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Continua maratona Recovery Fund, dopo la lunga notte di Bruxelles

di TMNews lunedì 20 luglio 2020
2' di lettura

Milano, 20 lug. (askanews) - Riprenderà nel pomeriggio la maratona per il Recovery Fund dopo una lunga notte senza un accordo. "Ci stiamo avvicinando allo zoccolo duro delle due posizioni" ha detto Giuseppe Conte, mentre i leader dell'Unione europea stanchi e annebbiati hanno temporaneamente sospeso il loro vertice all'alba, ponendo fine al quarto giorno di aspra contrattazione sul bilancio Ue.

Le tensioni ruotano intorno a 50 miliardi di euro di sussidi. L'asse franco tedesco ha fatto di tutto per portare i più riluttanti a una quota di circa 400 miliardi di euro, ma il gruppo capitanato dall'Olanda non è disposto a superare i 350.

"Non è finita, ma è difficile" ha commentato il presidente Emmanuel Macron uscendo dal vertice, il più lungo della storia delle istituzioni europee.

Momenti di fortissima tensione, tra pugni sul tavolo di Macron e chiari segnali di insofferenza della Merkel: la tradizionale potente alleanza franco-tedesca non ha potuto allineare le 27 nazioni del blocco. Tensione in particolare scatenata da Mark Rutte, a capo del gruppo dei cosiddetti "paesi frugali" - Paesi Bassi, Austria, Finlandia, Svezia e Danimarca - la cui rigidità sta mettendo in grande difficoltà non soltanto l'Italia.

"Non so quale sia la ragione personale per la quale il premier olandese mi odi o odi l'Ungheria, ma sta attaccando in maniera così violenta".

Parole pesantissime. E il presidente del Consiglio italiano Giuseppe Conte che ha mantenuto dal canto suo una grande equilibrio, ha comunque notato: "L'Italia ha una sua dignità", ha detto, aggiungendo che: "c'è un limite che non può essere superato". Il premier ha rifiutato l'idea che un singolo stato membro possa porre quello che si profila come un veto. Mentre le borse europee attendono, avendo aperto in lieve calo.

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Scambio di 193 prigionieri di guerra tra Ucraina e Russia

Roma, 24 apr. (askanews) - Mosca e Kiev hanno annunciato venerdì lo scambio di 193 prigionieri di guerra tra le due parti, con l'esercito russo che ha precisato che gli Emirati Arabi Uniti e gli Stati Uniti hanno mediato l'operazione.

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"Ho proposto di avviare un processo all'interno dell'Unione europea che preveda una strategia di preadesione per l'Ucraina, con l'adesione a pieno titolo come obiettivo finale, naturalmente, ma sono necessari passaggi intermedi. Ne ho discusso con il Presidente Zelenskyy in diverse occasioni negli ultimi giorni. Vorrei inoltre agevolare una maggiore integrazione nelle istituzioni europee, ad esempio attraverso la partecipazione ai Consigli europei, al Parlamento europeo o alla Commissione senza diritto di voto, oppure attraverso la graduale integrazione dell'Ucraina in ambiti politici, a seconda dei progressi delle riforme".

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