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"Nuovo Ordine Mondiale", il singolo di Anticorpi contro il Covid

di TMNews giovedì 11 febbraio 2021
1' di lettura

Roma, 12 feb. (askanews) - "Nuovo Ordine Mondiale" (etichetta Sunflower) è il nuovo singolo di Anticorpi. Una canzone-farmaco per guarire dal bombardamento mediatico di quest'anno. Fake news, complotti, negazioni, verità e post verità in un brano per elaborare ed esorcizzare, per non subirle passivamente, le tante informazioni che arrivano da ogni dove.

Anticorpi è una band elettro-pop con un estetica cyber e medical. Il cuore del progetto è unire musica elettronica veloce, intensa e ballabile con testi ben lavorati, coinvolgenti e provocatori, proponendo performance dal vivo, frontali, cariche di energia e di spettacolo.

Le due voci della band alternano un ruvido cantato classico a uno spoken word più incalzante, incarnando le diverse anime del progetto: punk e pop, nichilista e sexy, clubbing e performativa, veloce ed energica, intimamente coinvolgente e politicamente scorretta.

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"Il TEF - Taranto Eco Forum è una piattaforma di dialogo unica, perché mette insieme tutti gli attori del territorio necessari per creare filiere di innovazione. Siamo convinti che il potenziale delle startup innovative, capaci di unire le competenze delle due transizioni, le competenze digitali e la conoscenza del mondo energetico, delle molecole, dell'aria, dell'acqua e della bioeconomia, possa produrre valore non solo per Eni, ma anche per l'indotto e per le piccole e medie imprese del territorio. Per fare questo serve un terreno di discussione e il TEF, ormai da diversi anni, è davvero il luogo in cui si possono costruire dialoghi, sinergie e nuove opportunità".

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A margine di un evento all'Istituto Treccani, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha spiegato: "Stiamo seguendo la vicenda, dovrebbe esserci oggi l'udienza davanti al giudice, io mi auguro che li possano espellere il prima possibile, quindi per tornare a casa. "Speriamo che si possa risolvere in modo positivo la questione", ha aggiunto Tajani. "Stiamo avendo un'interlocuzione anche con Bengasi (dove i due attivisti sarebbero stati portati, Ndr) e dovrebbero andare stamani davanti al giudice, quindi il giudice dovrebbe, mi auguro, decidere di farli ritornare in Italia. Se li espellono meglio così, stiamo lavorando, la situazione libica non è semplice", ha spiegato il ministro.

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