma Starmer -. Non è un compito semplice. Per questo stiamo lavorando con tutti i nostri alleati, compresi i partner europei, per mettere a punto un piano collettivo praticabile. Un piano che possa ripristinare la libertà di navigazione nella regione il più rapidamente possibile e attenuare gli effetti economici".

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