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Un'altra strana creatura: torna l'unicorno di Chiara Bersani

di TMNews lunedì 19 ottobre 2020
3' di lettura

Venezia, 19 ott. (askanews) - "Fragile. Sradicato. Perfetta vittima sacrificale per chiunque desideri riempirlo di significati". Per Chiara Bersani l'unicorno è questo tipo di simbolo e lei in Biennale Danza ha deciso di tornare a interpretarlo in questo 2020 consumato dalla pandemia. "Gentle Unicorn" è uno spettacolo che ha la forza e la profondità della sua autrice, che riporta sulla scena ciò che abbiamo dimenticato, soprattutto ora. Per questo non era una impresa facile per l'artista.

"Sono arrivata qua - ha raccontato ad askanews subito dopo lo spettacolo veneziano - pensando che era molto probabile che il lavoro sarebbe stato un fallimento, non era assolutamente detto per me che avrebbe funzionato. Adesso mi sento di dire che non è un fallimento, è un'altra cosa, un'altra creatura strana e adesso dobbiamo un po' conoscerci a vicenda. Però in questo sono molto felice".

La creatura che Chiara Bersani crea sulla scena è un corpo collettivo, una somma di presenza sua - lei che è stata definita vera artista della presenza - e assenza di altro, come le parole per esempio. Ma, nello stesso tempo, il suo lavoro genera un dialogo profondo con il pubblico, vive di questo, attraverso il silenzio. Il tempo del contagio, però, ha rappresentato una ferita per chi, come Chiara, vive con un "corpo non conforme", e questa ferita ha coinvolto la relazione con gli altri.

"Sono state dette parole violente verso i corpi fragili - ci ha raccontato la danzatrice - e io mi domandavo veramente come sarebbe stato riencontrare le persone. E' stato bello, io non sono riuscita a leggervi come vi leggevo prima, quando riuscivo a capire cosa aveva emozionato di più. Questa volta non lo so fare, però mi sembrava che eravamo un po' tutti tristi uguali, un po' tutti spaventati uguali, un po' in questa radura c'era come una nebbiolina ed era un po' di tutti quanti. Quindi credo che sia andata bene".

L'unicorno di Chiara Bersani, questa volta, non ha potuto mischiarsi con il suo pubblico, rimasto al di fuori dello spazio del palcoscenico, anche allargato. E questo, ci sentiamo di dire, per quanto più difficile, ha offerto all'artista la possibilità di raggiungere un'intensità ancora maggiore, una forza che nasce dall'evidenza del suo gesto prima che del suo corpo politico.

Ma la messa in scena di "Gentle Unicron" all'Arsenale ha rappresentato anche qualcosa di diverso per il pubblico, accolto da una lettera in cui l'artista racontava di essere consapevole che ognuno di noi per arrivare alla sala avrebbe dovuto in qualche modo attraversare un bosco, la foresta del Presente, mai come oggi oscura e difficile da decifrare. "Diventare pubblico - ha concluso Chiara Bersani - è una scelta molto più radicale di prima, perché è più faticoso, perché ti mette in una situazione più difficile da gestire. E quindi vedendo tante persone mi è sembrato che stessimo affermando qualcosa insieme".

L'unicorno non parla, ma l'affermazione, quella sì, è stata evidente. L'artista ci ha offerto la cornice e gli strumenti, ha costruito la possibilità di questa affermazione. Il contenuto in parte è venuto da sé, in parte saremo noi, che abbiamo assistito allo spettacolo, a costruirlo, giorno dopo giorno, incontro dopo incontro. Mentre ci riconosciamo tutti tristi uguali.

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"Inside the experience" di Haier alla Milano Design Week

Milano, 25 apr. (askanews) - In occasione della Milano Design Week, Haier, brand numero uno al mondo per i grandi elettrodomestici, presenta "Inside the Experience": un racconto immersivo e diffuso che trasforma Milano in un Haier Hub. Un ecosistema di spazi, tecnologia e contenuti.

Il progetto ha l'epicentro in Via Bergognone 26, ma si estende poi in altri punti chiave: da Superstudio Maxi, con Invictus Yacht, a Eurocucina con lo stand Arrex - Technology by Haier.

"La Design Week quest'anno, per Haier, ha una grandissima opportunità: quella di far toccare con mano, alle persone che vengono a trovarci, la tecnologia di Haier. L'abbiamo fatto grazie a collaborazioni illustri, a partnership illustri in giro per la città di Milano. Questo è nato dall'esigenza di voler raccontare, in maniera molto semplice, la nostra sofisticata tecnologia" ha dichiarato Emiliano Garofalo, Country Manager Haier Italy.

Andare all'Haier Hub, significa immergersi in un percorso guidato dalla luce, con ambienti pensati per sorprendere e ispirare. C'è una ricca programmazione tra eccellenza, sport, gaming e cultura del cibo, con il coinvolgimento di chef, influencer e protagonisti del mondo dello sport e del design: "A me piace definire la tecnologia Haier una tecnologia invisibile. E' quella tecnologia che aiuta il consumatore nelle esigenze di tutti i giorni. Noi ci mettiamo al servizio del consumatore ed è quello che, grazie a Design Week, grazie alle installazioni in Via Bergognone, quest'anno riusciamo a trasferire. Certamente, le partnership che abbiamo in essere quest'anno, ci aiuteranno tanto in questa missione" ha continuato Garofalo.

