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Nanda Vigo, architetto della luce: uno spazio anche interiore

di TMNews domenica 17 maggio 2020
1' di lettura

Milano, 18 mag. (askanews) - E' morta a 83 anni Nanda Vigo, architetto, designer e artista che ha attraversato la scena italiana a partire dagli anni Sessanta, muovendosi con disinvoltura e talvolta anche con spregiudicatezza nel sistema dell'arte, in primis quello milanese.

Dal 1964, data in cui elaborò il Manifesto Cronotopico, Vigo ha lavorato sulla relazione tra lo spazio e la luce e in questo ambito ha poi costruito i suoi lavori più importanti, giungendo a una accattivante e consapevole idea di espressione che poggiava sulle basi del grande concettualismo, ma assumeva forme contaminate dal design e dalla riflessione sull'architettura.

"Il concetto che esprimo - ci aveva raccontato in un'intervista di qualche anno fa - è sempre quello: la luce, la luce protagonista non solo dello spazio, ma anche di noi stessi, Quindi la parte centrale è in noi stessi".

Come si vede, l'idea concettuale era presente, ma, per sua stessa ammissione, spesso l'architettura aveva avuto, nella sua vita, un peso maggiore rispetto all'arte. E proprio in questo dialogo tra le discipline, forse più che nelle sculture luminose, possiamo individuare oggi la lezione più interessante di Nanda Vigo.

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Starmer ha dichiarato: "La nostra determinazione è incrollabile. Penso sia molto importante chiarire che il focus deve rimanere sull'Ucraina. Ovviamente c'è un conflitto in corso in Iran, in Medio Oriente, ma non possiamo perdere di vista ciò che sta accadendo in Ucraina e l'importanza del nostro sostegno. Putin non può essere colui che trae vantaggio da un conflitto in Iran, sia per i prezzi del petrolio sia per la sospensione delle sanzioni".

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TMNews