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Dl scuola, dal Senato ok a fiducia: 148 i sì

di TMNews giovedì 28 maggio 2020
2' di lettura

Milano, 28 mag. (askanews) - L'aula del Senato ha approvato il maxiemendamento interamente sostitutivo del decreto Scuola, su cui il governo aveva posto la questione di fiducia. il decreto legge disciplina gli Esami di Stato conclusivi del I e del II ciclo di istruzione, la valutazione finale degli alunni, la conclusione dell anno scolastico e l avvio del prossimo, le procedure concorsuali straordinarie per la Scuola secondaria di I e II grado.

Il voto è arrivato al termine di una giornata di tensione in un'Aula semivuota dove l'opposizione ha contestato il decreto, pur manifestando solidarietà al ministro Azzolina per le minacce subite.

La Lega ha attaccato duramente la gestione della Commmissione Bilancio del Senato da parte del presidente, il M5s Pesco. La senatrice Antonella Faggi ha denunciato "le modalità" definite "vergognose" con cui la commissione Bilancio ha espresso il suo parere sul dl Scuola.

"Sono soldi pubblici - ha quasi urlato Faggi - destinati ai nostri ragazzi ed è una vergogna che venga usata una Commissione per essere la camera di compensazione delle rogne della maggioranza. La Commissione Bilancio non è una camera di compensazione".

Più volte contestato e interrotto il senatore pentastellato Daniele Pesco, presidente della Commissione Bilancio del Senato, che si è difeso in Aula dalle accuse delle opposizioni per le procedure con cui la V commissione ha esaminato il Dl Scuola e il maxiemendamento su cui è stata posta la fiducia.

"Se la Commissione avesse dato parere favorevole a emendamenti senza coperture, allora gli attachi sarebbero stati legittimi. Ma la Commissione Bilancio ha esaminato emendamenti, ha guardato i pareri della Ragioneria Generale dello Stato, e quando la Rgs ha detto che costavano, non potevamo fare altrimenti".

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Starmer ha dichiarato: "La nostra determinazione è incrollabile. Penso sia molto importante chiarire che il focus deve rimanere sull'Ucraina. Ovviamente c'è un conflitto in corso in Iran, in Medio Oriente, ma non possiamo perdere di vista ciò che sta accadendo in Ucraina e l'importanza del nostro sostegno. Putin non può essere colui che trae vantaggio da un conflitto in Iran, sia per i prezzi del petrolio sia per la sospensione delle sanzioni".

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TMNews