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Est russo, proteste sulle note del "rap del piccione" anti Putin

di TMNews martedì 28 luglio 2020
2' di lettura

Mosca, 28 lug. (askanews) - "Esci per dare da mangiare ai piccioni": è lo slogan diffuso con questo rap da Mikhail Khodorkovskij, nemico numero uno del Cremlino, che invita i russi di Khabarovsk (lontano oriente russo sull'Oceano Pacifico) e di altre città, a scendere in piazza il primo agosto. In una situazione che il Cremlino sta controllando molto da vicino, pur non avendo ancora usato la mano forte, come di solito succede altrove.

A Khavabarovsk le proteste stanno andando avanti da diverse settimane, dopo che Mikhail Degtyarev è stato nominato Governatore ad interim del Territorio di Khabarovsk il 20 luglio. Il governatore eletto Sergei Furgal è stato licenziato dal presidente Vladimir Putin, dopo essere stato arrestato con l'accusa di coinvolgimento in molteplici omicidi, risalenti a 15 anni orsono; il politico silurato viene dall'LDPR del nazionalista Vladimir Zhirinovskij, e la sua vittoria è stata in gran parte attribuita al sentimento anti-nomenklatura condiviso sia a destra che a sinistra dello spettro politico locale.

In questi giorni le proteste non solo non si sono placate, ma si sono persino intensificate: l'ultimo raduno di sabato (svoltosi il 25 luglio), secondo molte stime indipendenti, è stato il più massiccio degli ultimi tempi.

Decine di migliaia di manifestanti hanno dichiarato di sentirsi insultati dalla scelta caduta su Degtyarev, che non ha alcun legame con la regione, e hanno chiesto che si dimettesse, ironizzando su alcune sue dichiarazioni su eventuali incontri in sauna con i potenti locali.

Khabarovsk rappresenta una città e una regione complicata. Il lontano oriente russo, anche prima dell'avvento di Vladimir Putin soffriva di una corruzione radicata e diffusa. Inoltre la lontananza dal centro, ossia da Mosca, rende ancora più problematica per il Cremlino la gestione di grosse crisi, sia di tipo socio-politico che economico.

Molti si sono chiesti come mai, a differenza che a Mosca, il potere centrale non usi il pugno di ferro su queste manifestazioni. In una intervista a Radio Echo di Mosca, il portavoce di Putin, Dmitry Peskov ha dichiarato che "il caso a Khabarovsk è senza precedenti". Per poi aggiungere: "Degtyarev sta attualmente lavorando sul posto. È in fase di comunicazione attiva con i residenti di Khabarovsk e della regione di Khabarovsk. Speriamo che con iniziative attive egli dimostri l'obiettivo principale: prendersi cura degli abitanti della regione, prendersi cura del destino di questa regione in termini di sviluppo socio-economico e risolvere problemi urgenti. Non posso aggiungere altro".

Ma incalzato dalla radio più ascoltata - e considerata molto vicina all'opposizione extraparlamentare - Peskov ha anche detto: "Le forze dell'ordine stanno agendo in modo molto corretto in questa situazione, tenendo conto delle specificità della regione e tenendo conto delle peculiarità della situazione".

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"All'epoca se ne parlava tantissimo sulla stampa e ancora oggi escono fuori delle storie. Queste ragazze venivano dipinte come mostri, terroriste, ma avevano 15-16 anni e la storia era molto più complicata! Io e la sceneggiatrice abbiamo fatto tante ricerche, c'erano tante ragioni dietro quelle scelte. Noi volevamo raccontare la storia dal loro punto di vista, di due teenager, con luci ed ombre, la storia di un'amicizia e soprattutto cosa succede quando senti di non appartenere alla società in cui vivi".

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TESTO CORRETTO

Arriva il 5 marzo nei cinema italiani "Brides", il film diretto dalla celebre drammaturga e regista teatrale Nadia Fall, che racconta la fuga di due adolescenti britanniche verso la Siria. Il film è ambientato nel 2014, quando ragazze islamiche spesso discriminate e attirate dai social network, intraprendevano un viaggio per diventare "donne dell'Isis". La regista mostra una fuga accidentata ma anche un'amicizia effervescente e incosciente, con due meravigliose interpreti: Ebada Hassan e Safiyya Ingar.

La regista ha spiegato: "All'epoca se ne parlava tantissimo sulla stampa e ancora oggi escono fuori delle storie. Queste ragazze venivano dipinte come mostri, terroriste, ma avevano 15-16 anni e la storia era molto più complicata! Io e la sceneggiatrice abbiamo fatto tante ricerche, c'erano tante ragioni dietro quelle scelte. Noi volevamo raccontare la storia dal loro punto di vista, di due teenager, con luci ed ombre, la storia di un'amicizia e soprattutto cosa succede quando senti di non appartenere alla società in cui vivi".

Nadia Fall oggi dirige il prestigioso Young Vic Theatre, che ha una programmazione con grandi nomi ma anche tante attività che coinvolgono i ragazzi. "Devo dire che a Londra ci sono tante iniziative per l'inclusione ed è comunque una città internazionale, ma in tante città sulla costa ci sono tensioni fra comunità, non ci sono investimenti nella formazione, nei servizi e niente sembra cambiato rispetto a 10 anni fa. - ha spiegato Fall - E, purtroppo, ci sono politici che soffiano su queste tensioni. E' una vecchia storia, ma questo è il pericolo: i giovani che non si sentono accettati cercheranno sempre una comunità a cui appartenere".

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