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Governo, Conte: nato su valori Costituzione, vocazione europeista

di TMNews lunedì 18 gennaio 2021
1' di lettura

Roma, 18 gen. (askanews) - "All'inizio di questa esperienza di governo, il 9 settembre 2019 prefigurai un chiaro progetto politico per il Paese, precisai che il programma non si poteva risolvere in una mera elencazione di proposte eterogenee o nella sterile sommatoria di posizioni assunte dalle forze di maggioranza, già allora ero consapevole che l'alleanza tra formazioni provenienti da storie, esperienze, culture diverse che in passato si erano contrapposte in modo aspro, poteva nascere solo sulla base di due discriminanti fondamentali: un convinto ancoraggio ai valori costituzionali, persona, lavoro uguaglianza, tutela ambiente e la solida vocazione europeista del paese per consentire all'Italia di tornare protagonista dello scenario europeo e per fare recuperare all'Ue il ruolo di leadership che le spetta". Lo ha detto il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, intervenendo in Aula alla Camera per le comunicazioni sulla fiducia al governo.

"Ancora dopo più di un anno, a riguardare i 29 punti programmatici, in quel progetto che abbiamo delineato insieme c'era visione, c'era una forte spinta ideale, c'era un chiaro investimento di fiducia. Si è complicato a inizio 2020 perché si è dovuto misurare con l'uragano della pandemia che ha sconvolto la nostra società, le nostre abitudini di vita, le relazioni. Stiamo affrontando una sfida di portata epocale, ci stiamo misurando con l'esigenza di definire linee ricostruttive segnate da paure primordiali". Ha continuato il premier Giuseppe Conte, nel corso delle comunicazioni in aula alla Camera.

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Iran, Mauro (Ex Ministro Difesa): riarmo europeo sta accelerando

Roma, 11 mar. (askanews) - "Sei Paesi europei - tra cui Svezia e Finlandia, ormai usciti dalla tradizione di neutralità, insieme ai tre Paesi baltici e alla Polonia - hanno deciso di uscire dalla Convenzione di Ottawa che disciplina l'utilizzo delle mine antiuomo . Lo ha detto Mario Mauro, già ministro della Difesa, intervenendo in collegamento a Largo Chigi, format di Urania News. La Danimarca ha inoltre approvato un disegno di legge che introduce la coscrizione militare obbligatoria anche per le donne. Una misura che nel contesto italiano sarebbe difficilmente immaginabile, ma che nei Paesi scandinavi viene considerata coerente con una nuova impostazione della sicurezza europea e con il rafforzamento del rapporto di difesa con il Regno Unito". Secondo Mauro, questi segnali indicano un cambiamento strutturale nella postura strategica del continente: "L'Europa è costretta a superare una lunga fase di immaturità sul piano della sicurezza. Le istituzioni dell'Unione non dispongono ancora degli strumenti necessari per costruire un vero sistema europeo di difesa, ma il processo di rafforzamento militare è già in corso. Il riarmo tedesco procede molto rapidamente e anche l'Italia è coinvolta in programmi strategici, come quelli sulla missilistica a lungo raggio. È probabile che l'approccio geopolitico delle prossime generazioni sarà diverso da quello che abbiamo conosciuto finora: passeremo da una geopolitica centrata esclusivamente sulla pace a una visione più realistica della sicurezza internazionale. In questo scenario serve anche un protagonismo italiano", ha concluso.

TMNews

Pecoraro Scanio: da Firenze la sfida dell'agricoltura Ecodigital

Firenze, 11 mar. (askanews) - "L'agricoltura innovativa ed Ecodigital rappresenta una delle grandi sfide della transizione ecologica e digitale del nostro Paese. Un settore strategico non solo per la produzione alimentare, ma anche per la tutela del territorio, la prevenzione del dissesto idrogeologico, la produzione di energie rinnovabili e lo sviluppo di nuovi servizi legati alla multifunzionalità agricola".

Lo ha dichiarato da Firenze Alfonso Pecoraro Scanio, Presidente della Fondazione UniVerde, promotore della rete EcoDigital ed ex Ministro dell'Ambiente e delle Politiche Agricole, intervenendo durante Didacta Italia, in occasione di un incontro con Renisa e con centinaia di studenti degli istituti agrari provenienti da tutta Italia, docenti e start-up innovative del settore agri-tech.

"L'agricoltura moderna - ha aggiunto Pecoraro Scanio - è sempre più un presidio ambientale e sociale: dall'agriturismo ai mercati degli agricoltori, agli agriasili, dagli agriospizi alle comunità energetiche rinnovabili, fino ai nuovi servizi ecosistemici. La multifunzionalità agricola consente alle imprese di svolgere non solo attività produttive tradizionali, ma anche funzioni innovative al servizio della collettività".

Secondo il Presidente della Fondazione UniVerde, è fondamentale sostenere le start-up agri-tech e i percorsi formativi dedicati ai giovani: "Serve una forte azione di sostegno all'innovazione e alle nuove imprese agricole tecnologiche, che sono decisive per dare prospettive occupazionali alle nuove generazioni e rendere il settore più competitivo e sostenibile".

Pecoraro Scanio ha inoltre sottolineato il ruolo delle istituzioni: "Questa sfida deve essere sostenuta dal Governo, dal Parlamento e da tutte le istituzioni territoriali. Siamo nel pieno di una rivoluzione guidata dall'intelligenza artificiale e dalle tecnologie digitali e dobbiamo metterle al servizio dell'agricoltura italiana, che rappresenta una eccellenza globale e un modello di qualità riconosciuto nel mondo".

"L'agricoltura multifunzionale italiana - ha concluso - è un esempio internazionale che dobbiamo valorizzare prima di tutto per il benessere delle nostre comunità, per la sicurezza del territorio e per il futuro delle prossime generazioni".

TMNews

Iran, Caiata (FdI): Mediazione la strada per la pace"

Roma, 11 mar. (askanews) - "Sulla crisi in Iran l'Unione europea si è fatta trovare impreparata. Nei trattati istitutivi dell'Ue non compaiono neppure le parole crisi o guerra, perché l'Europa è nata per gestire periodi di pace". Lo ha detto Salvatore Caiata, presidente della delegazione presso l'Assemblea parlamentare dell'Iniziativa Centro Europea (InCE), intervenendo a Largo Chigi, format di Urania News. "Per la sicurezza abbiamo delegato molto alla Nato e, se un'aggressione fosse arrivata ai nostri confini, probabilmente non saremmo stati pronti a difenderci. Oggi la nostra esposizione è indiretta e riguarda soprattutto il rischio di cellule dormienti di organizzazioni terroristiche. Finora siamo rimasti indenni anche grazie al lavoro della nostra intelligence". Caiata ha poi richiamato il quadro delle decisioni istituzionali adottate per l'area del Golfo: "Nel caso dell'Ucraina abbiamo agito attraverso un decreto legge. Per il Golfo il riferimento normativo è stata l'informativa del ministro, finalizzata ad ampliare l'autorizzazione a missioni già esistenti. L'obiettivo è proteggere i cittadini italiani nell'area, i nostri contingenti militari e gli asset strategici presenti nella regione. I mezzi da impiegare dipenderanno dalle richieste che arriveranno e dall'evoluzione del contesto. Proprio oggi in Commissione Esteri riceveremo gli ambasciatori dei Paesi membri del Consiglio di cooperazione del Golfo, che ci illustreranno le loro esigenze. Nel frattempo stiamo ragionando anche su un rafforzamento dell'industria della difesa", ha concluso.

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