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Arte contemporanea, ovvero allontanare il presente per capirlo

di TMNews giovedì 10 dicembre 2020
3' di lettura

Milano, 11 dic. (askanews) - Il tempo della pandemia è, per definizione, un tempo del continuo presente, dell'evoluzione degli eventi, dei picchi e delle curve, dei dati quotidiani. E' insomma un tempo di contemporaneità, al quale, benché i musei restino chiusi, l'arte contemporanea sta già fornendo degli strumenti interpretativi, legati proprio al modo in cui certe opere stanno nel mondo. Ripensando oggi a mostre, come per esempio quella di Juan Munoz in Pirelli HangarBicocca alcuni anni fa, oppure ai lavori di Tino Seghal, che hanno l'ambizione dichiarata di non esistere come oggetti, si capisce come il contemporaneo implichi una presa di distanza, che diventa automaticamente un atto di consapevole responsabilità, che ha la forza di abbattere il superfluo e gran parte delle sovrastrutture, facendo dell'artista, in un certo senso, un estraneo a se stesso.

Proprio per questo allora in grado di cogliere e vivere fino in fondo la dimensione del proprio presente, nella quale resta ovviamente calato, ma che guarda come se fosse lontano, più lontano ancora. Continuando, come ci ha detto Alberto Garutti anni fa, quella ricerca inesausta di nuove prospettive. 'L'arte ha la sua ragion d'essere in questo bisogno di superare limiti, di andare oltre una certa soglia'.

La soglia, oggi, è la pandemia, talvolta sono proprio 'gli altri', e nel momento in cui tendiamo a richiuderci su noi stessi, ecco che occorre adottare delle negoziazioni costanti tra noi e ciò che chiamiamo realtà. E, ancora una volta, anche in questo senso, gli artisti contemporanei ci offrono un metodo, che sia quello di Philippe Parreno, che ricostruisce un mondo fatto di luci e suoni e apparizioni, nel quale il concetto di negoziazione è cruciale e spalanca nuove ed enormi possibilità, oppure sia quello di Anne Imhof, che qualche anno fa in Biennale a Venezia aveva mostrato con il suo 'Faust' le condizioni di possibilità e contestuale impossibilità di una narrazione che non fosse plurale e compromissoria. Perché, come ci insegna la Teoria dei quanti, la realtà esiste solo nel momento in cui ci interagiamo. E anche questa è una lezione per il nostro tempo pandemico.

Tempo, comunque, che a un certo punto riprenderà a scorrere fuori dal territorio dell'emergenza, riportandoci nelle mostre, nei musei, alla Biennale per l'appunto, dove l'anno prossimo aspettiamo la mostra di Architettura curata da Hashim Sarkis che si è domandato, fin da prima del Covid, come si può vivere insieme. 'Non abbiamo scelta - ci ha ribadito l'architetto - se vogliamo continuare a vivere, dobbiamo farlo insieme'.

L'idea che passa, che ci attraversa in qualche modo, è insomma quella di una processualità, che passa attraverso la continua ridefinizione dei corpi, per esempio in Joan Jonas o in Kara Walker, ma anche nei film di Arthur Jafa o nelle installazioni di Theaster Gates, che ha ricostruito i negozi che il realismo capitalista, per dirla con Mark Fisher, aveva distrutto. E anche da qui, da questo continuo processo di rimodellazione e rinegoziazione delle condizioni del nostro stare di fronte all'arte e di conseguenza anche al mondo, passa una della qualità del contemporaneo: la sua mobilità che, nelle parole di Cecilia Alemani direttore della Biennale Arte del 2022, è anche uno strumento per relativizzare il presente estremo. 'Siamo passati da ben peggio di quello che sta succedendo adesso - ci ha detto parlando della Mostra che verrà - e l'arte è uno degli strumenti per rimettersi in piedi e guardare al futuro'.

Quello che il contemporaneo ci può aiutare a dire, oggi, è che in quel futuro, quale che sia, noi ci saremo, a occhi aperti. Anche nel buio e misterioso sotterraneo che aveva immaginato Munoz a Londra e a Milano.

