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Lotta all'Antibiotico-resistenza, servono misure urgenti

di TMNews venerdì 18 dicembre 2020
3' di lettura

Roma, 22 dic. (askanews) - Porre concretamente al centro la lotta all'antibiotico-resistenza, puntando su diagnostica rapida, nuovi antibiotici e task force multidisciplinari. Sono queste le azioni contenute nel nuovo Documento di consenso per la gestione nel paziente fragile. Elementi chiave da acquisire per proteggere i pazienti più esposti ai rischi spesso fatali derivanti dall'antibiotico-resistenza, una delle maggiori criticità per la sanità pubblica a livello mondiale e particolarmente grave nel nostro Paese. Da qui il Documento di Consenso "Azioni condivise per il contrasto all'Antimicrobico resistenza nel paziente fragile", frutto del tavolo di confronto multi-disciplinare cui hanno preso parte i rappresentanti delle maggiori Società Scientifiche nell'ambito dell'infettivologia. Obiettivo comprendere quelle che sono ad oggi le priorità di azione per una migliore gestione del paziente fragile soggetto a resistenza batterica e che è colui che versa nella condizione più critica nonostante la presenza di modelli efficienti e terapie adeguate. Va innanzitutto migliorato il quadro regolatorio di accesso ai nuovi antibiotici, insieme alla definizione di linee guida nazionali sulla diagnostica, con criteri chiari che permettano a tutti gli ospedali di identificare le terapie corrette per i pazienti. Come conferma il professor Matteo Bassetti, Presidente della Società italiana di terapia antinfettiva e Ordinario di Malattie Infettive presso l'Università di Genova: "Purtroppo l'Italia è in cima a tutte le classifiche per numero e per quantità di infezioni da batteri multiresistenti, c'è un report di due anni fa pubblicato da parte di Cassini in cui si fa vedere come siamo i primi per infezioni ospedaliere da germi multiresistenti agli antibiotici e primi come numero di morti. Bisogna quindi lavorare meglio cercando di usare meglio gli antibiotici, che non vuol dire non usarli ma usarli quando servono e usarli quando veramente funzionano e sono i farmaci migliori per quel paziente".

"Noi dobbiamo evidentemente fare un lavoro su due piani: da una parte cercare di evitare l'uso degli antibiotici quando non servano, ed oggi in epoca covid si è rivelato in maniera evidente. Dall'altra parte se ci sono dei nuovi antibiotici che funzionano meglio rispetto a quelli tradizionali questi nuovi antibiotici devono essere utilizzati. Purtroppo oggi questi antibiotici vengono approvati, magari in una piccola nicchia e invece ne ho bisogno per un'infezione in un altro distretto su un altro germe sul quale quell'antibiotico funziona. Bisognerebbe riuscire a far sì che questi nuovi antibiotici fossero usati tra virgolette sempre in maniera appropriata ma un pochino più estensivamente e liberamente almeno nei pazienti critici che abbiano un quadro in cui l'infezione può rivelarsi veramente mortale".

Nonostante vi siano oggi nuove opportunità terapeutiche che permetterebbero di salvare molte vite, si riscontrano dunque ancora molte barriere all'accesso ai nuovi antibiotici, nessuno dei quali ha ricevuto la cosiddetta innovatività, che riconosce le specificità proprie di queste molecole. Francesco Menichetti, Presidente del Gruppo italiano per la stewardship antimicrobica e Professore di Malattie Infettive presso l'Università di Pisa:

"Quella della resistenza antimicrobica è una emergenza sanitaria planetaria. Si stima che nel 2050 se non saremo in grado di metterci riparo avrà generato 50 milioni di morti, molti più che il cancro. Il problema è che la resistenza agli antibiotici è generata da due driver importanti: l'abuso di antibiotici che vengono utilizzati senza alcuna necessità, ultimo esempio proprio quello della pandemia di Covid-19, l'altro la mancanza di adesione alle buone pratiche assistenziali, che sono quelle che impediscono a un germe resistente di passare da un paziente a un altro".

"I nuovi antibiotici non sono alla portata di tutti, sono riservati ad alcuni specialisti e quindi si rischia che il paziente grave, fragile, possa essere deprivato di un importante presidio come appunto quello dei nuovi farmaci".

