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In anteprima il video del singolo Berlino Est di Francesco Sacco

di TMNews mercoledì 15 aprile 2020
2' di lettura

Milano, 15 apr. (askanews) - In anteprima una ampio stralcio del video "Berlino Est", singolo d'esordio di Francesco Sacco, eclettico cantautore milanese che, nonostante la giovane età, da anni lavora come compositore nella produzione di musica per marchi di alta moda e spettacoli teatrali.

"Berlino Est", archetipo di un occidente che separa gli affetti con una barriera fisica, racconta non solo di muri, anche quelli invisibili fra le persone, ma anche del desiderio di abbatterli ad ogni costo.

Il videoclip del singolo nasce dalla volontà di Francesco e del regista Mattia Fazzari di riprodurre lo scenario della Berlino divisa, cambiandone tutti gli elementi caratteristici, specie compresa: la capitale tedesca diventa il verde del Parco delle Basiliche di una Milano estiva e, proprio come in questi giorni, deserta e il suo insolito "muro" la rete che delimita l'area cani.

"Ho scritto il soggetto per il videoclip di Berlino Est a metà agosto: Milano era deserta proprio come in questi giorni, silenziosa, desolata, i negozi e bar chiusi. In un contesto così è facile farsi prendere dalla noia e dalla malinconia, così ho iniziato a concentrarmi su quelli che erano i luoghi più popolati della città: le aree cani. - racconta il cantautore - I cani, ignari del caldo torrido, si incontravano quotidianamente per giocare, accoppiarsi, litigare e farsi compagnia, non diversamente dagli esseri umani. Così ho iniziato a immaginare una vicenda ambientata nella Berlino divisa "adattata" per una società canina, in cui la rete dell'area cani divide due amici, o magari due innamorati".

I cani, protagonisti del video, vengono umanizzati: dapprima ignari l'uno dell'esistenza dell'altro, stabiliscono presto una relazione e desiderano incontrarsi, rendendosi però conto della barriera che li divide, costringendoli a vite contigue ma separate. Il video dimostra che, nonostante tutto, esiste il lieto fine. I due eroici protagonisti, spinti dal desiderio di incontro, dimostrano che le barriere fra le persone possono essere interiori, invisibili o dettate delle circostanze, ma mai insormontabili.

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