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Agenda 2030, le città pilastri per la sostenibilità alimentare

di TMNews venerdì 2 ottobre 2020
4' di lettura

Milano, 2 ott. (askanews) - Le città possono essere proficui laboratori per lo sviluppo di politiche alimentari sostenibili, che garantiscano a tutti il diritto di accesso al cibo sano e nutriente. A patto che anche i governi nazionali armonizzino queste pratiche virtuose in politiche di più ampia portata, così da consentire il raggiungimento degli obiettivi dell'Agenda 2030 dell'Onu. Proprio i centri urbani sono i protagonisti del dibattito "Cibo e città: come accelerare un futuro sostenibile" promosso dalla Fondazione Barilla in occasione del Festival dello sviluppo sostenibile di ASviS. Le ragioni della loro centralità sono innanzitutto nei numeri, a partire dal fatto che oggi oltre la metà della popolazione mondiale vive in contesti urbani.

"La maggior parte del cibo prodotto a livello globale è destinato alle città e la produzione e il consumo rappresenta circa il 13% delle emissioni di gas serra - ha detto Marta Antonelli, dottore di ricerca della Fondazione Barilla - Questi sono trend che sono destinati a crescere perchè entro il 2050 due persone su 3 vivranno in insediamenti urbani e la proiezione è che al 2050 circa l'80% del cibo prodotto sarà consumato in città".

Fin qui numeri e proiezioni. Ma esistono anche evidenze empiriche emerse negli ultimi anni che invitano a focalizzare l'attenzione sulle città. Come ci conferma Roberta Sonnino, docente all'Università di Cardiff: "Le grandi innovazioni di governance alimentare degli ultimi 10 anni arrivano dai contesti urbani dove ovviamente i grandi problemi sono visibili, c'è un senso di urgenza una motivazione ad agire che spesso non si ritrova a livelli più alti di governance".

Quello che le food policy urbane implementate in questi anni mettono in evidenza è un approccio integrato da parte dei governi locali, la capacità di mettere in connessione il sistema alimentare con sistemi più complessi perchè la fame non è mai un problema isolato, come ci ricorda la professoressa Sonnino che lamenta un grande assente in questo percorso verso la sostenibilità: "Quello che è stato estremamente deludente - ha detto - è stata l'assenza totale dei governi nazionali, la completa atrofia, inerzia politica del contesto nazionale che ovviamente crea un gap di governance enorme perchè non è un solo livello di governance che oggi può aiutarci a implementare l'Agenda 2030 o gli obiettivi di sviluppo sostenibile".

Nel vuoto lasciato dai governi centrali, le città che si sono dotate di politiche di sostenibilità alimentare mostrano una maggior resilienza nelle crisi, anche quelle più difficili difficili come quella socio-sanitaria innescata dalla pandemia. In tutti gli altri, il Covid 19 ha sollevato il velo sulle tante debolezze dei sistemi alimentari urbani: "Essere totalmente dipendenti delle importazioni, o totalmente dipendenti dal lavoro degli immigrati nei campi sottopagati e sfruttati e ritrovarsi in una situazione in cui non volano gli aerei per cui non arrivano ne' gli immigrati nei campi ne' tantomeno il cibo dall'esterno ha esposto la fragilità immensa di alcuni sistemi alimentari dove si era completamente perso ogni senso di controllo locale".

Di qui il bisogno di una rilocalizzazione del sistema alimentare, di una riscoperta dell'agricoltura urbana e periurbana che di per sè può non essere sufficiente a soddisfare i fabbisogni della popolazione urbana ma che rappresenta un inizio, la necessità di implementare azioni di lotta allo spreco alimentare, di un sistema di mense scolastiche o caritatevoli sane e sostenibili. Perchè il primo insegnamento da trarre dalla pandemia è proprio questo: "Smettere di cercare di intervenire sui sintomi perchè la soluzione del problema non è il banco alimentare, il banco alimentare fa fronte all'emergenza, lavora sul sintomo non sulle cause, serve un intervento concertato sulla produzione ma allo stesso tempo sull'educazione, sul consumo".

E l'Italia, da grande produttore agricolo europeo che esporta più di 43 miliardi di prodotti alimentari, in tutto questo come è messa? "E' necessario promuovere un approccio all'agricoltura più sostenibile, che sia non solo di conservazione ma anche di rigenerazione delle risorse dalle quali dipendiamo - spiega Antonelli - L'italia vede quindi la necessità di adattare il proprio settore agricolo con approcci di tradizione e innovazione. Oggi solo il 5% dei ragazzi al di sotto dei 35 anni è impiegato in agricoltura e l'età media dell'agricoltore è di 57 anni".

