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Villa Adriana di Tivoli apre le porte al Cinema con una mostra

di TMNews lunedì 13 luglio 2020
2' di lettura

Roma, 13 lug. (askanews) - Villa Adriana a Tivoli apre le porte al cinema. E lo fa con una esposizione che coniuga la bellezza dell'arte con le pellicole girate nella splendida Villa inserita nella lista del Patrimonio Mondiale dell'Umanità Unesco.

La mostra, gratuita per i visitatori fino al 30 settembre, porta il titolo 60/20: Villa Adriana tra Cinema e Unesco, ed è curata da Andrea Bruciati e Francesca Roncoroni. L'esposizione temporanea evidenzia come intorno agli anni Sessanta, il cinema abbia designato Villa Adriana quale set d'eccellenza.

Il direttore delle Villae Andrea Bruciati: "Quest'anno celebriamo 20 anni di Patrimonio Unesco ma anche 60 anni dalla prima ripresa cinematografica nel sito. Volevamo unire questi due anniversari perché riteniamo che siano emblematici della continua rinascita di questo sito. Siamo una specie di Arabia fenice che soprattutto nei momenti di grandi difficoltà, rivoluziona se stessa".

La mostra multimediale, corredata di pannelli in italiano e inglese e contenuti multimediali in cinese, è allestita nel Centro Accoglienza dell'area archeologica di Villa Adriana e raccoglie una selezione di suggestioni visive di film italiani e stranieri, il cui sonoro è in lingua originale allo scopo di sottolineare l'internazionalità delle produzioni.

Un legame, quello tra Villa Adriana e cinema, indissolubile:

"Credo che lo stesso imperatore Adriano l'abbia scelto perché si struttura come dei palcoscenici naturali. Il set trova la sua migliore collocazione e diventa naturale filmare all'interno del sito perché le suggestioni archeologiche, in simbiosi con la natura, fanno si che siano dei set estremamente versatili e intensi, e quindi si possono costruire tante tipologie diverse di racconto".

L'ultimo film girato a Villa Adriana è "Tutti i soldi del mondo", nel 2017.

"Per la prima volta viene rappresentata Villa Adriana in quanto Villa Adriana, nel senso che non è solo un set di ambientazione in costume, ma un ricordo di Paul Getty che fece col nipote".

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