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"Inside the experience" di Haier alla Milano Design Week

Milano, 25 apr. (askanews) - In occasione della Milano Design Week, Haier, brand numero uno al mondo per i grandi elettrodomestici, presenta "Inside the Experience": un racconto immersivo e diffuso che trasforma Milano in un Haier Hub. Un ecosistema di spazi, tecnologia e contenuti.

Il progetto ha l'epicentro in Via Bergognone 26, ma si estende poi in altri punti chiave: da Superstudio Maxi, con Invictus Yacht, a Eurocucina con lo stand Arrex - Technology by Haier.

"La Design Week quest'anno, per Haier, ha una grandissima opportunità: quella di far toccare con mano, alle persone che vengono a trovarci, la tecnologia di Haier. L'abbiamo fatto grazie a collaborazioni illustri, a partnership illustri in giro per la città di Milano. Questo è nato dall'esigenza di voler raccontare, in maniera molto semplice, la nostra sofisticata tecnologia" ha dichiarato Emiliano Garofalo, Country Manager Haier Italy.

Andare all'Haier Hub, significa immergersi in un percorso guidato dalla luce, con ambienti pensati per sorprendere e ispirare. C'è una ricca programmazione tra eccellenza, sport, gaming e cultura del cibo, con il coinvolgimento di chef, influencer e protagonisti del mondo dello sport e del design: "A me piace definire la tecnologia Haier una tecnologia invisibile. E' quella tecnologia che aiuta il consumatore nelle esigenze di tutti i giorni. Noi ci mettiamo al servizio del consumatore ed è quello che, grazie a Design Week, grazie alle installazioni in Via Bergognone, quest'anno riusciamo a trasferire. Certamente, le partnership che abbiamo in essere quest'anno, ci aiuteranno tanto in questa missione" ha continuato Garofalo.

Gli appassionati di calcio conosceranno già l'Haier Cam, che regala un POV esclusivo durante le partite. La collaborazione con la Lega Calcio Serie A e con DAZN si concretizza in una cabina di regia dedicata. Parallelamente, Nintendo, in una postazione dedicata, trasforma le Smart TV Haier MiniLED da 75 pollici, in veri e propri portali immersivi con un titolo iconico come "Mario Tennis Fever". A completare la visione di ecosistema connesso e sostenibile è BYD, partner di Haier durante la Design Week, che porta al centro la propria innovazione tecnologica con una riflessione concreta sul rapporto tra casa e mobilità: DOLPHIN SURF si trasforma in una vera e propria fonte di energia per alimentare gli elettrodomestici.

Infine, la cucina si trasforma in spettacolo: gli showcooking, vedono protagonisti chef rinomati come Chiara Pavan e Gennaro Esposito, mentre l'effervescenza di Ferrarelle e le degustazioni esclusive, curate da Antinori, completano la dimensione sensoriale: "E' fondamentale per noi dare diverse chiavi di lettura alla tecnologia. Le persone sono abituate ad usare la tecnologia quotidianamente. Negli elettrodomestici, è molto difficile trasferire quanto la tecnologia possa aiutare quotidianamente la vita di tutti i giorni delle persone" ha concluso Garofalo.

Le soluzioni Haier portano l'innovazione "dentro l'esperienza" quotidiana. La Milano Design Week, quindi, diventa occasione per ospitare eventi di approfondimento sul ruolo della tecnologia nell'abitare domestico, a cui si può partecipare.

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In Alabama le tagliatelle italiane diventano un rito di benessere

Fairhope (Alabama, Usa), 25 apr. (askanews) - "Gli americani, come noi, hanno bisogno, e penso che sia un momento storico questo importantissimo, hanno bisogno di un'umanità che altrimenti abbiamo perduto. Fare la pasta non è solo il prodotto finito, ma tu verrai in un attimo dalla forchetta, il rumore della forchetta sul tavolo, la manovella della pasta, della macchinetta, le spalle che si rilassano, gli occhi. A tavola non si invecchia, il momento viene fermato, per cui c'è è un modo per non pensare ai problemi di ieri, di oggi, di domani. Crea tanto benessere proprio fisico che qualcuno ha scritto, It is so good to make pasta that we are not ready to let it go".

