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Calderini: equità sociale e Agenda 2030 per il dopo-covid

di TMNews sabato 2 maggio 2020
3' di lettura

Milano, 2 mag. (askanews) - Ambiente, responsabilità sociale, economia circolare: l'emergenza covid sta imponendo con ancor maggiore urgenza un posizionamento di questi valori al centro della nostra vita. Eppure l'urgenza di una ripresa economica rapida e diffusa dopo il blocco imposto dal virus potrebbe mettere a rischio il percorso fatto fino ad oggi sulla strada dello sviluppo sostenibile. Ma sarebbe drammatico accettare l'insegnamento che l'epidemia ci sta impartendo. "La manifattura, che nel caso italiano è molto forte, deve continuare a seguire la strada che ha ben delineato da una parte il gruppo di scienziati che supporta le Nazioni Unite per la lotta ai cambiamenti climatici, e dall'altra parte quello che ha deciso di fare la Commissione europea sul green deal: cioè riconvertire l'economia nell'ottica della decarbonizzazione - dice Stefano Cifani, presidente Legambiente nazionale - Ecco noi pensiamo che questa sia la strada da seguire a partire dalle prossime settimane".

Secondo Mario Calderini, docente di Social innovation al Politecnico di Milano, sarà comunque inevitabile assistere, alla riprese delle attività economiche, ad una fase iniziale aggressiva e tumultuosa e che metterà in secondo piano le scelte e gli impegni già presi sulla strada della sostenibilità. Ma superata questa fase, la necessità di rispettare gli obiettivi posti, a cominciare dall'Agenda 2030, si imporrà come prioritaria. "Sempre nelle crisi emerge quello che gli economisti chiamano lo short-termism, cioè la tendenza a tornare a guardare obiettivi molto brevi, molto concreti, dimenticandosi il quadro generale e il medio lungo termine - spiega Calderini - Però gli impegni dell'Agenda 2030, e anche la consapevolezza di che cosa vuol dire una grande crisi globale che abbiamo acquisito in questi mesi, faranno passare le tentazioni appunto di usare la 'non sostenibilità' come arma di ripartenza".

Cifani e Calderini sono interventi alla tappa di Ivrea del Salone della Csr e dell'innovazione sociale che si è svolta in streaming a causa dell'emergenza covid.

La tappa è stata dedicata al tema "La nuova impresa e il corporate impact", argomento che proprio alla luce della crisi economica scatenata dall'epidemia, si impone ora al centro delle analisi degli attori economici e politici, imponendo una nuova scaletta di priorità da affrontare. "Credo che questa crisi apra a una grande questione di sostenibilità sociale, legata alle diseguaglianze emergenti - prosegue Calderini - E questo imporrà alle imprese di guardarsi allo specchio e di ripensare il proprio modello, abbandonando quella sostenibilità un po' di maniera per concentrarsi su azioni, comportamenti e modelli di governo che siano più radicali e più forti rispetto al superamento delle diseguaglianze e a loro modo di essere cittadini".

L'emergenza covid sollecita quindi tutti, politici, imprese e singoli cittadini ad affermare ora scelte rimandate da tempo; ad affermarle senza cadere nella trappola emotiva di un ritorno al passato, a "come si viveva prima" del coronavirus; anche perché -sottolinea Calderina- prima, guardando l'intero sistema economico non andava poi così bene. "Si deve andare un assetto un assetto diverso - conclude Calderini - Appare banale dirlo, però ci sono delle opportunità sotto le macerie che si possono recuperare; ma il nostro problema non è recuperare quello che eravamo prima, perché quello che eravamo prima, dal punto di vista economico e produttivo, non andava poi tanto bene".

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