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Confintesa a Dadone: per smart working acceleri atto di indirizzo

di TMNews venerdì 23 ottobre 2020
2' di lettura

Roma, 26 ott. (askanews) - Disinnescare una nascente e dannosa conflittualità e trasformare i decreti della Funzione pubblica sullo smart working in atti di indirizzo da inviare all'Aran per aprire le code contrattuali e regolamentare il lavoro agile nel contratto. È l'appello rivolto da tempo alla ministra per la Pubblica Amministrazione Fabiana Dadone da Confintesa ma che ora più che mai diventa urgente con l'emergenza sanitaria che ha visto rivoluzionato in pochi giorni il modo di lavorare e milioni di italiani ricorerre al lavoro agile.

A spiegarlo è il segretario generale della stessa Confintesa, Francesco Prudenzano: "Noi da mesi stiamo insistendo da mesi con la ministra Fabiana Dadone che in realtà l'operazione tecnicamente più corretta e che non poteva essere elusa da nessuna pubblica amministrazione è quella di avviare delle procedure contrattuali all'Aran che è l'Agenzia che rappresenta le pubbliche amministrazioni e le organizzazioni sindacali rappresentative per firmare una norma che avesse un valore di norma pattizia e non una semplice circolare, un decreto che è un atto regolamentare senza forza di legge che quindi non poteva far fuggire nessuno dalle proprie responsabilità. Noi abbiamo sempre detto dall'inizio facciamo un atto di indirizzo all'Aran, sviluppiamo il discorso contrattuale e facciamo delle norme che possano essere obbligatorie per tutti sia per la questione smart working sia per la questione collegata che è l'emergenza sanitaria".

Una richiesta costata al sindacato l'accusa di intransigenza e che ha portato alla firma di un protocollo da parte di tutte le organizzazioni sindacali tranne appunto Confintesa che ha fatto ricorso al Tar chiedendo l'annullamento del protocollo, sottolinea Prudenzano.

"A noi sta anche bene avere un incontro interlocutorio sicuramente utile, di tipo politico con il ministro ma deve finire dopo di che ci deve essere un passaggio nelle forme predisposte per legge e questo non è avvenuto per mesi. Noi abbiamo ricorso anche al Tar per annullare uno dei provvedimenti fatti perchè al momento della firma noi non siamo stati convocati, sono stati convocati altri perchè noi avevamo eccepito appunto queste osservazioni e questo non è un comportamento istituzionale, cosa posso dire, poi possiamo dire che siamo offesi ma non voglio dire che siamo offesi però non è un comportamneto istituzionale e ora questa decisione riserva al Tar e vediamo cosa diranno e ne prenderemo atto".

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"Se hai davvero bisogno di un monitoraggio 24 ore su 24, 7 giorni su 7 e devi fare un ECG, e poi ti viene detto: i tuoi parametri sono tali che il tuo cuore potrebbe fermarsi da un momento all'altro, a quel punto hai due opzioni. Forse alcune persone si arrendono e dicono: Beh, questo è tutto, è finita"; oppure, nel mio caso, non ho mai avuto l'intenzione o la volontà di morire. Davvero non ho mai voluto morire. Quindi ho pensato: uffa, questo non va bene. E ho visto anche la disperazione di Bart e la tristezza dei bambini" ha detto.

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