Gli appassionati di calcio conosceranno già l'Haier Cam, che regala un POV esclusivo durante le partite. La collaborazione con la Lega Calcio Serie A e con DAZN si concretizza in una cabina di regia dedicata. Parallelamente, Nintendo, in una postazione dedicata, trasforma le Smart TV Haier MiniLED da 75 pollici, in veri e propri portali immersivi con un titolo iconico come "Mario Tennis Fever". A completare la visione di ecosistema connesso e sostenibile è BYD, partner di Haier durante la Design Week, che porta al centro la propria innovazione tecnologica con una riflessione concreta sul rapporto tra casa e mobilità: DOLPHIN SURF si trasforma in una vera e propria fonte di energia per alimentare gli elettrodomestici.

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In Alabama le tagliatelle italiane diventano un rito di benessere

Fairhope (Alabama, Usa), 25 apr. (askanews) - "Gli americani, come noi, hanno bisogno, e penso che sia un momento storico questo importantissimo, hanno bisogno di un'umanità che altrimenti abbiamo perduto. Fare la pasta non è solo il prodotto finito, ma tu verrai in un attimo dalla forchetta, il rumore della forchetta sul tavolo, la manovella della pasta, della macchinetta, le spalle che si rilassano, gli occhi. A tavola non si invecchia, il momento viene fermato, per cui c'è è un modo per non pensare ai problemi di ieri, di oggi, di domani. Crea tanto benessere proprio fisico che qualcuno ha scritto, It is so good to make pasta that we are not ready to let it go".

'È così bello fare la pasta che non siamo pronti a lasciar perdere'. Potrebbe diventare uno slogan, un motto. A tavola tutto si risolve: cucinare è un atto d'amore e se lo si fa insieme, tutto acquista un senso. Ad accoglierci nel suo laboratorio è Marilena Finizza in Rutland, italiana al 100%, sposata con un cittadino americano, trasferitasi in Alabama, nella capitale dello stato, Montgomery, e poi a Fairhope, sulla baia di Mobile, nota per il suo centro artistico, le strade fiorite e i tramonti mozzafiato.

"È tradizione. All'inizio avevo un posto piccolissimo, erano appena 65 metri quadrati, perché non sapevo come sarebbe stata presa questa idea. I miei genitori erano sconvolti: per loro da italiani, lasciare un posto fisso, come manager da 18 anni, per insegnare la cucina italiana era inconcepibile. E invece sta già accadendo. Piace, perché c'è bisogno di nuove esperienze. Poi a chi è che non piace l'Italia? Per me è un circolo che si chiude, specialmente adesso che ho due ragazze all'università per cui sono diventata 'empty nester' (il termine si riferisce a un genitore i cui figli sono cresciuti e se ne sono andati di casa, il che spesso porta alla cosiddetta "sindrome del nido vuoto", ndr) e non mi è piaciuta assolutamente quella solitudine. Mi ha fatto riflettere: perché sono arrivata qua in Alabama? Deve esserci un motivo! Non voglio pensare che ci sia solo capitata", dice.

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Finizza con il suo "Mari" condivide e diffonde i valori della buona tavola, perché non solo fa bene la dieta mediterranea: saper fare le tagliatelle è una marcia in più. Ai suoi studenti spiega anche come il movimento delle spalle per impastare rilassi tutto il corpo e sia un anti stress meglio di una Spa. E a noi confida l'orgoglio di essere italiana perché davvero "dà senso" alla sua vita, oltre al fatto che comunque "25 anni fa" è arrivata in Alabama e ora la "fermano per strada": imsomma "Mari" è ormai un "personaggio in una comunità piccola ma molto aperta", a cui piacciono le novità. E ovviamente le tagliatelle.

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Abu Mazen vota alle municipali in Cisgiordania: "Siamo democratici"

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"Innanzitutto, siamo molto felici di poter esercitare la democrazia nonostante tutte le difficoltà che affrontiamo a livello locale e internazionale", ha commentato ai microfoni di Palestine Tv.

"Possiamo dire al mondo: siamo democratici, crediamo nella democrazia, crediamo nel pluralismo e meritiamo uno Stato palestinese indipendente con Gerusalemme come capitale", ha aggiunto il 90enne presidente dell'Autorità Nazionale Palestinese (ANP) dal 2005 e leader di Fatah, principale partito palestinese.

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25 aprile, Tajani: "Nel mondo troppe dittature che soffocano libertà"

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"Abbiamo costruito un'Europa unita e vediamo che purtroppo nel mondo ci sono ancora troppe dittature, troppe autocrazie che soffocano la libertà delle persone - ha aggiunto il ministro - celebrare il 25 aprile significa anche inviare un messaggio, in Italia e nel mondo, perché non accada mai più ciò che è accaduto in passato".

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