A questo occorre aggiungere i livelli di spreco alimentare, 65 chili pro capite ogni anno, e il crescente problema di una popolazione sovrappeso o obesa, anche tra bambini e adolescenti. Ma questi problemi non devono farci perdere di vista alcuni punti di forza, che visti da un Paese come la Gran Bretagna, da cui ci parla la professoressa Sonnino, appaiono ancora più fondamentali: "Io in Italia vedo la grande speranza della fortuna di un clima che è favorevole all'agricoltura, con una varietà di produzione che altri paesi possono solo sognarsi, vedo una dieta mediterranea che ha abbracciato tutte le classi sociali - osserva Sonnino - Non vedo in Italia quell'enorme sperequazione che c'è in Usa o Uk tra la dieta sostenibile appannaggio di pochissimi e il fast food appannaggio della moltitudine. L'Italia ha una infrastruttura culturale e fisica che si deve difendere con le unghie e con i denti".

E' chiaro dunque che dalla gestione urbana del cibo, dalla produzione allo smaltimento dei rifiuti, dipende la possibilità di centrare molti degli obiettivi di sostenibilità fissati dall'Onu. Proprio per questo il position paper Cibo, città, sostenibilità, del gruppo di lavoro sul Goal 2 di Asvis lancia 10 raccomandazioni rivolte ai policy maker che vanno dalla pianificazione strategica alla costruzione di una cultura del cibo sano, dalla promozione dell'innovazione alla tutela delle fasce più deboli. Per garantire a tutti il diritto a un cibo sano e sostenibile.

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"Inside the experience" di Haier alla Milano Design Week

Milano, 25 apr. (askanews) - In occasione della Milano Design Week, Haier, brand numero uno al mondo per i grandi elettrodomestici, presenta "Inside the Experience": un racconto immersivo e diffuso che trasforma Milano in un Haier Hub. Un ecosistema di spazi, tecnologia e contenuti.

Il progetto ha l'epicentro in Via Bergognone 26, ma si estende poi in altri punti chiave: da Superstudio Maxi, con Invictus Yacht, a Eurocucina con lo stand Arrex - Technology by Haier.

"La Design Week quest'anno, per Haier, ha una grandissima opportunità: quella di far toccare con mano, alle persone che vengono a trovarci, la tecnologia di Haier. L'abbiamo fatto grazie a collaborazioni illustri, a partnership illustri in giro per la città di Milano. Questo è nato dall'esigenza di voler raccontare, in maniera molto semplice, la nostra sofisticata tecnologia" ha dichiarato Emiliano Garofalo, Country Manager Haier Italy.

Andare all'Haier Hub, significa immergersi in un percorso guidato dalla luce, con ambienti pensati per sorprendere e ispirare. C'è una ricca programmazione tra eccellenza, sport, gaming e cultura del cibo, con il coinvolgimento di chef, influencer e protagonisti del mondo dello sport e del design: "A me piace definire la tecnologia Haier una tecnologia invisibile. E' quella tecnologia che aiuta il consumatore nelle esigenze di tutti i giorni. Noi ci mettiamo al servizio del consumatore ed è quello che, grazie a Design Week, grazie alle installazioni in Via Bergognone, quest'anno riusciamo a trasferire. Certamente, le partnership che abbiamo in essere quest'anno, ci aiuteranno tanto in questa missione" ha continuato Garofalo.

Gli appassionati di calcio conosceranno già l'Haier Cam, che regala un POV esclusivo durante le partite. La collaborazione con la Lega Calcio Serie A e con DAZN si concretizza in una cabina di regia dedicata. Parallelamente, Nintendo, in una postazione dedicata, trasforma le Smart TV Haier MiniLED da 75 pollici, in veri e propri portali immersivi con un titolo iconico come "Mario Tennis Fever". A completare la visione di ecosistema connesso e sostenibile è BYD, partner di Haier durante la Design Week, che porta al centro la propria innovazione tecnologica con una riflessione concreta sul rapporto tra casa e mobilità: DOLPHIN SURF si trasforma in una vera e propria fonte di energia per alimentare gli elettrodomestici.

Infine, la cucina si trasforma in spettacolo: gli showcooking, vedono protagonisti chef rinomati come Chiara Pavan e Gennaro Esposito, mentre l'effervescenza di Ferrarelle e le degustazioni esclusive, curate da Antinori, completano la dimensione sensoriale: "E' fondamentale per noi dare diverse chiavi di lettura alla tecnologia. Le persone sono abituate ad usare la tecnologia quotidianamente. Negli elettrodomestici, è molto difficile trasferire quanto la tecnologia possa aiutare quotidianamente la vita di tutti i giorni delle persone" ha concluso Garofalo.

Le soluzioni Haier portano l'innovazione "dentro l'esperienza" quotidiana. La Milano Design Week, quindi, diventa occasione per ospitare eventi di approfondimento sul ruolo della tecnologia nell'abitare domestico, a cui si può partecipare.

