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Cosa cambia in finanza? "Covid sta facendo crollare logica Brics"

di TMNews mercoledì 15 luglio 2020
2' di lettura

Mosca, 15 lug. (askanews) - La situazione finanziaria internazionale oggi è molto instabile, e non è la battaglia per la Casa Bianca l'unico fattore scatenante, anche se molti guardano alle elezioni americane del 3 novembre come a un punto di svolta. Gli attriti tra Usa e Cina non sono gli unici a influire su tale instabilità. Ad essi si aggiungono nuove discordanze fra due economie Brics: India e Cina. E questo, secondo il banchiere Vincenzo Trani, patron di Mikro Kapital, è un segno dei tempi.

"A causa del Covid va crollando la logica Brics (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica). I due paesi più grandi, Brasile e India, sono fortemente danneggiati dal punto di vista economico, sociale e sono ripiegati su quella che è l'economia interna del Paese. Il Covid ha creato a tutto il mondo una serie di difficoltà. Ovviamente anche alla Russia. Devo dire però che la Russia si è preparata a questa crisi, direi ad ogni evenienza, già negli ultimi 6-7 anni".

I cicli economici in Russia sono sempre stati molto brevi, spiega Trani. Generalmente ogni 3-4 anni si osservano turbolenze sui mercati. Di conseguenza Mosca aveva ridotto al massimo il debito pubblico, cercando di diversificare il Pil dalle fonti primarie. Ci sono poi le riserve auree della Federazione russa, fa notare Trani.

"Ci ricorderemo che negli ultimi anni la Russia è stata il primo Paese al mondo, in alcuni casi il secondo per acquisti di oro e oggi ha un enorme quantità di oro: quasi 580 miliardi di dollari. A livello tale che il debito pubblico complessivo, rapportato anche agli investimenti in oro, rappresenta il rapporto migliore a livello mondiale".

E il petrolio resta una base più solida di quanto ci si potesse immaginare.

In tempi così incerti, Trani consiglia di pensare locale in termini di investimento.

"Il nostro lavoro è interpretare ciò che accade. E chiaramente tenerne conto negli sviluppi futuri. Ciò detto, immagino che sia ora ragionevole focalizzarsi su una economia più direi G local. Un po' più locale ma con in testa una logica globale. A prescindere da quello che succede, una adeguata attenzione, un approccio che sia focalizzato sul numero di paesi non proprio al centro della crisi globale, penso che possa essere una soluzione".

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