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Pakistan, nuovo rinvio in processo a killer reporter decapitato

di TMNews giovedì 22 ottobre 2020
1' di lettura

Milano, 22 ott. (askanews) - La corte suprema del Pakistan ha aggiornato di quattro settimane l'udienza di appello della famiglia del giornalista americano Daniel Pearl: il primo di una lunga serie di cittadini occidentali (e non) decapitati in un video destinato alla propaganda jihadista. La famiglia si è opposta contro l'assoluzione di un uomo pakistano di origine britannica condannato per la decapitazione del giornalista del Wall Street Journal, avvenuta nel 2002.

Il sospettato chiave dell'omicidio di Pearl, Ahmed Omar Saeed Sheikh, e altri tre complici, sono stati condannati all'ergastolo per il loro ruolo nell'efferato omicidio, usato da al Qaeda. Ma ad aprile un tribunale minore pakistano lo ha assolto, una mossa che ha sbalordito il governo degli Stati Uniti, la famiglia di Pearl ma anche il mondo del giornalismo.

L'assoluzione è ora oggetto di appello separato dal governo e dalla famiglia di Pearl, un processo che secondo la legge pakistana potrebbe richiedere anni. Il governo si è opposto al rilascio di Sheikh. Rimarrà in custodia fino alla risoluzione dei ricorsi.

In un'intervista concessa dopo l'eclatante assoluzione ad Angelina Jolie per TIME Magazine Mariane Pearl - moglie del giornalista e madre di suo figlio, che venne alla luce quattro mesi dopo la morte di Pearl - non si abbatte e afferma che: "Le difficoltà tendono a plasmare la vita delle persone, ed è il nostro lavoro come esseri umani a dare loro un significato e chiarire per cosa siamo venuti al mondo".

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"Dobbiamo essere inequivocabili. Le decisioni della Corte, comprese le misure provvisorie, sono vincolanti per le parti di una causa. Il rispetto di queste decisioni non è facoltativo. È un obbligo che discende dalla Carta. Eppure oggi violazioni del diritto internazionale si stanno consumando sotto i nostri occhi".

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