'È così bello fare la pasta che non siamo pronti a lasciar perdere'. Potrebbe diventare uno slogan, un motto. A tavola tutto si risolve: cucinare è un atto d'amore e se lo si fa insieme, tutto acquista un senso. Ad accoglierci nel suo laboratorio è Marilena Finizza in Rutland, italiana al 100%, sposata con un cittadino americano, trasferitasi in Alabama, nella capitale dello stato, Montgomery, e poi a Fairhope, sulla baia di Mobile, nota per il suo centro artistico, le strade fiorite e i tramonti mozzafiato.

"È tradizione. All'inizio avevo un posto piccolissimo, erano appena 65 metri quadrati, perché non sapevo come sarebbe stata presa questa idea. I miei genitori erano sconvolti: per loro da italiani, lasciare un posto fisso, come manager da 18 anni, per insegnare la cucina italiana era inconcepibile. E invece sta già accadendo. Piace, perché c'è bisogno di nuove esperienze. Poi a chi è che non piace l'Italia? Per me è un circolo che si chiude, specialmente adesso che ho due ragazze all'università per cui sono diventata 'empty nester' (il termine si riferisce a un genitore i cui figli sono cresciuti e se ne sono andati di casa, il che spesso porta alla cosiddetta "sindrome del nido vuoto", ndr) e non mi è piaciuta assolutamente quella solitudine. Mi ha fatto riflettere: perché sono arrivata qua in Alabama? Deve esserci un motivo! Non voglio pensare che ci sia solo capitata", dice.

Marilena non è l'unica italiana giunta a Fairhope e sposata con un americano. Nel suo laboratorio svetta la foto con autografo della campionessa olimpica Arianna Fontana, che pare abbia la suocera in zona.

Finizza con il suo "Mari" condivide e diffonde i valori della buona tavola, perché non solo fa bene la dieta mediterranea: saper fare le tagliatelle è una marcia in più. Ai suoi studenti spiega anche come il movimento delle spalle per impastare rilassi tutto il corpo e sia un anti stress meglio di una Spa. E a noi confida l'orgoglio di essere italiana perché davvero "dà senso" alla sua vita, oltre al fatto che comunque "25 anni fa" è arrivata in Alabama e ora la "fermano per strada": imsomma "Mari" è ormai un "personaggio in una comunità piccola ma molto aperta", a cui piacciono le novità. E ovviamente le tagliatelle.

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Abu Mazen vota alle municipali in Cisgiordania: "Siamo democratici"

Al-Bireh (Cisgiordania), 25 apr. (askanews) - Il presidente palestinese Mahmud Abbas (Abu Mazen) si è recato in una scuola di Al-Bireh per votare alle elezioni municipali in Cisgiordania, le prime dall'inizio della guerra a Gaza.

"Innanzitutto, siamo molto felici di poter esercitare la democrazia nonostante tutte le difficoltà che affrontiamo a livello locale e internazionale", ha commentato ai microfoni di Palestine Tv.

"Possiamo dire al mondo: siamo democratici, crediamo nella democrazia, crediamo nel pluralismo e meritiamo uno Stato palestinese indipendente con Gerusalemme come capitale", ha aggiunto il 90enne presidente dell'Autorità Nazionale Palestinese (ANP) dal 2005 e leader di Fatah, principale partito palestinese.

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25 aprile, Tajani: "Nel mondo troppe dittature che soffocano libertà"

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"Abbiamo costruito un'Europa unita e vediamo che purtroppo nel mondo ci sono ancora troppe dittature, troppe autocrazie che soffocano la libertà delle persone - ha aggiunto il ministro - celebrare il 25 aprile significa anche inviare un messaggio, in Italia e nel mondo, perché non accada mai più ciò che è accaduto in passato".

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