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Coronavirus, Fase 3: appello dell'Aicalf per il trasporto aereo

di TMNews martedì 16 giugno 2020
2' di lettura

Milano, 17 giu. (askanews) - La pandemia di coronavirus ha messo sotto scacco l'economia mondiale e uno dei settori più colpiti è quello del trasporto aereo, con oltre 100 miliardi di perdite stimate in tutto il mondo. Il lockdown ha costretto le compagnie aeree a tenere a terra piloti, assistenti di volo e intere flotte di aeroplani.

Con il decreto rilancio, il governo italiano è corso parzialmente in aiuto delle compagnie nazionali (Alitalia, Neos e Air Dolomiti) prevedendo contributi per favorire la ripartenza ma l'Aicalf (Associazione Italiana Compagnie Aeree Low Fares) associazione che riunisce le principali compagnie aeree straniere low cost che operano in Italia (Blue Air, EasyJet, Norwegian, Ryanair, Volotea e Vueling) chiede parità di trattamento.

Il presidente, Matteo Castioni:

"Aicalf - ha detto - chiede che il governo italiano non pensi solo ad Alitalia ma crei le condizioni perché tutti i vettori che operano in Italia possano riprendere a volare in sicurezza, aiutando quindi il turismo italiano e l'economia italiana. È chiaro che dobbiamo riconquistare la fiducia dei passeggeri nel sentirsi sicuri di viaggiare sugli aerei e noi crediamo di essere una grande opportunità e un volano per la ripresa dell'economia, quindi noi daremo fiducia sulla sicurezza, ma saremo funzionali alla ripresa economica del Paese".

Uno dei temi più discussi dei viaggi in aereo post-Covid è il mantenimento del distanziamento sociale, obbligo però venuto meno secondo le ultime disposizioni dell'Easa, l'Agenzia europea per la sicurezza aerea, a patto che vengano rispettate le regole igienico-sanitarie e la sanificazione dell'aria in cabina.

"Gli aerei possono volare pieni - ha continuato Castioni - purché tutti i passeggeri adoperino strumenti di protezione individuale, in particolare le mascherine che vengono sostituite ogni 4 ore. Tutti gli aerei che fanno parte delle flotte dei nostri associati sono moderni, infatti i low cost hanno la flotta mediamente più giovane di tutta l'industria aeronautica, sono dotati dei filtri Hepa più avanzati che trattengono il 99,9% delle particelle e quindi siamo in grado di offrire altissimi standard a bordo degli aerei. Inoltre abbiamo degli accordi con le società di handling presso gli aeroporti italiani per cui anche l'esperienza della fase prima di imbarcarsi sui nostri aerei sarà fatta in piena sicurezza".

Insomma, la ripresa della mobilità aerea in sicurezza dopo il lockdown è possibile e auspicabile, e anche la tecnologia ci viene incontro.

"La qualità dell'aria, l'igiene a bordo degli aerei è garantita ed è la più alta possibile - ha concluso il presidente di Aicalf - molto più di quella che i cittadini troverebbero in altri mezzi di trasporto, anche della propria auto privata. Quindi diciamo che la sicurezza è il paradigma su cui si basa l'industria aeronautica e quella low cost in particolare. Auspicabilmente il traffico aereo è destinato a crescere negli anni futuri quindi una maggiore tecnologia consente anche di aumentare la capacità di gestione delle persone, pensiamo al controllo bagagli e ai check-in, e di rendere l'esperienza nell'aeroporto molto più veloce, rapida ed efficiente".

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