Per Menichetti urge quindi un intervento delle istituzioni: "Noi abbiamo sollecitato e ottenuto un incontro con il comitato tecnico-scientifico di Aifa per cercare di porre all'ordine del giorno il problema. I nuovi antibiotici non sono considerati farmaci innovativi e non ricevono quindi l'allocazione di risorse che hanno ricevuto altri farmaci, per esempio quelli contro l'epatite C. In più sono subordinati alla scheda Aifa che ne rende esclusivo l'uso allo specialista infettivologo o a un delegato del Cio e questo è un collo di bottiglia che può essere pericoloso per i pazienti fragili che in realtà possono essere osservati in qualunque ospedale, non solo in quelli che hanno la specialità infettivologica presente, a tutte le ore del giorno e della notte, tutti i giorni di tutto l'anno".

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"Inside the experience" di Haier alla Milano Design Week

Milano, 25 apr. (askanews) - In occasione della Milano Design Week, Haier, brand numero uno al mondo per i grandi elettrodomestici, presenta "Inside the Experience": un racconto immersivo e diffuso che trasforma Milano in un Haier Hub. Un ecosistema di spazi, tecnologia e contenuti.

Il progetto ha l'epicentro in Via Bergognone 26, ma si estende poi in altri punti chiave: da Superstudio Maxi, con Invictus Yacht, a Eurocucina con lo stand Arrex - Technology by Haier.

"La Design Week quest'anno, per Haier, ha una grandissima opportunità: quella di far toccare con mano, alle persone che vengono a trovarci, la tecnologia di Haier. L'abbiamo fatto grazie a collaborazioni illustri, a partnership illustri in giro per la città di Milano. Questo è nato dall'esigenza di voler raccontare, in maniera molto semplice, la nostra sofisticata tecnologia" ha dichiarato Emiliano Garofalo, Country Manager Haier Italy.

Andare all'Haier Hub, significa immergersi in un percorso guidato dalla luce, con ambienti pensati per sorprendere e ispirare. C'è una ricca programmazione tra eccellenza, sport, gaming e cultura del cibo, con il coinvolgimento di chef, influencer e protagonisti del mondo dello sport e del design: "A me piace definire la tecnologia Haier una tecnologia invisibile. E' quella tecnologia che aiuta il consumatore nelle esigenze di tutti i giorni. Noi ci mettiamo al servizio del consumatore ed è quello che, grazie a Design Week, grazie alle installazioni in Via Bergognone, quest'anno riusciamo a trasferire. Certamente, le partnership che abbiamo in essere quest'anno, ci aiuteranno tanto in questa missione" ha continuato Garofalo.

Gli appassionati di calcio conosceranno già l'Haier Cam, che regala un POV esclusivo durante le partite. La collaborazione con la Lega Calcio Serie A e con DAZN si concretizza in una cabina di regia dedicata. Parallelamente, Nintendo, in una postazione dedicata, trasforma le Smart TV Haier MiniLED da 75 pollici, in veri e propri portali immersivi con un titolo iconico come "Mario Tennis Fever". A completare la visione di ecosistema connesso e sostenibile è BYD, partner di Haier durante la Design Week, che porta al centro la propria innovazione tecnologica con una riflessione concreta sul rapporto tra casa e mobilità: DOLPHIN SURF si trasforma in una vera e propria fonte di energia per alimentare gli elettrodomestici.

Infine, la cucina si trasforma in spettacolo: gli showcooking, vedono protagonisti chef rinomati come Chiara Pavan e Gennaro Esposito, mentre l'effervescenza di Ferrarelle e le degustazioni esclusive, curate da Antinori, completano la dimensione sensoriale: "E' fondamentale per noi dare diverse chiavi di lettura alla tecnologia. Le persone sono abituate ad usare la tecnologia quotidianamente. Negli elettrodomestici, è molto difficile trasferire quanto la tecnologia possa aiutare quotidianamente la vita di tutti i giorni delle persone" ha concluso Garofalo.

Le soluzioni Haier portano l'innovazione "dentro l'esperienza" quotidiana. La Milano Design Week, quindi, diventa occasione per ospitare eventi di approfondimento sul ruolo della tecnologia nell'abitare domestico, a cui si può partecipare.

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In Alabama le tagliatelle italiane diventano un rito di benessere

Fairhope (Alabama, Usa), 25 apr. (askanews) - "Gli americani, come noi, hanno bisogno, e penso che sia un momento storico questo importantissimo, hanno bisogno di un'umanità che altrimenti abbiamo perduto. Fare la pasta non è solo il prodotto finito, ma tu verrai in un attimo dalla forchetta, il rumore della forchetta sul tavolo, la manovella della pasta, della macchinetta, le spalle che si rilassano, gli occhi. A tavola non si invecchia, il momento viene fermato, per cui c'è è un modo per non pensare ai problemi di ieri, di oggi, di domani. Crea tanto benessere proprio fisico che qualcuno ha scritto, It is so good to make pasta that we are not ready to let it go".

