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Virginia Raggi: no ambiguità, M5S si esprima su mia ricandidatura

di TMNews mercoledì 17 febbraio 2021
2' di lettura

Roma, 17 feb. (askanews) - "E' giunto il momento che la base dei 5 stelle si esprima sulla mia candidatura": la sindaca di Roma Virginia Raggi scopre le carte e chiede una presa di posizione al suo partito. Basta, dice, "ambiguità e giochi di palazzo". E chiede un voto sulla piattaforma Rousseau.

A quattro mesi dalle elezioni di giugno per il Campidoglio, sempre se non slitteranno causa pandemia, regna sovrana in effetti l'incertezza. Presso i Cinque Stelle, tiepidissimi verso la ricandidatura di Raggi annunciata autonomamente già l'anno scorso, nel timore che la sindaca e il suo operato non si conquistino la vittoria; anche se alcuni compagni di partito hanno commentato sostenendola: per esempio Alessandro Di Battista che però sottolinea di parlare "da cittadino".

Più in generale regna incertezza anche presso il PD. Nessun candidato ufficiale espresso, silenzio di fronte all'autocandidatura di Carlo Calenda.

Il leader PD Zingaretti aveva escluso un possibile appoggio a Raggi. Circola però l'idea che Partito Democratico e Movimento Cinque Stelle, alleati di governo, potrebbero cercare un nome comune da sostenere fin dal primo turno. E proprio in questo senso parla oggi la fronda 5 Stelle dei presidenti ed ex presidenti dei gruppi capitolini, che formano il gruppo "Piano di Roma" chiedendo di lavorare con PD e anche con Liberi e Uguali. "Uniamo le forze progressiste per il bene di Roma" recita il loro manifesto, accusando Raggi di "mettere la propria persona avanti a qualunque ipotesi alternativa senza preoccuparsi delle conseguenze di un fallimento che porterebbe Roma indietro di 15 anni".

Chiaro riferimento a un'eventuale vittoria della destra nella capitale. Solo che l'incertezza regna ancora anche fra i partiti dell'alleanza Lega-Forza Italia-Fratelli d'Italia: vorrebbero sì un candidato comune, che però ancora non emerge, e certo non aiuta la spaccatura con i primi due che adesso appoggiano il governo Draghi. Ma i tempi stringono, e i cittadini romani vorrebbero delle risposte.

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