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Minatori e Covid minacciano indios yanomami: appello a Bolsonaro

di TMNews venerdì 10 luglio 2020
2' di lettura

Amajari (Brasile), 10 lug. (askanews) - Il popolo indigeno yanomami ha chiesto al governo di Jair Bolsonaro di espellere più di 20.000 minatori illegali nelle terre dello Stato di Roraima, nel Nord del Brasile, mentre le autorità affermano che il numero reale dei minatori non arriva a 3.500. Le organizzazioni indigene denunciano che la loro gente viene uccisa o contagiata dal Covid-19 per colpa dei minatori abusivi.

"Chiediamo al governo federale di prendere delle misure immediate per espellere i cercatori d'oro illegali che si trovano sulle terre indigene yanomani. Siamo preoccupati - denuncia il capo indigeno Mauricio Yekuana - perché due giovani yanomami sono stati assassinati nella regione di Parima e siamo preoccupati anche per la regione di Waikato, perché i minatori hanno già portato dei casi sospetti di Covid-19"

"Chiediamo di non avere più questo problema, di mettere fine a questo conflitto, di non avere più morti, come già accaduto nel 1993 con il massacro di Haxima. Abbiamo paura perché i minatori dispongono di armi potenti per uccidere la gente yanomami e yekuana", ha detto, riferendosi all'uccisione di una ventina di yanomami, soprattutto bambini e donne, nel 1993.

Il ministro brasiliano della Difesa, il generale Fernando Azevedo e Silva, ha parlato di un "incidente isolato nella regione", mentre è stata comunque aperta un'inchiesta.

Nella terra yanomami, al confine tra Venezuela e Brasile, abitano circa 27.000-32.000 indigeni, proprio vicino ai bacini

dei fiumi Orinoco e Rio delle Amazzoni.

Intanto il presidente Bolsonaro ha bocciato alcune parti di una legge che obbligava il governo a fornire accesso a servizi essenziali, medici ed economici, alle comunità indigene per far fronte alla pandemia di coronavirus. Tra questi servizi il rifornimento di acqua potabile e la distribuzione gratuita di prodotti per l'igiene, ma anche internet e generi alimentari.

In conferenza stampa, il vice-presidente brasiliano, Hamilton Mourao, ha detto che gli indios possono prendere l'acqua dai fiumi:

"Per quanto riguarda l'acqua potabile, gli indigeni si riforniscono di acqua dai fiumi che si trovano nella regione. Se per caso, uno di questi fiumi è contaminato a causa delle attività illegali, in particolare dei minatori con l'uso di mercurio, allora verrà portata acqua a questi gruppi".

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