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Fondaz. Intesa Sanpaolo Onlus: assegnate borse studio umanistiche

di TMNews venerdì 4 dicembre 2020
2' di lettura

Milano, 4 dic. (askanews) - La Fondazione Intesa Sanpaolo Onlus ha assegnato questa mattina, in un'inedita cerimonia di premiazione virtuale, cinque borse di studio destinate a dottorati in discipline umanistiche, per un ammontare complessivo di 375.000 euro. I progetti candidati in questa quarta edizione sono stati 57 da 31 università italiane. Premiate le università di Bari, Firenze, Genova, Milano, e Venezia.

In dodici anni di attività della Fondazione Intesa Sanpaolo Onlus, sono stati erogati oltre 7,3 milioni di euro per il diritto allo studio universitario. Quasi 2.600 gli studenti che ne hanno beneficiato partecipando alle oltre 90 iniziative bandite in più di 40 Atenei statali italiani. Anche per il prossimo anno accademico, la Fondazione ha confermato lo stanziamento di 375.000 euro per supportare la quinta edizione dell'iniziativa.

Le borse di studio prevedono percorsi di ricerca della durata di tre anni finalizzati a valorizzare, promuovere e diffondere la conoscenza del patrimonio culturale italiano, con particolare attenzione ai temi di grande attualità come l'inclusione, la comunicazione e i linguaggi.

"Siamo convinti - ha dichiarato presidente della Fondazione Intesa Sanpaolo Onlus, Claudio Angelo Graziano - che investire nell'alta formazione di giovani meritevoli significhi investire sul futuro del nostro Paese, per dare un segnale di fiducia e contribuire alla ripartenza dopo questi mesi difficili. In particolare, con il sostegno ai dottorati di ricerca in discipline umanistiche, la Fondazione vuole focalizzare l'attenzione nei confronti della ricchezza della nostra cultura che, oltre ad essere una grande eredità, può costituire anche un'importante opportunità di crescita e sviluppo professionale per i giovani".

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"La barca aveva chiamato Alarm Phone, che ha mandato una segnalazione alle 3:53, ora italiana. All'alba abbiamo individuato il gommone in pericolo direttamente dal ponte di comando della nave, abbiamo quindi messo i nostri mezzi di soccorso in acqua e ci siamo avvicinati. Abbiamo realizzato l'intervento nelle acque internazionali della zona SAR libica, ha spiegato Jonathan Nanì La Terra, capomissione della Life Support di Emergency. "Oltre a tutte le difficoltà legate alla forte limitazione dei soccorsi multipli, ai fermi amministrativi e alla pratica di assegnare porti lontani, che aumenta le sofferenze dei naufraghi e ci tiene lontani dall'area operativa dove sappiamo c'è drammatico bisogno di navi di ricerca e soccorso, sta diventando anche molto difficile fare soccorsi nella zona Sar libica per la forte presenza della Guardia costiera libica e delle loro intercettazioni e respingimenti illegali verso le coste libiche", ha aggiunto.

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