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Scoperto il relitto di un galeone del '500 nelle acque di Camogli

di TMNews venerdì 19 giugno 2020
1' di lettura

Genova, 19 giu. (askanews) - Scoperto nelle acque di Camogli, in provincia di Genova, il relitto di un galeone della prima età moderna, di cui sono noti pochissimi esempi nel Mediterraneo. Secondo la Soprintendenza archeologica della Liguria, potrebbe trattarsi della grande nave ragusea Santo Spirito e Santa Maria di Loreto naufragata nel 1579 nello specchio di mare al largo di Punta Chiappa, nell'area marina protetta di Portofino.

Il relitto è stato rinvenuto da Gabriele Succi ed Edoardo Sbaraini, sub titolari della Rasta Divers di Santa Margherita Ligure, nella zona di Porto Pidocchio, a circa 50 metri di profondità, che si sono trovati davanti una serie di elementi lignei disposti a pettine e hanno subito segnalato alla Soprintendenza.

Nel Mediterraneo sono rarissimi i relitti della prima età moderna che conservano resti strutturali di legno: si conoscono meglio le tecniche di costruzione delle antiche navi romane rispetto a quelle impiegate nei secoli di passaggio tra Medioevo ed età moderna. Per questo, i resti dello scafo individuati, riconducibili a una porzione della fiancata della nave, risultano così preziosi: un'occasione per gli archeologi di studiare in dettaglio l'architettura navale di quell'epoca.

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Il documento analizza un'area di oltre 42.000 km che comprende sette regioni e nove milioni di abitanti. I mesi di gennaio e febbraio 2026 hanno portato precipitazioni eccezionalmente abbondanti su tutto il distretto, con anomalie del +190% nel Lazio, +146% in Umbria e +202% in Molise. Al 19 marzo 2026 la severità idrica distrettuale è classificata complessivamente bassa e il recupero è reale e misurabile. Ma gli indici a 24 mesi restano negativi in tutto il distretto: due mesi di piogge abbondanti non colmano sei anni di deficit accumulato.

All'evento di presentazione hanno partecipato figure istituzionali di primo piano. Dopo i saluti di Marco Villani, Vice Segretario Generale della Presidenza del Consiglio dei Ministri, è intervenuta la Viceministro dell'Ambiente Vannia Gava. Il confronto tecnico ha coinvolto Nicola Dell'Acqua, di ARERA, Laura D'Aprile del Dipartimento Sviluppo Sostenibile del MASE, Barbara Marinali di ACEA e Utilitalia, Massimo Gargano di ANBI e Mario Rosario Mazzola della Fondazione Utilitatis. Il Vicepresidente esecutivo della Commissione europea Raffaele Fitto ha partecipato con un videomessaggio dedicato a coesione, riforme e investimenti per la sicurezza idrica.

Per rispondere a questa nuova normalità climatica, il distretto ha identificato un portafoglio di oltre 500 interventi strutturali per 8,46 miliardi di euro nel periodo 2024-2030, destinati a nuovi invasi, riduzione delle perdite, riuso delle acque reflue e interconnessioni. Per la gestione predittiva del territorio, l'AUBAC ha implementato il Digital Twin del distretto un gemello digitale che integra telerilevamento, GIS, modellistica idraulica e intelligenza artificiale per anticipare scenari di rischio e ottimizzare le decisioni di gestione.

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