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Open Arms, Renzi: voteremo a favore del processo per Salvini

di TMNews giovedì 30 luglio 2020
2' di lettura

Roma, 30 lug. (askanews) - "Abbiamo votato e ci accingiamo a votare nuovamente a favore

dell'autorizzazione a procedere nei confronti dell'ex ministro Salvini. E diciamo che se ci fosse una richiesta di autorizzazione al processo per il senatore ex ministro dei

Trasporti, voteremmo comunque a favore: perché se non c'è l'interesse pubblico premimente per Salvini, non c'è neanche per Toninelli"".

Non ha dubbi il leader di Italia Viva, Matteo Renzi, intervenendo in Senato: l'ex ministro dell'Interno Matteo Salvini va processato per il caso Open arms, la nave bloccata per 19 giorni senza far sbarcare i 164 migranti soccorsi nell'agosto 2019. Vicenda per la quale il leader della Lega è accusato di sequestro di persona con minori coinvolti, un reato che prevede una pena fino a 15 anni di carcere.

Non si blocca l'immigrazione tenendo un barcone al largo, ha rincarato la dose Renzi.

"Aumenti i follower su facebook - ha detto - non blocchi l'immigrazione. È la visione populista dell'immigrazione perché se vuoi bloccare l'immigrazione devi gestire a monte i processi, andare a fare investimenti in Africa, avere una visione europea, partecipare alle riunioni europee; devi fare fare esattamente il contrario di quanto il governo Conte I ha fatto".

Pronta la replica di Salvini: ho agito per difendere i confini italiani - ha detto - e lo rifarei.

"Questa è una nave pirata - ha detto - che era autorizzata ad avere a bordo 19 migranti, ne aveva a bordo oltre 100. Se c'è qualcuno che ha messo a rischio le persone è il suo comandante, non un ministro che ha difeso il suo Paese".

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"All'epoca se ne parlava tantissimo sulla stampa e ancora oggi escono fuori delle storie. Queste ragazze venivano dipinte come mostri, terroriste, ma avevano 15-16 anni e la storia era molto più complicata! Io e la sceneggiatrice abbiamo fatto tante ricerche, c'erano tante ragioni dietro quelle scelte. Noi volevamo raccontare la storia dal loro punto di vista, di due teenager, con luci ed ombre, la storia di un'amicizia e soprattutto cosa succede quando senti di non appartenere alla società in cui vivi".

Nadia Fall oggi dirige il prestigioso Young Vic Theatre, che ha una programmazione con grandi nomi ma anche tante attività che coinvolgono i ragazzi.

"Devo dire che a Londra ci sono tante iniziative per l'inclusione ed è comunque una città internazionale, ma in tante città sulla costa ci sono tensioni fra comunità, non ci sono investimenti nella formazione, nei servizi e niente sembra cambiato rispetto a 10 anni fa. E, purtroppo, ci sono politici che soffiano su queste tensioni. E' una vecchia storia, ma questo è il pericolo: i giovani che non si sentono accettati cercheranno sempre una comunità a cui appartenere".

TESTO CORRETTO

Arriva il 5 marzo nei cinema italiani "Brides", il film diretto dalla celebre drammaturga e regista teatrale Nadia Fall, che racconta la fuga di due adolescenti britanniche verso la Siria. Il film è ambientato nel 2014, quando ragazze islamiche spesso discriminate e attirate dai social network, intraprendevano un viaggio per diventare "donne dell'Isis". La regista mostra una fuga accidentata ma anche un'amicizia effervescente e incosciente, con due meravigliose interpreti: Ebada Hassan e Safiyya Ingar.

La regista ha spiegato: "All'epoca se ne parlava tantissimo sulla stampa e ancora oggi escono fuori delle storie. Queste ragazze venivano dipinte come mostri, terroriste, ma avevano 15-16 anni e la storia era molto più complicata! Io e la sceneggiatrice abbiamo fatto tante ricerche, c'erano tante ragioni dietro quelle scelte. Noi volevamo raccontare la storia dal loro punto di vista, di due teenager, con luci ed ombre, la storia di un'amicizia e soprattutto cosa succede quando senti di non appartenere alla società in cui vivi".

Nadia Fall oggi dirige il prestigioso Young Vic Theatre, che ha una programmazione con grandi nomi ma anche tante attività che coinvolgono i ragazzi. "Devo dire che a Londra ci sono tante iniziative per l'inclusione ed è comunque una città internazionale, ma in tante città sulla costa ci sono tensioni fra comunità, non ci sono investimenti nella formazione, nei servizi e niente sembra cambiato rispetto a 10 anni fa. - ha spiegato Fall - E, purtroppo, ci sono politici che soffiano su queste tensioni. E' una vecchia storia, ma questo è il pericolo: i giovani che non si sentono accettati cercheranno sempre una comunità a cui appartenere".

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