'È così bello fare la pasta che non siamo pronti a lasciar perdere'. Potrebbe diventare uno slogan, un motto. A tavola tutto si risolve: cucinare è un atto d'amore e se lo si fa insieme, tutto acquista un senso. Ad accoglierci nel suo laboratorio è Marilena Finizza in Rutland, italiana al 100%, sposata con un cittadino americano, trasferitasi in Alabama, nella capitale dello stato, Montgomery, e poi a Fairhope, sulla baia di Mobile, nota per il suo centro artistico, le strade fiorite e i tramonti mozzafiato.

"È tradizione. All'inizio avevo un posto piccolissimo, erano appena 65 metri quadrati, perché non sapevo come sarebbe stata presa questa idea. I miei genitori erano sconvolti: per loro da italiani, lasciare un posto fisso, come manager da 18 anni, per insegnare la cucina italiana era inconcepibile. E invece sta già accadendo. Piace, perché c'è bisogno di nuove esperienze. Poi a chi è che non piace l'Italia? Per me è un circolo che si chiude, specialmente adesso che ho due ragazze all'università per cui sono diventata 'empty nester' (il termine si riferisce a un genitore i cui figli sono cresciuti e se ne sono andati di casa, il che spesso porta alla cosiddetta "sindrome del nido vuoto", ndr) e non mi è piaciuta assolutamente quella solitudine. Mi ha fatto riflettere: perché sono arrivata qua in Alabama? Deve esserci un motivo! Non voglio pensare che ci sia solo capitata", dice.

Marilena non è l'unica italiana giunta a Fairhope e sposata con un americano. Nel suo laboratorio svetta la foto con autografo della campionessa olimpica Arianna Fontana, che pare abbia la suocera in zona.

Finizza con il suo "Mari" condivide e diffonde i valori della buona tavola, perché non solo fa bene la dieta mediterranea: saper fare le tagliatelle è una marcia in più. Ai suoi studenti spiega anche come il movimento delle spalle per impastare rilassi tutto il corpo e sia un anti stress meglio di una Spa. E a noi confida l'orgoglio di essere italiana perché davvero "dà senso" alla sua vita, oltre al fatto che comunque "25 anni fa" è arrivata in Alabama e ora la "fermano per strada": imsomma "Mari" è ormai un "personaggio in una comunità piccola ma molto aperta", a cui piacciono le novità. E ovviamente le tagliatelle.

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Abu Mazen vota alle municipali in Cisgiordania: "Siamo democratici"

Al-Bireh (Cisgiordania), 25 apr. (askanews) - Il presidente palestinese Mahmud Abbas (Abu Mazen) si è recato in una scuola di Al-Bireh per votare alle elezioni municipali in Cisgiordania, le prime dall'inizio della guerra a Gaza.

"Innanzitutto, siamo molto felici di poter esercitare la democrazia nonostante tutte le difficoltà che affrontiamo a livello locale e internazionale", ha commentato ai microfoni di Palestine Tv.

"Possiamo dire al mondo: siamo democratici, crediamo nella democrazia, crediamo nel pluralismo e meritiamo uno Stato palestinese indipendente con Gerusalemme come capitale", ha aggiunto il 90enne presidente dell'Autorità Nazionale Palestinese (ANP) dal 2005 e leader di Fatah, principale partito palestinese.

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25 aprile, Tajani: "Nel mondo troppe dittature che soffocano libertà"

Roma, 25 apr. (askanews) - "Ricordare il 25 aprile, celebrare la festa della Liberazione significa guardare al futuro perchè il seme maligno della dittature non muore mai. Per questo la libertà deve essere difesa ogni giorno": lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, parlando alla stampa a Ferentino, in provincia di Frosinone, ricordando che "noi abbiamo costruito sulle ceneri della II Guerra mondiale un'Italia democratica, libera".

"Abbiamo costruito un'Europa unita e vediamo che purtroppo nel mondo ci sono ancora troppe dittature, troppe autocrazie che soffocano la libertà delle persone - ha aggiunto il ministro - celebrare il 25 aprile significa anche inviare un messaggio, in Italia e nel mondo, perché non accada mai più ciò che è accaduto in passato".

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