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Concerto al Museo Faberge di San Pietroburgo incanta online

di TMNews lunedì 28 dicembre 2020
1' di lettura

Milano, 28 dic. (askanews) - Mezzo milione di spettatori online per un evento dell'arte e della cultura. Stagioni Russe, progetto del Cremlino - sul modello di Serghej Diaghilev, l'impresario che all'inizio del XX secolo fece conoscere il balletto e l'arte russa all'estero - ha proposto un "Concerto di Natale" online unendo opera, balletto, letteratura e molto altro. L'arredamento maestoso del Palazzo Naryshkin-Shuvalov, che ospita anche il Museo Fabergé a San Pietroburgo, ha fatto da palcoscenico.

Per la prima volta, gli artisti del Teatro Mariinsky hanno eseguito una nuova coreografia "Daphnis e Chloé", combinata con gli elementi di una nuova performance sulla musica del compositore francese Darius Milhaud. Il coreografo e ballerino Vladimir Varnava ha improvvisato sulla scalinata principale del museo. Elena Stikhina (soprano), solista del Teatro Mariinsky si è esibita come anche il pianista tedesco Nikolaus Rexroth, nonchè i vincitori del Concorso Internazionale Tchaikovsky, la flautista Sofia Viland e il trombettista Timur Martynov su brani di Bach e Beethoven. Ma la vera sorpresa è stato l'ensemble di percussioni del Teatro Mariinsky, Renaissance Percussion che ha eseguito arrangiamenti insoliti di Jingle Bell. Nonchè i piccoli grandi talenti: Mikhail Pirozhenko (pianoforte) 10 anni, Vasily Pautov (trombone) 14 anni, Andrey Fedorov (trombone) 15 anni e Ruslan Porvin (pianoforte).

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La partenza del cacciatorpediniere Type 45 dal suo porto di Portsmouth avviene il giorno dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che la guerra, iniziata il 28 febbraio, finirà "presto" e ha criticato la posizione del premier britannico Starmer: "Avrebbe dovuto aiutare", ha detto, aggiungendo che gli Usa non ne hanno più bisogno.

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In mezzo a questa guerra su vasta scala che paralizza il Golfo e indebolisce l'Iran economicamente e militarmente, i curdi iraniani potrebbero diventare il tallone d'Achille decisivo per il regime, con le dichiarazioni (forse volutamente) contraddittorie della Casa Bianca che alimentano speculazioni su un possibile appoggio Usa, amplificando le pressioni esterne.

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