TMNews

In Alabama le tagliatelle italiane diventano un rito di benessere

Fairhope (Alabama, Usa), 25 apr. (askanews) - "Gli americani, come noi, hanno bisogno, e penso che sia un momento storico questo importantissimo, hanno bisogno di un'umanità che altrimenti abbiamo perduto. Fare la pasta non è solo il prodotto finito, ma tu verrai in un attimo dalla forchetta, il rumore della forchetta sul tavolo, la manovella della pasta, della macchinetta, le spalle che si rilassano, gli occhi. A tavola non si invecchia, il momento viene fermato, per cui c'è è un modo per non pensare ai problemi di ieri, di oggi, di domani. Crea tanto benessere proprio fisico che qualcuno ha scritto, It is so good to make pasta that we are not ready to let it go".

'È così bello fare la pasta che non siamo pronti a lasciar perdere'. Potrebbe diventare uno slogan, un motto. A tavola tutto si risolve: cucinare è un atto d'amore e se lo si fa insieme, tutto acquista un senso. Ad accoglierci nel suo laboratorio è Marilena Finizza in Rutland, italiana al 100%, sposata con un cittadino americano, trasferitasi in Alabama, nella capitale dello stato, Montgomery, e poi a Fairhope, sulla baia di Mobile, nota per il suo centro artistico, le strade fiorite e i tramonti mozzafiato.

"È tradizione. All'inizio avevo un posto piccolissimo, erano appena 65 metri quadrati, perché non sapevo come sarebbe stata presa questa idea. I miei genitori erano sconvolti: per loro da italiani, lasciare un posto fisso, come manager da 18 anni, per insegnare la cucina italiana era inconcepibile. E invece sta già accadendo. Piace, perché c'è bisogno di nuove esperienze. Poi a chi è che non piace l'Italia? Per me è un circolo che si chiude, specialmente adesso che ho due ragazze all'università per cui sono diventata 'empty nester' (il termine si riferisce a un genitore i cui figli sono cresciuti e se ne sono andati di casa, il che spesso porta alla cosiddetta "sindrome del nido vuoto", ndr) e non mi è piaciuta assolutamente quella solitudine. Mi ha fatto riflettere: perché sono arrivata qua in Alabama? Deve esserci un motivo! Non voglio pensare che ci sia solo capitata", dice.

Marilena non è l'unica italiana giunta a Fairhope e sposata con un americano. Nel suo laboratorio svetta la foto con autografo della campionessa olimpica Arianna Fontana, che pare abbia la suocera in zona.

Finizza con il suo "Mari" condivide e diffonde i valori della buona tavola, perché non solo fa bene la dieta mediterranea: saper fare le tagliatelle è una marcia in più. Ai suoi studenti spiega anche come il movimento delle spalle per impastare rilassi tutto il corpo e sia un anti stress meglio di una Spa. E a noi confida l'orgoglio di essere italiana perché davvero "dà senso" alla sua vita, oltre al fatto che comunque "25 anni fa" è arrivata in Alabama e ora la "fermano per strada": imsomma "Mari" è ormai un "personaggio in una comunità piccola ma molto aperta", a cui piacciono le novità. E ovviamente le tagliatelle.

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Abu Mazen vota alle municipali in Cisgiordania: "Siamo democratici"

Al-Bireh (Cisgiordania), 25 apr. (askanews) - Il presidente palestinese Mahmud Abbas (Abu Mazen) si è recato in una scuola di Al-Bireh per votare alle elezioni municipali in Cisgiordania, le prime dall'inizio della guerra a Gaza.

"Innanzitutto, siamo molto felici di poter esercitare la democrazia nonostante tutte le difficoltà che affrontiamo a livello locale e internazionale", ha commentato ai microfoni di Palestine Tv.

"Possiamo dire al mondo: siamo democratici, crediamo nella democrazia, crediamo nel pluralismo e meritiamo uno Stato palestinese indipendente con Gerusalemme come capitale", ha aggiunto il 90enne presidente dell'Autorità Nazionale Palestinese (ANP) dal 2005 e leader di Fatah, principale partito palestinese.

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25 aprile, Tajani: "Nel mondo troppe dittature che soffocano libertà"

Roma, 25 apr. (askanews) - "Ricordare il 25 aprile, celebrare la festa della Liberazione significa guardare al futuro perchè il seme maligno della dittature non muore mai. Per questo la libertà deve essere difesa ogni giorno": lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, parlando alla stampa a Ferentino, in provincia di Frosinone, ricordando che "noi abbiamo costruito sulle ceneri della II Guerra mondiale un'Italia democratica, libera".

"Abbiamo costruito un'Europa unita e vediamo che purtroppo nel mondo ci sono ancora troppe dittature, troppe autocrazie che soffocano la libertà delle persone - ha aggiunto il ministro - celebrare il 25 aprile significa anche inviare un messaggio, in Italia e nel mondo, perché non accada mai più ciò che è accaduto in passato".

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